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Quando l’avvocato si improvvisa giornalista. Il caso di Alvise Moro, patrocinatore della Thermokey che nomina, invano, il Movimento Friuli…

La coltellata di Alberto di Caporiacco

La coltellata del direttore Alberto di Caporiacco, uomo non socialmente reinseribile…

LA COLTELLATA di ALBERTO di CAPORIACCO

Diciamo la verità. Non abbiamo troppa simpatia degli avvocati (nemmeno dei magistrati). Trattasi di due categorie delle quali sarebbe facilissimo dire tutto il male possibile con le valigiate di prove che abbiamo a disposizione. E non è detto peraltro che non lo facciamo, magari a brevissimo. E non solo su questo organo di stampa on line, tra l’altro… Estote parati (state pronti; lo traduciamo perché è assai difficile, per esempio, che certi avvocati e magistrati abbiano una cultura sufficiente per quanto attiene la padronanza della lingua latina).

Questa coltellata la dedichiamo a un avvocato in particolare, trattasi di ALVISE MORO. E’ un giuslavorista che ha patrocinato la THERMOKEY, che ha sede in Friuli a RIVAROTTA di RIVIGNANO-TEOR, in una causa di lavoro nei confronti di una persona che non intendiamo nemmeno nominare. Ebbene si dovrebbe supporre che, posto che uno dei capi d’accusa che ha portato al licenziamento della persona in questione, attiene la sua attività politica, il giuslavorista si fosse letto attentamente le carte aziendali che conterranno – così è lecito supporre – i rilievi mossi alla dipendente licenziata.

Con dovizia di riferimenti accusatori alle sue attività politiche svolte in ragione di una militanza o appartenenza. Ebbene il MORO, oltre che giuslavorista – evidentemente tuttavia d’impulso della ditta patrocinata – si è improvvisato giornalista e si è cimentato nella redazione di un comunicato stampa, inviato a molte fonti di informazioni tra cui l’ANSA, che l’ha rilanciato in modo esponenziale, con il quale associa la dipendente licenziata al MOVIMENTO FRIULI.

Che, usando una terminologia cara a un ex magistrato dall’italiano cialtronesco, tale ANTONIO DI PIETRO, con la dipendente licenziata non c’azzecca minimamente. Infatti le strade della licenziata e del MOVIMENTO FRIULI si sono intersecate soltanto nello spazio di un mattino, nell’anno di grazia 2006.

Insomma, saremmo tanto curiosi di leggere le carte processuali per capire se l’avvocato ALVISE MORO abbia preso un clamoroso abbaglio oppure se il consiglio di amministrazione della THERMOKEY fosse intimamente convinto che il tempo si fosse arrestato al 2006 e che 9 anni siano passati invano, inducendo quindi in errore l’esercente la professione legale.

Di sicuro siamo di fronte a un pasticcio cosmico e, giustamente, MARCO DE AGOSTINI segretario politico del MOVIMENTO FRIULI non ci sta a veder associato il nome del partito politico storico dei friulanisti con una attività illegale o scorretta compiuta dalla dipendente licenziata che, interpretando il comunicato stampa redatto dall’ALVISE MORO, avrebbe sostanzialmente trascurato il lavoro presso la THERMOKEY per favorire il MOVIMENTO FRIULI.

Parrebbe un ‘pegio el tacòn del buso’. La THERMOKEY si è liberata sì, momentaneamente della dipendente sgradita, ma ha incrociato la propria rotta collidendo con il MOVIMENTO FRIULI che non ci sta proprio ad essere trascinato nella polvere su questioni di carattere ‘morale’ e di ‘integrità’.

All’avvocato ALVISE MORO, del quale ipotizziamo l’ottima preparazione nella materia giuslavoristica, consigliamo di lasciar perdere compiti di addetto stampa che ci pare non competano a chi indossa una toga.

Se i nostri lettori, poi, si chiederanno per quale motivo celiamo il nome della dipendente licenziata, beh, la ragione è ovvia: non intendiamo farle pubblicità. Se vuol farsela, può sempre acquistare uno spazio a pagamento sul nostro quotidiano. Peraltro le auguriamo, sinceramente, di volgere la vicenda giuslavoristica in proprio favore e di ottenere il reintegro nel proprio posto di lavoro.

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