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Contro il politicamente corretto (di Stefano Cecotti)

Riceviamo e pubblichiamo

CONTRO IL POLITICAMENTE CORRETTO

Da tempo la follia del politicamente corretto costringe a continui slalom verbali onde evitare parole o espressioni giudicate impronunciabili, così tra il linguaggio politico e la realtà si è creato un vero e proprio muro di separazione. Non ultima l’invenzione della cd islamofobia, termine con il quale si colpiscono tutti quanti abbiano il coraggio di denunciare il pericolo rappresentato da una ideologia, l’islamismo politico, violenta in se stessa e sempre più aggressiva. Tanto più oggi che gli islamisti ce li abbiamo in casa, si richiederebbe alla classe politica una lungimiranza critica capace di vedere e affrontare pericoli e sfide. E’ sotto gli occhi di tutti la progressiva penetrazione dell’islam in Europa attraverso l’immigrazione, la predicazione e gli ingenti investimenti arabi nei paesi occidentali. Un’Europa stanca e senza identità rischia di ritrovarsi a breve egemonizzata da una minoranza agguerrita ed esposta agli attacchi del terrorismo internazionale. L’Europa non fa figli, ma accoglie ogni giorno migliaia di immigrati musulmani, l’Europa ha rifiutato le proprie radici classico-cristiane e ogni giorno la predicazione islamica conquista nuovi adepti europei, l’Europa vive la più grave crisi economica degli ultimi 60 anni e ogni giorno i petrodollari si comprano un pezzetto della nostra economia. Le premesse per un esito drammatico ci sono tutte. Ma guai a dirlo. Chi osasse farlo sarebbe prontamente stigmatizzato come pericoloso islamofobo. Neppure la minaccia del Califfato e gli atti terroristici consumatisi in Europa sono stati capaci di rompere l’ipocrisia del politicamente corretto: si parla di minaccia terroristica, ci si interroga sulle misure di prevenzione, si dipingono scenari emergenziali, ma nessuno che riporti il problema al suo nucleo essenziale, ovvero la radicale incompatibilità dell’islamismo politico con la civiltà europea. Le uniche forze politiche europee capaci di chiamare le cose con il loro nome sono immancabilmente bollate come di estrema destra. E’ il caso ad esempio della Lega Nord in Italia e del Fronte Nazionale in Francia. In Italia non sono mancati neppure intellettuali vicini o aderenti al mio partito che hanno denunicato con forza il pericolo islamista a fronte di un’Europa senza identità. Tra tutti penso all’indimenticato don Gianni Baget Bozzo, al presidente Marcello Pera e al direttore Giuliano Ferrara. Purtroppo, nel mondo cattolico, domina il perbenismo politicamente corretto, tant’è che l’unico vescovo che ebbe parole di verità sul rischio islamico fu anni addietro Giacomo Biffi, per questo accusato di simpatie leghiste. I nostri politici cattolici preferiscono fare battaglie dall’immediato riscontro mediatico, ma prive di qualunque prospettiva strategica. Ci si accapiglia così sul crocifisso da mettere o da togliere in qualche aula scolastica o in qualche corridoio d’ospedale, mentre l’Europa sprofonda nel nichilismo e si prepara a offrire il collo al primo Jihadi John che si senta abbastanza forte da tentare la conquista. Se Alfano fosse un ministro degli interni serio, si sarebbe già fatto carico di alcuni provvedimenti minimi e necessari: interrompere immediatamente gli sbarchi in Sicilia, rimpatriare quanti già arrivati, adottare provvedimenti di massimo controllo nei confronti delle comunità islamiche e delle moschee in particolare. Lo Stato dovrebbe imporre l’uso esclusivo della lingua italiana per la predicazione in moschea e la consegna di tutti i sermoni pronunicati nei luoghi di culto islamici alle autorità di governo, come possono essere le Prefetture. Si tratterebbe di misure evidentemente insufficienti a risolvere il problema, tuttavia darebbero un forte segnale e potrebbero costituire l’inizio di una politica realista e forte nei confronti del pericolo islamico. Una simile svolta politica è immaginabile in Italia solo con un governo a guida Forza Italia – Lega.

Stefano Cecotti

Referente dei giovani di Forza Italia Udine

Responsabile regionale volontariato e solidarietà Forza Italia

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