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‘Brutta negra torna in Africa’. Succede a Udine, via della Roggia

RASSEGNA STAMPA

FONTE MESSAGGERO VENETO

VENERDÌ, 25 SETTEMBRE 2009

 

Pagina 1 – Udine

 

Presa di mira mercoledì da tre donne: «Brutta negra tornatene in Africa». Medicata in ospedale con 15 giorni di prognosi. Sono intervenuti i Cc

 

Ieri altre minacce: sul posto è arrivata la polizia

 

Lite e insulti razzisti davanti a scuola

 

Via della Roggia: pugni, spinte e morsi a una ragazza di colore che aveva parcheggiato male l’auto

 

EPISODIO BIS

Tutto nasce da un parcheggio maldestro. Ma quella che sembra una delle tante discussioni cui capita di assistere nelle ore di punta diventa quasi subito un’aggressione. Prima verbale e poi anche fisica. Alla scuola elementare Lea D’Orlandi mercoledì pomeriggio sono volati spintoni, calci e pugni. E gli insulti a un’automobilista “indisciplinata” si sono trasformati in frasi a sfondo razzista.

Perché l’automobilista è una donna di colore originaria del Congo. Vive in Italia da 20 anni, da 15 abita a Udine e una cosa così – dice – «non le era mai capitata prima». Non ha problemi a presentarsi con nome e cognome, ma per tutelare lei e i figli minorenni indichiamo come prevede la legge solo le sue iniziali, ossia B.M.

Il diverbio scoppia proprio all’uscita della scuola di via della Roggia, di fronte agli occhi sgranati di decine di bambini e genitori che assistono increduli a quanto sta accadendo. B.M. sa di non aver fatto un parcheggio perfetto, ma quando viene insultata da tre donne anche per il colore della sua pelle pretende delle scuse e rimedia uno sputo in faccia e un morsicone alla mano. La “discussione” degenera: spinte, strattoni, anche calci e pugni. Qualcuno prova a intervenire per mettere fine allo scontro mentre B.M. decide di chiamare i carabinieri. «Mi hanno sputato in faccia dicendomi “brutta negra tornatene in Africa” – spiega – . Non potevo fare finta di niente. Ma c’erano i bambini e così ho risposto che forse Dio aveva finito il colore e per quello non mi ha dipinto di bianco. Ho cercato di sdrammatizzare insomma. E’ vero che il mio parcheggio non era perfetto, ma a quell’ora è impossibile trovare un posto e comunque ho cercato di mettere l’auto dove non dava fastidio a nessuno. Poi – prosegue – ho chiesto a un’amica di accompagnare a casa mia figlia e ho preteso delle scuse, ma sono stata aggredita di nuovo così ho chiamato i carabinieri che hanno raccolto i miei dati anagrafici e quelli delle donne che mi hanno insultata e mi hanno suggerito di andare al pronto soccorso».

Il referto dei medici parla di una prognosi di 15 giorni. «Sono rimasta in ospedale dalle 18 alle 22 – racconta la 39enne congolese che è sposata con un connazionale, operaio in cassa integrazione e ha due bambini – . In teoria sarei dovuta andare al lavoro, ma la mano dove mi hanno morsicata sanguinava e non riuscivo a guidare così un’amica mi ha accompagnato al pronto soccorso e ho saltato il turno nella cooperativa di pulizie». Prima di farsi medicare B.M. è andata anche nella caserma dei carabinieri di viale Trieste dove intende tornare per sporgere denuncia anche perché ieri, sempre di fronte all’uscita della scuola poco dopo le 16.30, il diverbio è proseguito. Accompagnata dall’amica Raffaella Cavallo, B.M. voleva raccogliere testimonianze su quanto accaduto il giorno prima. «Stavamo parlando con altri genitori – racconta Cavallo – quando un uomo, probabilmente parente di una delle donne protagoniste dell’aggressione, ci ha minacciato costringendomi a chiamare la polizia». Immediato l’intervento degli agenti. «Ci hanno rassicurato – spiega ancora – e spiegato come procedere per la denuncia che presenteremo nei prossimi giorni».

Cristian Rigo

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