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Arrivano i cellulari 4G il futuro sta nelle mani.

Al World Mobile Congress di Barcellona presentati i primi dispositivi di quarta generazione. Con velocità fino a 10 volte superiori a quelli Umts, cambieranno il modo con cui usiamo il nostro smartphone. Ecco come.

SI È APERTA una finestra sui cellulari del prossimo futuro: al Mobile World Congress di Barcellona, fiera che è terminata venerdì, ha fatto il primo debutto la quarta generazione di reti mobili. È il cosiddetto 4G, mentre l’Umts è il 3G. Si sono visti i primi prodotti 4G, perché ormai ci siamo quasi: le nuove reti, chiamate anche Lte (Long term evolution), arriveranno già da quest’anno in alcuni Paesi. Il 4G porterà soprattutto connessioni più veloci (fino a 100-150 Mbps, circa dieci volte di più rispetto alle attuali), ma si accompagnerà anche a cellulari con chip più potenti.

Immaginiamo quindi di poter fare video chiamate con un gruppo di amici in contemporanea e giocare con loro via internet sul cellulare, in tre dimensioni. Le video chiamate ci sono già, dirà qualcuno, e non hanno preso piede; sì, ma soprattutto perché sono di bassa qualità e costose, il che dipende da limiti tecnici che appunto il 4G si appresta a risolvere. Più velocità dati significa anche migliore qualità della voce durante le telefonate (che pure transiteranno sulla rete in forma di pacchetti dati, come i video). Addio alle chiamate gracchianti sul cellulare, che cadono troppo spesso.

La quarta generazione sosterrà anche i servizi cosiddetti di realtà aumentata, che ci sono già ma ancora agli albori. Cioè la possibilità di puntare il cellulare su un oggetto o un monumento per saperne caratteristiche e dettagli. Poi puntarlo verso un bar e vedere apparire sullo schermo i commenti che hanno fatto i nostri amici di Twitter sulla qualità del caffé e sui prezzi di quel locale.

Alcune di queste cose sono già possibili, con i software Goggles e Layar, per esempio, ma resteranno usati solo da pochi appassionati di tecnologia, finché la velocità e la potenza dei cellulari saranno quelle attuali.
Si tratterà di aspettare uno-due anni. A Barcellona, è stato presentato il primo cellulare Lte, di LG (il Gw900): arriverà entro quest’anno ma solo in Giappone, dove Ntt DoCoMo sta per lanciare la nuova rete. Si sono visti inoltre i primi pc Lte, di Samsung (N150) e Toshiba (Satellite T130) e alcune chiavette (Onda e Huawei).

In Europa i primi Paesi che potranno usufruirne saranno Norvegia e Svezia: a Oslo e Stoccolma c’è già, da dicembre 2009, una rete Lte. Verso fine 2010 sarà la volta anche degli Stati Uniti, con Verizon. Sono al lavoro anche gli operatori italiani, comunque: Telecom Italia ha appena annunciato un accordo con Alcatel Lucent (che fornirà l’infrastruttura) per portare l’Lte da noi. “Vodafone Italia sta sperimentando da maggio 2009 e i test fatti a gennaio mostrano prestazioni in linea con le caratteristiche dell’Lte”, spiegano dall’azienda.

Va detto che in Italia e in Europa una rete 4G c’è già, da tempo, però: è quella del WiMax. Non funziona sui cellulari solo perché l’industria della telefonia mobile ha deciso di sposare l’Lte. Pochi giorni fa è arrivato però il primo cellulare WiMax: di Sprint, negli Usa. In effetti, a sorpresa e senza molto clamore, questo è stato anche il Mobile World Congress dei tanti annunci WiMax, che ha raggiunto nei giorni scorsi i 620 milioni di utenti (come copertura) nel mondo. In Italia le reti invece avanzano a passi di lumaca. A causa della scelta politica di rinviare l’assegnazione delle licenze agli operatori, i lavori da noi sono partiti tardi rispetto al resto d’Europa: poco prima della crisi economica globale. Il che ha frenato gli investimenti in infrastrutture.
(repubblica.it)

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