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Udinese. Ecco Francesco Lodi, probabile erede di Gaetano D’Agostino

RASSEGNA STAMPA

FONTE MESSAGGERO VENETO

GIOVEDÌ, 03 SETTEMBRE 2009

Pagina 13 – Sport

 

Ecco Lodi, vuol essere l’erede di D’Agostino

 

«Giocare davanti alla difesa è un sogno: quest’anno ruberò i segreti a Gaetano»

 

PRESENTAZIONE

 

Il presidente Soldati: era un obiettivo della famiglia Pozzo Il dg Gasparin: arriva come prestito con diritto di riscatto

 

L’ultimo acquisto bianconero ha scelto il numero 84 e ieri ha svelato i propositi per il futuro nell’Udinese

di PIETRO OLEOTTO

Mi manda Totò. Una raccomandazione che da queste parti ha il suo peso, visto che Di Natale è uno che, arrivando da Empoli, si è guadagnato la Nazionale in pianta stabile vestendo la maglia dell’Udinese. Un po’ il sogno di Francesco Lodi, anche lui napoletano, anche lui figlio della “cantera” empolese, anche se il ruolo è un altro. O meglio, dovrebbe diventare un altro, visto che punta alla cabina di regia dove adesso giostra Gaetano D’Agostino. «E’ questo il mio sogno», ha dichiarato ieri questo 25enne di belle speranze, un po’ un lusso per la serie B, dove l’Empoli deve ancora soggiornare. Per questo i toscani hanno deciso di cederlo e l’Udinese, che l’aveva messo nel mirino già da tempo (il suo nome ha cominciato ad essere abbinato al bianconero friulano dalla scorsa estate), l’ha prelevato proprio in dirittura d’arrivo, piazzando un botto in prospettiva. «La famiglia Pozzo e tutta la struttura tecnica dell’Udinese ci tenevano molto a chiudere la trattativa – ha spiegato il presidente Franco Soldati – e il direttore generale Sergio Gasparin è riuscito a far quadrare tutti i tasselli. A Gasparin vanno inoltre le congratulazioni per l’evoluzione che ha avuto la campagna acquisti e per i riflessi economici che la stessa avrà sulla nostra società», ha concluso il presidente Soldati riferendosi al sipario calato lunedì sera sulla finestra di mercato.

Gasparin ha svelato invece i motivi che hanno portato all’acquisto di Lodi prima della cessione di D’Agostino: «Su di lui esiste un progetto tecnico-tattico ben preciso: Lodi in passato ha mostrato qualità e doti tecniche, ora deve migliorare sul piano della continuità e della quantità. Il giocatore voleva l’Udinese: è venuto appositamente a Milano per incontrarci e questo la dice lunga sulla sua determinazione. E’ arrivato in prestito con diritto di riscatto: sarà un anno importante per lui come per noi».

Importante in tutti i sensi: perchè l’ex empolese dovrà dimostrare di essere all’altezza della serie A, che finora ha soltanto sfiorato, e perchè dovrà dimostrare di essere in grado di giocare al centro, da regista, ripercorrendo un po’ i passi di D’Agostino che arrivò da Messina con i “galloni” dell’esterno sinistro (Lodi invece ha giocato prevalentemente a destra, anche se non disdegna l’altra fascia nel quadro tattico di un 4-4-2) e che adesso è invece un organizzatore di gioco raro nel panorama calcistico italiano, tanto che lo stesso Lippi si è accorto di lui. «E io voglio ripagare la fiducia dell’Udinese, sono onorato di essere qui – ha sottolineato Lodi –. Sono molto amico di Totò Di Natale e il capitano mi ha parlato benissimo della società, dell’ambiente, dei compagni e del tecnico. Sono sempre più convinto di aver fatto la scelta giusta».

Poi l’affondo sul ruolo: dovrà essere quello di regista. «Non fatevi ingannare dai gol che ho sempre fatto: non sono un attaccante, sono un centrocampista anche se ho quasi sempre giocato a destra. Però agire davanti alla difesa è un sogno che ho da bambino. Tra l’altro potrò vedere tutti i giorni all’opera un grande come D’Agostino: è un onore stargli vicino e provare a rubargli qualche segreto, perchè voglio essere riscattato: intendo rimanere in Friuli per molto tempo». Proprio vero, lo manda Totò.

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