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Cristicchi a Udine (di Elio Varutti)

 

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo)

Cristicchi a Udine

 

 

di Elio Varutti

 

 

Che emozioni! Da fare accapponare la pelle, ricordando l’esodo degli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia. Lo spettacolo “Magazzino 18” di Simone Cristicchi, scritto insieme a Jan Bernas, a Udine è stato l’occasione per emozioni forti e per un sacco di eventi. Una standing ovation di migliaia di persone ad applaudire coro, Orchestra I Sinfonici del Friuli Venezia Giulia, diretta da Valter Sivilotti, autore degli arrangiamenti. Il Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste è il luogo dove sono ammucchiate centinaia di masserizie portate via dagli esuli e lasciate lì prima di emigrare in Australia, in Argentina, in Canada e negli USA.

 

A Udine tutto ha inizio lunedì 7 aprile alla libreria Feltrinelli, dove l’autore ha presentato l’omonimo libro sull’ormai celebre musical, nonostante quattro contestatori che volantinavano contro di lui. Alla sera c’è stata la prima replica da sold out al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Tutti in piedi, commozione e applausi a non finire. A Udine è stato attivo, fino al 1960, il Centro di Smistamento Profughi all’ex-Gil di via Pradamano, da dove passarono oltre centomila esuli dopo la seconda guerra mondiale. La semplicità con la quale Cristicchi racconta i fatti colpisce e commuove pienamente, tremendamente. Commosso fino alle lacrime era Tarcisio Mizzau, presidente della Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, piangeva Provvidenza Delfina Raimondo, prefetto di Udine assieme a molte altre importanti autorità locali. Commossi pure i 1200 spettatori, tra i quali c’era pure il batticuore delle centinaia di istriani, fiumani, dalmati e loro discendenti, venuti anche da fuori regione.

 

Lo spettacolo, giunto ad oltre 50 repliche, dopo il grande successo d’esordio al Politeama Rossetti di Trieste (il cartellone ha retto per 7 giorni) è stato visto in varie parti d’Italia, in Slovenia, in Croazia, in Svizzera ed è stato richiesto a New York! A Udine è stata necessaria una seconda replica per il giorno 8 alla sera ed un matinée per le scuole medie, con ragazzi e professori accorsi pure da Gemona del Friuli e da altri centri.

 

Cristicchi ha accettato pure un incontro per il giorno 9 aprile al Liceo musicale “C. Percoto”, organizzato grazie alla lungimiranza di Gabriella Zanocco, Dirigente scolastico della scuola udinese. Nell’Auditorium del Percoto, pieno come un uovo (200 giovani), l’artista ha dato risposte brevi e chiare a tutte le domande degli studenti. Le richieste andavano sulla conoscenza degli esuli, al perché di quella tematica, alle difficoltà incontrate, alla scelta dei testi e delle partiture musicali. Qui l’evento era assieme al maestro Sivilotti, a Omar Monestier, direttore del Messaggero Veneto e Fabrizio Pitton, presidente del Consiglio provinciale. Al confronto hanno assistito pure il prefetto di Udine Raimondo, Tarcisio Mizzau, l’onorevole Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine e Sergio Satti, vice presidente del Comitato di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (Anvgd).

 

Cristicchi ha voluto ringraziare, a nome dei tanti esuli, Giorgio Gorlato, da Dignano d’Istria, seduto in prima fila, il cui padre notaio fu prelevato dai titini in armi il 3 maggio 1945 e non fece mai ritorno a casa. Toccante è stata la testimonianza di Gorlato, che ha concluso così: “Ragazzi, voi dovete conoscere, ricordare e valorizzare la pace, perché così costruirete il futuro”. Allora è partito un caloroso scroscio di applausi. All’uscita della sala, diversi studenti hanno voluto parlare con l’esule istriano. “Che tenerezza che i me fa – ha detto Gorlato – i me conta delle loro none e vecie zie istriane!”. Nella stessa serata a Rovigno, in Istria, Cristicchi andava in replica col suo “Magazzino 18”.

 

 

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