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                              IL GIORNALE DEL FRIULI

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Napolitano parla ancora. “La riforma del lavoro va fatta”. Lo dice lui, che nella sua lunga vita non ha lavorato neppure per un giorno…

Il ‘mantenuto di Stato’, al secolo Giorgio Napolitano, esterna ancora. Per 55 anni degli 86 della sua vita ha percepito e sta percependo denaro pubblico in virtù di cariche pubbliche lautamente retribuite. Sentirsi dare da lui lezioni su riforma e mercato del lavoro fa sorridere…

La riforma del lavoro va fatta. E’ quanto ha dichiarato il Presidente della Repubblica Napolitano, al termine della cerimonia alle Fosse Ardeatine. Ora la discussione, ha detto, si sposta in Parlamento, dove, è convinto, si arriverà a un risultato valido. Con il nuovo art. 18, ha poi precisato, ‘non ci sarà una valanga di licenziamenti’. ‘Il problema più drammatico – ha aggiunto Napolitano – è quello delle aziende che chiudono e dei dipendenti che perdono il posto di lavoro, non per l’art. 18 ma per il crollo delle attività produttive’, ha concluso il Capo dello Stato.

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6 Commenti

  1. Il sig. Cavalli, invece, ha fatto bene ad intervenire, così facendo ci ha dato la possibilità di dire la nostra. Del resto, qui, non abbiamo offeso nessuno. Siamo solo stufi di farci imporre la solita prosopopea, i personaggi politici a prescindere con i centocinquantesimi (spreconi) che oggettivamente, per il nostro territorio, non esistono. E poi, diciamolo, basta gente in politica per decenni; anche questo é un male, un brutto vizio tutto italiano. E non dobbiamo attendere che le persone compiano 86 anni per sentirci dire: “Ma sì, tutto sommato, é ora che mi ritiro”.

    Ci vuole ricambio e soprattutto largo ai giovani!

    A scanso di equivoci, il debito pubblico che ha raggiunto e io dico anche superato il 120% DEL PIL, va addebitato alla responsabilità dei politici che si sono succeduti in parlamento, nessuno escluso! Non mi pare che ci siano motivi per applaudirli, dato che siamo e saremo per molti anni sull’orlo del baratro finanziario, prendiamone atto.

  2. Pietro Cavalli, se stavi zitto facevi piú bella figura.

  3. re giorgio costa agli italiani tartassati più della regina elisabetta e di tutta la sua corte messe insieme…e lui si è ben guardato di ridurle, come invece hanno fatto gli inglesi con la loro regina, anzi, il bravo re giorgio, come detta la tendenza finanziaria attuale in italia…ha rubato ai poveri per mantenere lui e i ricchi!!!!VERGOGNA a lui, a cavalli (mantenuto pure lui credo) a quelli che sostengono questo andazzo decadente da fine impero!

  4. Avevo preparato, in attesa di altri interventi, queste poche righe qui sotto in risposta al primo, quello del sig. Cavalli; oggi Napolitano si è ricordato che è giunta l’ora anche per lui di farsi da parte. (Biade l’ore!|)
    Di fatto, una volta tanto, anch’egli ha pensato ai giovani ed in particolare ad una donna, e ha dato appuntamento a tutti al prossimo anno, ma da civile…

    … prima di giudicare un uomo, bisogna analizzare la sua storia.
    Brevemente: il sig. Giorgio Napolitano ha approvato i gravi fatti d’Ungheria, e ci sono voluti molti anni per far si che egli riveda la sua posizione, questa vicenda emblematica ha segnato la sua storia di politico e per quello che mi riguarda non posso che disapprovare la sua posizione di comunista oltranzista.
    Inoltre, come partecipe delle vicende parlamentari di questo disgraziato paese, egli è stato ed è, partecipe delle stesse da tempo immemorabile, sono ben 55 gli anni, ci ricorda l’articolo.
    E allora mi chiedo e chiedo al sig. Cavalli, a chi dobbiamo addebitare l’attuale situazione economica e sociale del nostro paese, se non a coloro i quali sono stati all’interno delle istituzioni per così tanto tempo?
    Egli, tra l’altro, come Presidente della Repubblica, ha approvato leggi di spesa che ci hanno portato esattamente dove siamo. E perché, le chiedo, se la situazione finanziaria del nostro paese era così grave, non ha lanciato in tempo un grido di allarme? E avrebbe dovuto!
    E non credo di offendere nessuno se affermo che il nostro Quirinale costa ai contribuenti un occhio della testa, probabilmente il doppio o anche il triplo di pari istituzioni a livello europeo.
    E allora, se esempio deve esserci, questo deve giungere dall’alto, sempre.
    Soprattutto, chi sta a certi livelli nelle istituzioni, deve prendersi le proprie responsabilità, e un dovere é anche quello di riconoscere i propri limiti, i propri errori, dare esempio di sobrietà, non quello di rimanere abbarbicati alla poltrona, sempre e a qualunque costo.
    Ora siamo governati dai tecnici, fortemente voluti da Napolitano, forse sono anche necessari riconosciamolo.
    Ma non possiamo giustificare la necessità e l’urgenza di questo esecutivo in presenza di manovre solo volte ad aumentare la pressione fiscale o comunque mancanti del requisito dell’equità. Soprattutto non mi piace l’interventismo di Napolitano a tutto campo, quel campo che assolutamente non gli compete.
    E in conclusione, riguardo alla situazione contingente, quando in una famiglia i conti non tornano, la prima cosa da fare è quella di rivedere le spese. Napolitano, allora, sponsorizzi la revisione delle 25 mila leggi di spesa, appunto, e si preoccupi di far applicare urgentemente il federalismo fiscale; questi sì, unici provvedimenti in grado di far regredire l’immenso debito pubblico italiano. Quindi mi domando, in questa Nazione dobbiamo sempre ragionare in termini che non ci sono mai responsabili, ma solo soggetti di rango superiore a cui dobbiamo chiedere qualcosa con il cappello in mano?

  5. Signor Cavalli nel 1956, mentre io diciassettenne studente liceale, manifestavo convinto nelle piazze di Roma insieme a tantissimi altri giovani, minacciati ed aggrediti dagli attivisti del PCI, Il “saggio” Giorgio Napolitano, in simbiosi con Togliatti,plaudiva con calore ed enfasi, all’intervento dei carri armati sovietici sostenendo che ” l’azione sovietica, evitando che nel cuore dell’Europa si creasse un focolaio di provocazioni, oltre che ad impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, ha contribuito in maniera decisiva, non già a difendere solo gli interessi militari e strategici dell’Urss ma a salvare la pace nel mondo”.
    Cinquant’anni dopo, il 26 settembre 2006, a Budapest, Napolitano ha reso omaggio alle vittime della rivoluzione del 1956, soffocata nel sangue dai carri armati sovietici. In quell’occasione ha detto:” Ho reso omaggio sulla tomba di Imre Nagy a nome dell’Italia, di tutta l’Italia, e nel ricordo di quanti governavano l’Italia nel 1956 e assunsero una posizione risoluta , a sostegno dell’insurrezione ungherese e contro l’intervento militare sovietico”. Non una dichiarazione sulle responsabilità sue e dei suoi “compagni” di partito, non una richiesta di perdono alle vittime (forse 25.000), non un’affermazione che definisse il comunismo “male assoluto”. Solo un atteggiamento di circostanza in parte bugiardo (“tutta l’Italia”), in parte ipocrita e da non “pentito”.
    Nel 1956 tra il diciassettenne sottoscritto ed il trentunenne Napolitano, entrambi dotati del lume della ragione, chi fu nel “giusto” ? la Storia lo ha dimostrato e sentenziato in modo inequivocabile.

  6. Per fortuna che Voi chiedete di usare moderazione nei commenti, mentre i vostri redazionali possono permettersi di dare del “mantenuto” al Presidente della Repubblica.
    Giorgio Napolitano in virtù di una lunga carriera politica, senza sbavature, o cadute di stile, è arrivato al Quirinale ed ha svolto in modo egregio il suo incarico in una situazione di dissesto delle Istituzioni.
    Stà tenendo insieme il paese che ha rischiato (e rischia ancora ) la deriva: vi sembra poco?
    Se sorridete sulle parole di un uomo saggio come Giorgio Napolitano, e vi permettete di scrivere le vostre fesserie redazionali, lo dovete ad uomo come lui che è garante della democrazia.
    Pietro Cavalli

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