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La Festa della Patria del Friuli è istituita per legge, ma i suoi veri padri (gli uomini del Movimento Friuli) sono mistificati e dimenticati grazie alla disinformazione scientifica dei negazionisti e degli sperimentatori alla Mengele di casa nostra

10305044_850498411660393_5144265762642298296_ndirettore595LA COLTELLATA di ALBERTO di CAPORIACCO

Siamo naturalmente molto soddisfatti che sia stata istituita per legge la Festa della Patria del Friuli nella data storica del 3 aprile.

Alla stessa avevamo dedicato uno scritto provocatorio, profetizzandone – proprio perché accadesse l’esatto contrario e qualcuno, attaccato brutalmente, prendesse paura – la bocciatura.

La Giunta regionale si è schierata a favore del proposta di legge, che ha visto la contrarietà di qualche triestino e di qualcun altro che non ha perso l’occasione per appalesare al mondo il suo tasso di intelligenza.

Quello che fa specie, in attesa di esaminare puntualmente l’articolato di legge, è che i mezzi di comunicazione di massa hanno ritenuto di compiere la solita opera di mistificazione e disinformazione storica.

Esiste un precetto non scritto, ma scientificamente applicato con la certosinità con la quale il dottor Mengele effettuava esperimenti su deportati ebrei ad Auschwitz. Come esiste un negazionismo dell’olocausto ebraico, esiste una tecnica e tattica di negazionismo dell’esistenza del Movimento Friuli.

Fu lui, nel 1977, come dimostra la storia e documenti inoppugnabili ad istituire, ovviamente in clandesitinità e come festa popolare di massa politica, la Festa della Patria del Friuli, cogliendo la ricorrenza dei 900 anni tondi dell’istituzione della Patria del Friuli (3 aprile 1077 – 3 aprile 1977), radunando non poche persone nella piazza capitolare di Aquileia, luogo ovviamente simbolico e sacrale dell’avvenimento.

Quella di oggi è quindi una straordinaria vittoria di persone che, allo stato attuale dei fatti ghettizzate e demonizzate, hanno mantenuto saldezza e coerenza ideale.

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