La Dieta Mima Digiuno: Valter Longo e la sua filosofia

La dieta mima digiuno è un piano alimentare contraddistinto da ingredienti naturali assunti da un soggetto per 5 giorni senza che, però, il suo corpo si renda conto che sta mangiando.

Pertanto, l’assunzione di determinate tipologie di cibi sani fa in modo che l’organismo resti costantemente in una modalità di digiuno. Questo regime è il prodotto di approfonditi studi clinici condotti dall’USC Longevity Institute diretto dal professore Longo Valter. Si tratta, i particolare, di un istituto che conduce studi interdisciplinari atti a promuovere la longevità.

Lo scopo della Dieta Mima Digiuno

La dieta mima digiuno rappresenta una delle più importanti e recenti scoperte nell’ambito della nutrizione. Tuttavia, il primo aspetto che occorre sottolineare è che, anche se si parla di dieta, il piano alimentare che essa prevede non è mirato esclusivamente al dimagrimento.

Il professore di biogerontologia Valter Longo risulta essere il promotore di questa nota dieta. Egli è un ricercatore in neurologia e in biochimica che insegna all’Università del Sud della California e che dirige il programma di oncologia e longevità dell’IFOM, ovvero dell’istituto di Milano che si occupa di oncologia molecolare.

La sua figura si è contraddistinta per l’avere dedicato l’intera carriera alla sperimentazione di trattamenti atti a contrastare l’invecchiamento. Ebbene, lo scopo principale della dieta mima digiuno è di fare in modo che le cellule possano rigenerarsi costantemente così da proteggere l’organismo dal pericolo di obesità e di altre patologie croniche relative all’invecchiamento come, ad esempio, il noto morbo di Alzheimer.

Questo particolare regime alimentare, dunque, più che come una dieta, può essere definito come la prescrizione di uno stile di vita sano condotto con modalità tali da migliorare la salute del proprio corpo.

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Valter Longo: l’ideatore della dieta mima digiuno

Il professor Valter Longo rappresenta l’ideatore della dieta mima digiuno. Egli nacque a Genova nel 1967 per poi intraprendere, in età adulta, numerosi studi negli Stati Uniti fino ad ideare un particolare regime alimentare contraddistinto esclusivamente da ingredienti sani e naturali.

Nello specifico, chi decide di seguire questa dieta va a nutrirsi per 5 giorni di determinati cibi senza che il suo corpo se ne accorga.

Di conseguenza, è come se si attivasse una sorta di modalità digiuno senza che, ovviamente, questo venga effettuato. Il principale scopo della dieta, come accennato, non è il dimagrimento, bensì un significativo miglioramento della salute diretto ad assicurare una certa longevità.

Valter Longo, dunque, ha previsto ben 3 pasti al giorno affiancati da uno spuntino. In età adulta, poi, la carne va completamente debellata, mentre in età infantile può essere assunta così come nella vecchiaia (dai 65 anni in poi). Il pesce, inoltre, va mangiato almeno due volte a settimana.

Ovviamente, non bisogna esagerare dal momento che l’assunzione di una grande quantità di mercurio può risultare tossica con il passare del tempo: nello specifico, il tonno ne contiene davvero molto, a differenza dello sgombro e delle sardine. Si consiglia di prediligere i cereali, i piselli, i ceci, i fagioli, le lenticchie e le fave.

In più, va bene anche assumere grassi insaturi buoni come quelli presenti nell’olio extravergine d’oliva e nella frutta secca. Infine, è bene ricordare di non cenare mai dopo le 20 o comunque 3 o 4 ore prima di mettersi a letto.

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Il funzionamento della dieta mima digiuno

Si tratta di un particolare regime alimentare che mira principalmente a migliorare lo stato di salute dell’organismo.

Altre diete che hanno questo obiettivo sono la Dieta Mediterranea e la Dieta Detox.

La dieta mima digiuno non è altro che una particolare tipologia di regime alimentare ideato dal professor Valter Longo.

Ebbene, volendo effettuare un’analisi approfondita della stessa, si può affermare come si basi sulla rimozione di cibi che potrebbero portare a stimolare la produzione di insulina nonché dell’ormone della crescita, così da predisporre il soggetto all’assunzione di un basso quantitativo di calorie.

Secondo il suo ideatore, la dieta mima digiuno sarebbe utile anche a purificare l’organismo al fine di rigenerarlo e di migliorarne le funzioni principali. Occorre, infatti, evidenziare come la restrizione calorica avvenga in una maniera costantemente monitorata.

Tale modalità comporta un potenziamento di diversi sistemi del corpo umano, tra cui quello nervoso, quello immunitario e quello muscolare. Si capirà bene come un buon funzionamento dell’organismo provochi un rafforzamento della resistenza contro batteri e virus pericolosi.

Inoltre, è interessante notare anche come non si parli affatto di una dieta rientrante nel novero di quelle drastiche, come la Dieta Lemme, la Dieta Dukan, la Dieta Chetogenica o la Dieta Plank, le quali sono spesso nocive.

Innanzitutto, vi sarà una consistente diminuzione dell’apporto di proteine e, in particolar modo, di quelle di origine animale. Tale riduzione si basa su una specifica motivazione: le proteine, infatti, contengono l’ormone della crescita, il quale è il principale responsabile dell’invecchiamento cellulare nonché delle patologie ad esso collegate (ci si riferisce alle malattie neurodegenerative, al cancro, alle malattie cardiovascolari e al diabete).

In quelle di origine vegetale, invece, non è presente l’ormone della crescita. Pertanto, si potranno mangiare liberamente legumi secchi, cereali integrali e verdure. Il nome, infine, deriva dagli effetti che tale dieta produce sul corpo ovvero quelli tipici del digiuno anche se, evidentemente, non si rinuncia al cibo.

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I benefici della dieta mima digiuno

I benefici della dieta mima digiuno sono molteplici. In particolare, si tratta di un regime alimentare che, innanzitutto, ha una durata estremamente breve: si sviluppa, in effetti, nell’arco di soli 5 giorni all’insegna di una restrizione calorica e dell’assunzione di un basso quantitativo di proteine.

Nello specifico, durante il primo giorno, la dieta mima digiuno prescrive l’assunzione di mille calorie composte per il:

  • 56% di grassi,
  • 34% da carboidrati
  • restante 10% da proteine.

Invece, nei 4 giorni successivi sono previste solo 750 calorie rappresentate per il

  • 47% da carboidrati,
  • 44% da grassi
  • 9% da proteine.

Praticamente, una vera e propria antitesi rispetto alle famose Dieta Dukan, Dieta Lemme, Dieta Chetogenica e Dieta Plank.

Ovviamente, si può affermare come non si tratti affatto di un regime alimentare basato sul digiuno: tuttavia, le calorie introdotte risultano essere davvero poche così come scarseggiano quegli alimenti da cui generalmente consegue un aumento di insulina nel sangue.

Inoltre, è fondamentale ribadire come si tratti di una dieta che deve essere seguita solo dietro uno stretto controllo medico. Viene, poi, sconsigliata, il più delle volte, a bambini e adolescenti nonché alle mamme in dolce attesa. Anche colore che soffrono di pressione bassa o sono affetti da malattie croniche dovrebbero evitare di seguirla.

Esempio di dieta mima digiuno

Se si decide di intraprendere una dieta mima digiuno, è opportuno tenere in considerazione una serie di regole prima di iniziare. Innanzitutto, occorre ricordare come venga preferito il consumo di proteine di origine vegetale al posto di quelle di origine animale (derivanti, ad esempio, dal formaggio e dalla carne).

Inoltre, è necessario verificare di essere effettivamente idonei alla dieta mima digiuno: essa viene sconsigliata, in particolare, ai malati di anoressia, ai diabeti insulinodipendenti, ai bambini e alle donne in gravidanza.

Ebbene, una volta essersi assicurati di soddisfare queste condizioni, è bene documentarsi sui propri valori inerenti a glicemia, sideremia, temperatura corporea, pressione sanguigna, peso e massa corporea. Questa tipologia di regime alimentare può essere seguito per un arco temporale massimo di 5 giorni (ogni 3-4 mesi). Durante il percorso, si noterà una progressiva diminuzione dell’introito energetico.

Ebbene relativamente ai cibi da consumare, è possibile evidenziare la presenza di:

  • pasta, pane e cereali rigorosamente integrali;
  • pesce, almeno 2 volte a settimana, stando attenti a limitare il consumo di quello ad alto contenuto di mercurio come, ad esempio, il tonno. Sono, infatti, da preferire le acciughe, le sardine e lo sgombro;
  • verdure, ma mangiare a volontà;
  • mandorle, noci, nocciole, olio extravergine di oliva, che si contraddistinguono per la presenza di grassi insaturi buoni.

Quelli da eliminare drasticamente, invece, risultano essere:

  • zuccheri, limitando anche il consumo di frutta;
  • carne, da sostituire, in età adulta, con proteine vegetali. Essa, tuttavia, va consumata dai bambini e dai soggetti di età superiore ai 65 anni.

Infine, relativamente allo stile di vita, è utile evitare di cenare dopo le 20. In più, è consigliabile non mangiare nulla nelle 3 ore prima di andare a dormire.

Specificate le peculiarità fondamentali, si può stilare un esempio di menù da rispettare durante i 5 giorni.

Il primo giorno è bene iniziare con una tazza di tè verde accompagnata da una barretta ai cereali senza zucchero per colazione. Lo spuntino, invece, si baserà su una porzione di noci miste all’uvetta. Infine, a cena, occorrerà consumare 150 grammi di cereali integrali con ben 300 grammi di legumi cotti.

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Il menù relativo al secondo giorno dovrà essere rispettato per tutti quelli rimanenti e, dunque, fino al quinto. A colazione, ci si potrà concedere, sempre insieme alla tazza di tè verde, una porzione di nocciole ed uvetta. Lo spuntino, poi, sarà incentrato su una barretta ai cereali senza zucchero. Alla fine della giornata, per cena, si potranno mangiare 100 grammi di pesce affiancati ad una porzione abbondante di insalata condita con olio extravergine di oliva o, in alternativa, delle proprie verdure preferite rigorosamente cotte al forno e accompagnate da fagioli stufati.

Dieta mima digiuno e dieta ipocalorica: le differenze principali

La differenza principale tra dieta mima digiuno e una dieta per dimagrire è rappresentata dal basso consumo di zuccheri e proteine: essa, in particolare, è in grado di attivare tutti i processi di rigenerazione descritti.

Mentre in una classica dieta ipocalorica accade che venga ridotto significativamente il consumo di carboidrati e grassi in favore delle proteine, nella dieta mima digiuno si vuole dirigere l’organismo in una condizione di carenza di proteine e glucosio.

Nello specifico, in assenza della sufficiente quantità di glucosio, il corpo è obbligato a creare delle risorse di energia diverse ed alternative. In questo caso, si parla dei corpi chetonici, ovvero dei prodotti derivanti dalle riserve di grasso.

A tale tipologia di condizione, poi, si aggiunge anche un deficit proteico, il quale fa in modo che il corpo proceda alla distribuzione delle risorse proteiche disponibili in maniera molto più efficiente.

Così, saranno tutelati i tessuti nuovi in quanto le cellule vecchie moriranno. Come accade nel caso di digiuno, nello specifico, la privazione di questi nutrienti condurrà ad una consistente produzione di cellule staminali: è proprio grazie a queste che le cellule in precedenza distrutte verranno sostituite con altre nuove nel omento in cui si ricomincerà a mangiare normalmente.

In più, è interessante notare come la massa muscolare non venga interessata da questo procedimento.

Le controindicazioni della dieta mima digiuno

La dieta mima digiuno è in grado, oltre a ridurre la percentuale di grasso corporeo, di aumentare le aspettative di vita di un soggetto.

Essa, in particolare, prevede una drastica diminuzione dell’apporto calorico per ben 5 giorni a settimana ogni 3 mesi. Ovviamente, si tratta di un regime alimentare da seguire sotto il necessario controllo di un medico.

Nell’ambito della prescritta ristrettezza calorica, si registra la totale assenza di proteine di origine animale, ad eccezione di quelle derivanti dal consumo di pesci di piccole dimensione, i quali si contraddistinguono per la mancanza di mercurio.

Pertanto, occorre sottolineare come siano da preferire esclusivamente le proteine di origine vegetale. Nel novero degli alimenti da evitare, dunque, rientrano anche le patate e i legumi, mentre viene consigliato di mangiare verdura, una minima quantità di frutta secca, tè e grassi insaturi ricchi di omega 3.

Da limitare, invece, è il consumo di frutta e di zuccheri semplici.

A chi è consigliata la dieta

La dieta mima digiuno risulta, poi, essere adatta a coloro che hanno un età compresa tra i 20 e i 70 anni che si trovino in uno stato di salute buono.

Come già accennato in precedenza, essa non può essere assolutamente seguita da diabetici insulino-dipendenti (ci si riferisce al diabete di tipo 1), dagli anoressici, da chi è sottopeso, da bambini, da adolescenti e dalle donne durante gravidanza ed allattamento.

Una volta aver controllato i propri valori relativi a sideremia, ematocrito, glicemia, lipemia, peso, massa corporea e pressione sanguigna, si può iniziare la dieta ricordando di stare a riposo durante l’arco dei 5 giorni.

Mentre una persona normopeso può permettersi di consumare ben 3 pasti al giorno con l’aggiunta di uno spuntino, una in sovrappeso può concedersi 2 pasti e altrettanti spunti da 100 kcal ciascuno.

I benefici non tarderanno ad arrivare e a manifestarsi in una visibile riduzione del grasso viscerale (soprattutto di quello localizzato nella parte addominale), in un calo dei livelli di proteica c reattiva e in una diminuzione della glicemia a riposo.

In più, sembra proprio che la dieta mima digiuno produca un miglioramento di molteplici malattie croniche. Si possono segnalare anche gli effetti di ringiovanimento dal momento che saranno generati dei meccanismi molecolarici, allo scopo di ricondurre al minimo gli sprechi di energia, vanno a determinare la distruzione di tutte le cellule danneggiate.

Perché si dimagrisce

Come già evidenziato nel paragrafo precedente, in seguito, si stimolerà l’organismo a produrre nuove cellule capaci di sostituire quelle danneggiate e malate. Ebbene, venendo alle controindicazioni, anche queste non sono poche.

Nello specifico, in alcuni casi, la dieta mima digiuno potrebbe addirittura rivelarsi nociva in quanto in grado di determinare: fame, debolezza, crampi allo stomaco, irritabilità, disidratazione e malesseri diffusi. Inoltre, essa è decisamente da sconsigliare in caso di un’intensa attività fisica.

In genere, si tende ad evitarla a causa del consumo minimo di frutta, dal quale deriva inevitabilmente la mancanza del sufficiente quantitativo di vitamine, polifenoli ed altre sostanze benefiche, oltre che per l’eccesso di corpi chetonici capaci di provocare affaticamento epatico e renale affiancato a disidratazione.

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Come seguire al meglio la dieta mima digiuno: consigli utili

La dieta mima digiuno si rivela utile perché consente di monitorare il proprio peso corporeo nonché di depurare l’organismo eliminando tutte le sostanze nocive in modo da scongiurare l’insorgenza di malattie croniche tipiche dell’invecchiamento.

Non si tratta di una dieta lunga nè tanto meno faticosa dal momento che è sufficiente dedicargli solo 5 giorni ogni 3 mesi.

Ricordando sempre di consultare il proprio medico di fiducia prima di iniziarla, si procederà all’eliminazione, dal menù giornaliero, di tutti quegli alimenti aventi l’effetto di stimolare la produzione di insulina.

I benefici principali saranno relativi alla rigenerazione e alla riparazione delle cellule buone così da contrastare la proliferazione di quelle attive strettamente legate allo sviluppo dell’obesità e delle malattie dell’invecchiamento.

Tale regime ipocalorico fa in modo di riprogrammare l’intero organismo facendogli credere di essere a digiuno anche se, in realtà, si stanno fornendo allo stesso tutti i nutrienti necessari. Prediligendo le verdure, bisognerà escludere carne e formaggi sostituendoli con le proteine di origine vegetali.

In più, è consigliabile consumare pesce, cereali integrali, barrette senza zucchero e tè. Infine, sottolineando sempre l’importanza di un’attività fisica (non intensa tanto da far sorgere problemi), è necessario optare sempre per i grassi buoni come, ad esempio, la frutta secca (noci e mandorle) e l’olio extravergine di oliva.

I pasti devono essere distribuiti nell’arco di 12 ore e solo due di essi potranno essere calorici.

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