SFUEI DAL FRIÛL LIBAR

IL GIORNALE DEL FRIULI LIBERO
inBOX - le vostre storie
inBOX - le vostre storie   | Youtube | Facebook | RSS Feed |

10 luglio 2010, Resia (Ud). Per Folkest 2010 una domenica dedicata al violino

Dopo il successo del 2009 anche quest’anno Folkest – il più importante
folk festival del Mediterraneo che gode del sostegno della Regione
Friuli-Venezia Giulia (assessorati  all’Istruzione e alla Cultura e
alle Attività Produttive) e di  Fondazione Crup, Comune di
Spilimbergo, Scuola Mosaicisti del  Friuli, l’alto patrocinio del
Ministero Affari Esteri, del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, del  Ministero per la Cultura della Repubblica di Slovenia,
della  presidenza della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia,
dell’Enit  (Agenzia Nazionale del Turismo) e l’indispensabile
contributo di Assicurazioni Generali, Latterie Friulane, Utm-Unione
Tipografica –ha pensato di dedicare un’intera giornata di riflessione
e divertimento a uno degli strumenti musicali che più colpiscono
l’immaginario collettivo: il violino.

Anche l’incantevole scenario che fa da cornice rimane lo stesso dello
scorso anno: Resia, una valle nella quale la musica è un soffio
vitale, indissolubilmente legata ancor oggi alla cultura di un popolo,
simbolo stesso di quel piccolo popolo che coraggiosamente resiste
all’avanzata della normalizzazione. In questo raro contesto di
sopravvivenza di riti e miti ancestrali, con il suonatore ancora nel
suo ruolo sciamanico di collante della società, la comunità resiana
negli ultimi anni s’interroga e studia, cerca strade per un futuro che
la faccia sopravvivere in primis alla contrazione demografica della
stessa valle. Nuovi studi sono stati fatti nel campo dell’organologia
e si sta lavorando alla costruzione di violini opportunamente
modificati, in grado di resistere alla tensione straordinaria delle
corde che abitualmente i suonatori usano. Ma se la storia è maestra di
vita, non poteva mancare anche una riflessione sugli strumenti antichi
presenti ancora in valle, sopravvissuti all’uso e all’abuso e anche a
un devastante terremoto.

Così all’antica osteria Alla speranza, uno dei locali storici del
Friuli, e autentico cuore da sempre del carnevale resiano, che già
conserva numerosi e significativi cimeli, prenderà vita un’esposizione
degli strumenti di maggior valore presenti in valle e soprattutto di
quelli appartenti ai grandi suonatori del passato, nomi ormai mitici,
passati nell’immaginario collettivo di intere generazioni di resiani.

La tradizione non ha bisogno di essere difesa, ma aiutata a trovare
nuove strade sì e, come già abbiamo accennato, non vi è migliore
opportunità che sapere da dove si viene per capire dove possiamo andare.

Andrea Del Favero

Print

ULTIMISSIMA - RESTA AGGIORNATO

↑ Grab this Headline Animator

Chiavi di ricerca: , , ,

Lascia un commento

Nota: i commenti sono sottoposti a moderazione, la pubblicazione potrebbe essere ritardata di qualche ora