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Carissimi lettori, sono malato di cancro e dovrò essere operato (di Alberto di Caporiacco)

cropped-direttore-e1449095800200.jpgCarissimi lettori,

questa foto ha accompagnato i miei ultimi editoriali e mi ritrae sorridente.

Oggi non ho motivo di sorridere e, francamente, non ce l’ho già da qualche tempo, ma tuttavia mi sembra giusto non nascondervi nulla e dirvi chiaramente che i medici mi hanno comunicato che ho un cancro e che dovrò essere operato a breve.

Vi risparmio i dettagli tecnici che sono materia di esperti. Il fatto è che questo giornale, che con tutti i miei limiti ho cercato di proporre in questi anni, è indissolubilmente legato a quelle che sono le mie volontà. L’intelletto deve per forza di cose essere supportato anche dal fisico e quindi non sono in grado di dirvi se, superato l’intervento a cui mi dovrò sottoporre, il giornale subirà contraccolpi, scossoni. Così come potrebbe pure smettere di essere on line.

Ho già detto che non è mia intenzione nascondervi nulla, quindi cercherò di raccontarvi cosa si provi in questa situazione (spero naturalmente vi interessi). Il passaggio dei giorni che separano dall’intervento, così come i progressi che spero di potervi narrare dopo l’operazione, in diretta dallo stabilimento ospedaliero dove passerò la mia degenza.

Vado avanti comunque per tutti coloro che mi amano, mi apprezzano e anche in qualche caso si limitano semplicemente a sopportarmi. Finché sarò supportato dall’intelletto e fino a quando sarò capace di proporre ragionamenti, non mi pare vi sia ragione di arrendersi. Rivivo così oggi, sulla mia pelle, quanto occorse alla mia adorata mamma Milvia nel 1980. Allora, con una medicina sicuramente più arretrata in questo campo, lei riuscì a sopravvivere tre anni e qualche mese per poi spegnersi.

Ora tocca a me lottare, ma non sono naturalmente il solo. Pensate, carissimi lettori, ogni giorno in Italia (che è ben poca cosa rispetto alla complessità del nostro pianeta) sono ‘scoperti’ 1000 nuovi malati di cancro. Allora la mia situazione personale svanisce in questa molteplicità di malati, di persone che si trovano nella mia stessa non facile odierna situazione.

Non mi sono mai considerato un credente particolarmente praticante. Anzi, confesso di aver frequentato le chiese più per motivi artistici che per ragioni spirituali e, molto filosoficamente, potrei affermare che la vita è solo una questione statistica. C’è chi dura di più e chi dura di meno e tutti, alla fine, passiamo vittime della falce della grande mietitrice.

Mi pongo quindi il problema di affrontare questa prova sul piano dello spirito. Dio ha dato ha ognuno dei noi dei talenti, che sono il libero arbitrio e la capacità di tentare, quantomeno, di elaborare una spiegazione a tutte le cose. E’ l’intelligenza che ci dà la dignità per proseguire e non avere timore.

Alberto di Caporiacco

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3 Commenti

  1. La mia piena vicinanza a te caro direttore, sperando tu possa superare questo “esame” nel miglior e più breve tempo possibile. Ho vissuto, quello che reputo, la tua ingiusta detenzione e mi chiedo quanto ha pesato, perchè alla fine molte cose finiscono con il minarci e si sà che mente e corpo è un tutt’uno, non si può ferire uno senza ferire l’altra. Ogni ben.
    Zanutta Giorgio

  2. Alberto, credo che in questi momenti l’unica cosa che vale, è la propria tranquillità nella certezza di vivere nel giusto, ai dimostrato in tante occasioni la tua determinazione e fiducia sul da farsi per migliorare e migliorarci. Tieni duro e passerai anche questa. Auguri, ce la farai.

  3. Credo, in questi casi, nessuno possa sentirsi più vicino agli ammalati di cancro, se non chi come me ha affrontato e sconfitto questa terribile malattia, peraltro unica nel suo genere, seppur essa nel contempo ben differenziata. Sono cellule che crescono, avendo esse deciso di proliferarsi a casaccio nel nostro organismo.
    Il male, questo in particolare ci mette a dura prova, dobbiamo affrontare talvolta interventi chirurgici e poi cure invasive, e tuttavia la medicina, nel caso che mi riguarda sono passati ben 28 anni, ha fatto passi da gigante.

    Umanamente, cerchiamo sempre di infondere coraggio a chi ne è colpito, quasi mai trovando le parole giuste, tuttavia vale la pena provarci: Spero che Alberto da parte Sua trovi perlomeno la forza di affrontare il male. Noi, finché ce lo concede il buon Dio, fin che no je rivade le nestre ore, facciamo tutti il tifo per Lui…

    Maurizio Di Fant

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