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Se i friulani ci tenessero veramente al Friuli oggi dovrebbero andare a prendere a pomodorate Matteo Renzi (di Alberto di Caporiacco)

direttoreDopo la passerella di una settimana fa a Treviso, questo sabato tocca a Udine ospitare Matteo Renzi. Alle 12 avrebbe dovuto essere al Palamostre, ma l’impianto è stato ritenuto troppo esiguo per la folla che si ritiene calamiterà il presidente del consiglio. Ed ecco allora lo spostamento al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Sarà un’occasione imperdibile per farsi fotografare attorno a lui, scodinzolando. E indubbiamente c’è da scommettere che il nostro girerà a braccetto con Debora Serracchiani, vicesegretario del Pd oltre che presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, una che non fa mistero di essere onnipotente proprio grazie al sodalizio instaurato con l’ex sindaco di Firenze.

Non mancheranno nel parterre presunti industriali di grido, vari notabili e tutti quelli che ritengono che essere yesmen di Matteo Renzi possa loro giovare in futuro, nell’ottica della costruzione di una nuova atipica piccola dittatura e della corte che solitamente ruota attorno.

Le sorti del Friuli e dei friulani paiono già disegnate dal progetto renziano, ma francamente siamo molto perplessi sul fatto che il popolo friulano, in un impeto di orgoglio, rimandando ad un altro momento lo shopping sfrenato (coi soldi che restano) e altre attività che solitamente – in maniera medioborghese – si è soliti fare il sabato e/o la domenica, si interessasse delle proprie sorti e del proprio futuro, sempre più prossimo ad omologazione, sottomissione e perdita d’identità.

Renzi sarebbe da prendere a pomodorate. Se solo ci sentissimo intimamente un popolo. Ma chissà, magari ci sarà Sergio Cecotti in prima fila a contestare, capace di una prova di coraggio. Per la prima volta nella sua vita.

Alberto di Caporiacco

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