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A Tondo, alla disperata ricerca di un ruolo, va indigesto il panettone. Vede Illy alla presidenza della Repubblica. Ma non era quello con cui non aveva voluto confrontarsi nel 2008 a Telefriuli?

direttore

La coltellata del direttore Alberto di Caporiacco, uomo non socialmente reinseribile…

LA COLTELLATA di ALBERTO di CAPORIACCO

Nostro malgrado dobbiamo occuparci dei due past presidents della Regione Friuli-Venezia Giulia, RICCARDO ILLY (2003-2008) e RENZO TONDO (2008-2013). Li chiamiamo in causa quali protagonisti di un curioso siparietto a puntate del quale è giusto dar conto.

Partiamo dalla primavera del 2008 allorquando, negli studi dell’emittente TELEFRIULI, dovrebbe (è il caso di usare il condizionale) andare a scena un confronto elettorale tra ILLY (presidente della Regione ricandidatosi) e lo sfidante TONDO.

Dopo l’apertura di prammatica della trasmissione, officiata dal direttore dell’emittente ALBERTO TERASSO, TONDO prende la parola e annuncia di volersene andare in quanto non intende rimanere a confrontarsi con ILLY, accusato di avere creato un colossale buco al bilancio regionale. TERASSO tenta di trattenerlo, fors’anche per solidarietà carnica, immaginando che il conterraneo si stia scavando elettoralmente la fossa, ma TONDO testardamente abbandona gli studi lasciando spazio a un soliloquio di ILLY.

Termina la campagna elettorale e TONDO, sfruttando l’effetto BERLUSCONI, va in arcione, scalzando ILLY alla presidenza della Regione. ILLY la prende male, anzi, malissimo. Rifiuta il ruolo di capo dell’opposizione, si dimette addirittura dal consiglio regionale e se ne ritorna in azienda, dichiarando di voler abbandonare la politica.

Passano gli anni. TONDO non ce la fa in sede di rielezione ed è sostituito, per una manciata di voti dalla SERRACCHIANI. A dicembre 2013 (LETTA capo del governo), RICCARDO ILLY è nominato nella commissione paritetica Stato-Regione, assumendone la presidenza. Tosto lasciata ad aprile 2014 quando giunge notizia di una sua condanna in secondo grado per danno erariale, inflittagli dalla Corte dei conti (condanna peraltro ricorribile in Cassazione).

Ora TONDO, alla ricerca di un ruolo quale leader autonomista (sic!), dichiara di “veder bene un uomo come RICCARDO ILLY alla presidenza della Repubblica”. Ci chiediamo se a TONDO sia andato indigesto il panettone oppure se l’ILLY di cui sta parlando è lo stesso da lui dipinto come autore di un clamoroso buco di bilancio e bollato dalla Corte dei conti come autore di un danno erariale.

Se ILLY, a cui va riconosciuta coerenza e stile per essersi dimesso da presidente della Paritetica, ha per la seconda volta ‘mollato’ la politica, qualcuno ci vuole spiegare cortesemente per quale motivo ora dovrebbe rientrarvi?

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