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	<title>SFUEI DAL FRIÛL LIBAR &#187; Topolò</title>
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		<title>oggi mercoledì 8 luglio non perdetevi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 13:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il leggendario STEVE WINWOOD in CASTELLO a UDINE dalle 21.15 per FOLKEST
ALTRI APPUNTAMENTI ODIERNI DI FOLKEST
Nonostante l’imperdibile concerto di Udine, la serata odierna di Folkest – il più importante folkfestival del Sud Europa – prevede altri due appuntamenti di gran classe. A San Daniele, alle 21.15, nell’ormai abituale appuntamento nella chiesa di Santa Maria della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il leggendario STEVE WINWOOD in CASTELLO a UDINE dalle 21.15 per FOLKEST</p>
<p>ALTRI APPUNTAMENTI ODIERNI DI FOLKEST</p>
<p>Nonostante l’imperdibile concerto di Udine, la serata odierna di Folkest – il più importante folkfestival del Sud Europa – prevede altri due appuntamenti di gran classe. A San Daniele, alle 21.15, nell’ormai abituale appuntamento nella chiesa di Santa Maria della Fratta, l’atteso concerto di Nikola Parov: virtuoso della scena musicale ungherese, polistrumentista di origine bulgara, ha guidato una formazione di etno-rock, Barbaro, e Zsaratnok, gruppo più marcatamente folk. Sempre alla ricerca di nuovi stimoli, lo troviamo coprotagonista del revival di una grandissima band irlandese, Mozaik, che lo vede a fianco di Andy Irvine e Donald Lunny, ma anche in progetti dedicati alla world music dell’Europa dell’Est (con il Balkan Syndicate). Nikola è in tour con un nuovo quartetto che include la cantante Agnes Herczku, Slobodan Wertetics (fisarmonica) e Sandor Fodo (percussioni e tastiere).</p>
<p>A Piano d’Arta (piazzale delle chiesa, sempre alle 21.15), invece, sarà possibile godersi le melodie degli At first light, dall’Irlanda: eccezionale concentrato di talenti artistici, questo gruppo è stato fondato dal formidabile John McSherry, uno dei più acclamati virtuosi di Uillean pipe, e Dónal O&#8217;Connor, talentuoso musicista proveniente da una nota famiglia di violinista tradizionali del Nord Irlanda. A completare la formazione Francis McIlduff del famoso Clan McPeake (una delle leggende musicali dell&#8217;intera isola di smeraldo), il cantante e chitarrista già degli Afterhours, Alan Burke, e l’ottimo suontore di bouzouki Michael McCague.</p>
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<p>REGGAE SUNSPLASH a OSOPPO.</p>
<p>Questo il programma odierno</p>
<p>Aspettando che sul palco salga la star di quest’edizione, Bunny Wailer, al Rivellino domani, il programma di oggi propone appuntamenti di rilievo. A partire dai dibattiti che vedranno protagonista dell’incontro Un altro mondo è possibile, in programma per le 16, lo studioso Serge Latouche assieme al giornalista Piero Sansonetti e a Piero Sardo di Slow food. Saltando al main stage, il primo concerto è previsto per le 18.30 con i Misty in Roots, uno dei migliori gruppi rocksteady ed early reggae della scena americana. Seguiranno alle 20.20 il cantante tedesco Sebastian Sturm, alle 21.30 i Groundation, vera sorpresa della scena roots statunitense degli ultimi anni. E per finire, alle 23.30, sul palco del Sunsplash salirà Buju Banton, uno che la storia del reggae può dire d’averla scritta di suo pugno.</p>
<p>FOTO DI FABRIZIO DE ANDRE&#8217; IN MOSTRA FINO AL 9 AGOSTO ALLA GALLERIA FOTOGRAFICA TINA MODOTTI DI UDINE.</p>
<p>La rassegna si chiama Tempo sopra tempo e gli scatti d’autore sono quelli di Guido Harari, tra i più noti ritrattisti italiani e fotografo personale di Fabrizio De André nelle storiche tournée con la Pfm. Le sue immagini, esposte fino al 9 agosto alla Galleria fotografica Tina Modotti di Udine, ci permettono di rivivere le emozioni e le atmosfere legate alla figura artistica del grande cantautore genovese, ma consentono anche di riscoprire un Fabrizio De André con chiavi di lettura ironiche, inconsuete e più umane.</p>
<p>Ideatore dell&#8217;evento culturale il Folk Club Buttrio.</p>
<p>I FILIPPINI MADRIGAL SINGER A MARIANO DEL FRIULI.</p>
<p>Tornano a Mariano del Friuli i Philippine Madrigal Singers, uno dei più noti complessi vocali sulla scena internazionale, che sarà ospite della Corale Renato Portelli, stasera alle 21, nella chiesa parrocchiale. La formazione filippina, fondata nel 1963 da Andrea Veneración e attualmente diretta da Mark Anthony Carpio, già dei Madrigal, è composta da studenti universitari ed è la più premiata dell’Asia. Il concerto odierno, inserito nel 2009 European Goodwill Concert Tour, sarà incentrato su un programma di musica sacra che spazierà da brani quali Pater Noster e O Magnum Mysterium del compositore filippino J.A. Pamintuan al bellissimo We Beheld Once Again The Stars di Randall Stroope, dal classico Jagdlied di Felix Mendelssohn-Bartholdy a canti tradizionali giapponesi, americani e filippini. Conclusione con AbbaCappella, un omaggio al celebre gruppo degli Abba, di Benny Andersson e Björn Ulvaeus.</p>
<p> </p>
<p>15. CONCORSO INTERNAZIONALE DI CANTO SOLISTICO A GORIZIA</p>
<p>Dopo le selezioni di ieri sera, i finalisti del 15° Concorso internazionale di canto solistico scenderanno di nuovo in campo, stasera alle 20, Kulturni Center Lojze Bratuž di Gorizia. In programma brani cameristici del XIX e del XX secolo, due per ciascuno dei due periodi. Contemporaneamente proseguono, stasera alle 21, appuntamenti del ciclo Seghizzinregione, con tre concerti (a ingresso libro) in altrettante località regionali. Il coro olandese Dekoor si esibirà nella chiesa di San Giorgio a Fauglis. A Savorgnano del Torre, nella sala parrocchiale della chiesa di San Michele Arcangelo, toccherà al gruppo norvegese Vox Humana. Arriva invece dal Belgio il coro giovanile Waelrant, stasera nella chiesa di San Giacomo a Coseano.</p>
<p> </p>
<p>LIRICA AL TEATRO BON DI COLUGNA.</p>
<p>Anche quest’anno, per Estate a Tavagnacco, l’Associazione culturale e musicale Tourdion di Cavalicco offre un nuovo appuntamento con la lirica, Une soirée à l’Opéra, arie famose e duetti dell’Ottocento francese. In programma pagine di Gounod, Saint-Saëns, Delibes, Bizet, Offenbach e Donizetti. Gli interpreti saranno il soprano Diana Mian, il mezzosoprano Ida Maria Turri e il tenore Federico Lepre, che è anche direttore del coro. Direttore al pianoforte Maurizio Baldin. I concerti si terranno al teatro Luigi Bon di Colugna questa sera e venerdì alle 21, con ingresso libero.</p>
<p>GLI APPUNTAMENTI DI STAZIONE TOPOLO&#8217;</p>
<p>Protagonista, stasera a Topolò, sarà Jan Cvitkovic (nella foto), il regista più noto del cinema sloveno. Cvitkovic ha sorpreso, nel 2001, con l&#8217;intenso Pane e latte la giuria della Mostra di Venezia che gli assegnò il Leone per il Futuro. Le aspettative non furono mal riposte, anzi: il secondo lungometraggio, Odgrobadogroba, ha trionfato in molti festival (San Sebastián, Torino, per citarne alcuni) ottenendo anche un grande successo di pubblico. Storie semplici le sue, inizialmente innocue, che si trasformano in catastrofi azionando una specie di effetto valanga dove il tragico è però sempre bilanciato da ingredienti di grande ironia. Jan Cvitkovic è originario di Tolmin, in Slovenia, proprio dietro il Kolovrat, la montagna che sbarra l&#8217;orizzonte nord-est di Topolò. Qui ha presentato i suoi corti, talvolta in anteprima, e i suoi film. L&#8217;incontro con Cvitkovic, previsto dopo il tramonto, con il buio, prevede anche la proiezione di materiale d&#8217;archivio inedito e reca quale titolo Clandestinità.</p>
<p>Un altro appuntamento che caratterizza la Stazione è quello con la musica tradizionale delle Valli del Natisone. A proporla è stato per diversi anni il coro Beneske Korenine. Dal 2008, l&#8217;appuntamento è con il gruppo BK_evolution, che dal coro trae le sue radici e la sua guida, Davide Clodig. Il concerto di stasera, creato appositamente per l&#8217;occasione, ha per insegna Tradizione e tradimento.</p>
<p>In paese prosegue il cantiere sul movimento corporeo curato da Pi Keohavong. Ma è il paese ad essere un cantiere, in questi giorni, con i progetti di Michael Delia, Michele Spanghero e del quintetto Res_et: progetti i cui esiti verranno presentati venerdì e sabato prossimi. In caso di maltempo gli eventi si svolgeranno al coperto.</p>
<p> </p>
<p>ONDE MEDITERRANEE A MONFALCONE.</p>
<p>Letture mediterranee, stasera a Monfalcone alle 21.30, in piazza Falcone e Borsellino (in caso di maltempo, alla Biblioteca Comunale) per il festival Onde: ne sarà ospite Vauro Senesi, noto semplicemente come Vauro, giornalista e vignettista satirico, dal 2006 è presenza fissa, assieme a Marco Travaglio, della trasmissione televisiva Anno zero condotta da Michele Santoro. Con Neri Pollastri, Vauro parlerà a Monfalcone sul tema Dall’Iraq all’Afghanistan, nella crisi permanente. Prendendo spunto dal suo più recente libro, Il mago del vento (Piemme, 2008), un romanzo ambientato in Iraq, e muovendo poi alle sue esperienze in quel paese e in Afghanistan, per giungere fino alle vicende politico-mediatiche che lo hanno visto protagonista anche recentemente, Vauro si orienterà su una comprensione complessiva della “crisi permanente” che connota certi paesi e su un’analisi delle relazioni tra le crisi asiatiche e le crisi attuali dell’Occidente.</p>
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		<title>sabato 4 luglio, vi segnaliamo</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 11:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TRIESTE.
Una mostra sontuosa quella che si inaugurerà (ingresso su invito) oggi alle 18.30 al Museo Revoltella di Trieste e dedicato alla diavolessa di Parigi: 250 opere tra disegni, dipinti, stampe, libri, lettere e fotografie che raccontano Leonor Fini (1908-1996), argentina di origine, ma che poi a Trieste ha vissuto i primi vent’anni, ricevendo l’iniziale imprinting [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TRIESTE.</p>
<p>Una mostra sontuosa quella che si inaugurerà (ingresso su invito) oggi alle 18.30 al Museo Revoltella di Trieste e dedicato alla diavolessa di Parigi: 250 opere tra disegni, dipinti, stampe, libri, lettere e fotografie che raccontano Leonor Fini (1908-1996), argentina di origine, ma che poi a Trieste ha vissuto i primi vent’anni, ricevendo l’iniziale imprinting artistico. A 26 anni dalla personale organizzata a Ferrara, ci ha pensato Maria Masau Dan, direttrice del Revoltella nonché curatrice di questo allestimento (sotto il titolo Leonor Fini. L&#8217;Italienne de Paris), a colmare un vuoto su una straordinaria pittrice che in Italia è stata snobbata per cinquant’anni. «Questa è una mostra sofferta &#8211; ha spiegato ieri mattina Masau Dan nel corso della conferenza stampa &#8211; in certi momenti pensavamo di non farcela, anche se l’assessore comunale alla Cultura, Massimo Greco, ci spronava a non mollare. Per sei mesi infatti non abbiamo avuto interlocutori, il punto di partenza è stato l’archivio Fini a Parigi, ma la situazione non si sbloccava. Abbiamo così deciso di fare un salto di qualità, contattando i galleristi americani e siamo rimasti sbalorditi dalla loro risposta affermativa e immediata. Per capirci: la Galleria CFM di New York ci ha prestato 80 pezzi!». E così magicamente anche con i collezionisti italiani le cose si sono semplificate. Oggi Leonor Fini è considerata un’artista moderna, l’immagine scelta per il logo della mostra la si può vedere per esempio in un video di Madonna. Il mercato dell’arte valuta le sue opere a cifre molto elevate, non solo in Francia, paese dove è sempre stata molto amata, ma anche negli Stati Uniti. «È stata un’artista dalle mille facce &#8211; ha spiegato Masau Dan &#8211; con una capacità tecnica collaudata, si è confrontata con qualsiasi stimolo linguistico. Da Achille Funi per esempio ha imparato l’affresco. Studiava i modelli antichi, guardando a Piero della Francesca». La mostra ha due obiettivi. Ricostruire nel dettaglio le origini della vocazione artistica di Leonor Fini e indagare sui suoi difficili rapporti con la critica italiana. In mostra anche alcune opere di quand’era pittrice in erba, mentre tra quelle degli anni Venti ci sono degli inediti scoperti in diverse collezioni private triestine. Da Parigi alcuni capolavori dei primi anni Trenta e dalla Camera dei Deputati di Roma è arrivato ieri il Ritratto del giovane scrittore Andrè de Mandiargues. Non mancano i ritratti degli anni ’40 e ‘50, dalla contessa Mitti Corti Colonna a Margot Fonteyn, da Stanisalo Lepri ad Anna Magnani. Ci sono i capolavori surrealisti come La pastora delle sfingi e i dipinti dell’ultimo periodo della sua carriera, come Rasch Rasch, meine Puppen warten! Il catalogo, il primo edito dopo la sua morte, sarà disponibile dalla prossima settimana. La mostra resterà aperta fino al 27 settembre.</p>
<p>UDINE. FOLKEST.</p>
<p>All’indomani della grande serata con i Jethro Tull, aperta dal sorprendente (?!? per l&#8217;amor del cielo&#8230;) Ray Wilson, Folkest torna oggi in castello a Udine. Nell’ambito di UdinEstate dunque un’altra occasione per la musica d’autore. Inizio alle 21.15. L’apertura sarà affidata a un sensibile interprete e compositore, vecchio amico di Folkest, il carinziano Ed Schnabl, che presenterà il suo quinto album, un disco con quattordici nuove canzoni intitolato All the things we say today: si tratta di una guida per un viaggio a Heartland, la terra del cuore, alla quale ci conduce insieme con Roby Colella alla pedal steel guitar, il batterista Aram Zarikian, la vocalist svedese Johanna Tham, la violoncellista Marie Orsini-Rosenberg, la viennese Nina Bernert alla fisarmonica e Peter Jocham, che fa cantare il suo basso fretless.</p>
<p>Subito dopo, ecco sul palco un altro straordinario nome di Folkest 2009: Roger McGuinn. Nato a Chicago il 13 luglio 1942 come Jim McGuinn, fondò, nei primi metà anni Sessanta, il gruppo che più avrebbe influenzato la storia della musica americana: The Byrds. Considerati fra i fondatori del folk-rock e del country-rock, erano nati originariamente come trio con il nome di Jet Set, con Jim McGuinn che in seguito assumerà il nome di Roger, David Crosby e Gene Clark, ai quali si aggiunsero ben presto Chris Hillman e Michael Clarke. La musica dei Byrds è stata un’autentica rivoluzione sonora per l’impasto sonoro e per la suggestione delle parti vocali, improntati su cori anche a cinque voci, con ricorso al falsetto. Dylan molto deve ai Byrds per aver portato i suoi brani in classifica e avergli mostrato la strada dell’elettrificazione del folk.</p>
<p>Dopo il folgorante successo ottenuto nel 1965 con il disco singolo Mr. Tambourine man, venne la straordinaria Turn!, Turn!, Turn!, scritta da Pete Seeger, utilizzando parole tratte dal libro biblico dell’Ecclesiaste, che diede il titolo all’omonimo album. McGuinn è anche autore di successo: tra le molte sue composizioni, oltre a Eight miles high, non possiamo dimenticare So you want to be a rock’n’roll star, che ridivenne una hit grazie all’interpretazione di Patti Smith, e Ballad of Easy rider, celeberrima title-track dell’omonimo film con Peter Fonda e Jack Nicholson, autentico manifesto di un’intera generazione. Oggi McGuinn ha deciso di abbandonare le mega-produzioni e il falso mondo dello star-system, che aveva sempre sopportato a malapena, ritagliandosi una fetta di mercato nei grossi club americani e nei folk-festival di tutto il mondo. Ed è stato anche in prima fila nello schierarsi lo scaricamento selvaggio della musica da Internet, aprendo un sito (Folk Den) dal quale poter attingere a un numero impressionante di sue versioni di brani tradizionali scaricabili legalmente.</p>
<p>Infine, nel segno di quella trasversalità di generi che è una delle ragioni del successo ultratrentennale di Folkest, sempre oggi a Toppo concerto del Trio Coltri/Menduto/Morelli, che presenta l’interessantissimo, dissacrante e provocatorio El petùn del Diàul (Folkest Dischi).</p>
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<p>OSOPPO. REGGAE SUNSPLASH.</p>
<p>Oggi è la giornata dell’European reggae contest: dalle 19 sul palco Jahvai, Vavamuffin, Junior Tshaka, Mellow Mood e Mystic MC. Dalle 22.30 le stelle: Linton Kwesi Johnson e Sud Sound System.</p>
<p>TOPOLO&#8217;. STAZIONE TOPOLO&#8217;-POSTAJA TOPOLOVA.</p>
<p>Verso le cinque della sera, dopo il saluto delle autorità, ci sarà la prima esecuzione di The Topolò-Abitanti Railway (La ferrovia Topolò-Abitanti), brano musicale composto da Dario Savron, originario di Abitanti, nell’Istria slovena, paese unito a Topolò da una serie di interventi artistici e di esplorazioni realizzati dalla Stazione a partire dal 2006. Il brano viene eseguito da un sestetto formato da flauto, clarinetto, fisarmonica e da tre percussionisti di Topolò. Savron è docente di percussioni al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.</p>
<p>Ci sarà ancora luce quando Gian Luca Favetto, una delle voci più note di Radio Rai, scrittore, giornalista di Repubblica e grande affabulatore, narrerà della volta in cui il Giro d’Italia, improvvisamente, decise di passare per Topolò. Un fatto reale o una leggenda? Solo il tempo per chiederselo che già la notte si aprirà con un grande interprete della danza contemporanea, Pi Keohavong, laotiano, formatosi negli Stati Uniti, alla Eric Hawkins Dance Company di New York, e componente, dal 1997 al 2004, dei Momix. Da alcuni anni Pi ha sviluppato progetti come solista. One. The circle of life è il titolo della performance di questa sera.</p>
<p>Pi Keohavong sarà accompagnato dalle musiche, eseguite dal vivo, di Giovanni Bresil ed Emanuel Donadelli, e inaugurerà così la sua collaborazione con la Stazione che lo vedrà, quest’anno, curatore del cantiere per bambini/e e ragazze/i.</p>
<p>Nella notte, dalla Posta di Topolò, partiranno i segnali Morse lanciati dal clarinetto e dal sax di Angelo Di Giorgio. Tre i brani in programma: di Fernando Mencherini Crazy jay blue per clarinetto solo; di Angelo Di Giorgio Porosìa ne hapsirén pa kohe, opera audiovisiva che si avvale delle immagini video di Paolo Comuzzi su opere pittoriche di Carlo Patrone; di Jacob Ter Veldhuis The garden of love per saxofono soprano e nastro registrato.</p>
<p>In una stanza del paese, oggi e domani, si svolgerà la prima parte di Appunti per Topolò 2009, un’indagine sensoriale realizzata da Carlo Andreasi nei boschi notturni di Topolò con l’ausilio di carta fotosensibile, registratore audio e telecamera. La seconda parte del progetto sarà realizzata da Andreasi, sempre nei boschi circostanti Topolò, proprio nella notte tra oggi e domani.</p>
<p>Info: 334-9752517; www.stazioneditopolo.it.</p>
<p>MONFALCONE. ONDE MEDITERRANEE.</p>
<p>MONFALCONE. Dopo le migliaia di persone che lo scorso anno hanno riempito la città dei cantieri, giungendo da tutta la regione e pure oltre, anche quest’anno Onde mediterranee ha nel suo calendario una notte speciale. La Notte bianca mediterranea, che si svolgerà oggi a partire dalla prima serata, è stata fortemente voluta, oltre che dall’associazione Onde mediterranee, dall’Ascom di Monfalcone e mandamento: per l’occasione la città vedrà tutti i negozi aperti in occasione dell’inizio dei saldi estivi mentre il palcoscenico di piazza della Repubblica e il centro cittadino saranno animati da una ricca serie di eventi. Dalle 19 si potrà accedere al mercatino e ai chioschi etno-gastronomici, mentre i più piccoli saranno intrattenuti con i consueti appuntamenti di giocoleria e di animazione. Per potersi tuffare appieno nella vita serale e notturna della città, negli acquisti, nelle tante occasioni di incontro e divertimento, l’Apt di Gorizia offrirà un collegamento con il bus navetta gratuito che partirà dai parcheggi dell’ospedale San Polo e del centro commerciale Emisfero (via Pocar) verso il centro cittadino, dalle 20.30 alle 3.30 (partenza ogni 10-15 minuti circa).</p>
<p>La musica in grande stile inizierà attorno alle 22 con Enrico Capuano e la Tammuriata Rock: musica e solidarietà, saltarelli e tammurriate fusi sapientemente con il rock epico anni ’70 e integrate con testi al vetriolo che parlano di emigrazione, commistione, melting pot e luoghi comuni, in una miscellanea intrigante e molto peculiare. La formazione napoletana è in tournée per presentare il nuovo album Fuori dalla stanza e per festeggiare i primi vent’anni di attività. Oltre 100 concerti in tutta Italia dopo la grande performance del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma: a Monfalcone, insomma, divertimento e presa di coscienza in un binomio inconsueto.</p>
<p>Alle 23.45 parentesi di cabaret con Fabrizio Casalino, showman esilarante, noto ai più per le sue partecipazioni a Bulldozer (Rai2), Colorado (con Beppe Braida e Rossella Brescia) e Mai dire&#8230;, condotto da Mr. Forest (Italia 1). Dopo le risate con Casalino il pubblico potrà ricordare, commuoversi e cantare fino a tarda notte con il progetto Ci ritorni in mente. Musiche e parole dedicate a Lucio Battisti, con Alberto Fortis, Andrea Mirò e Marco Ferradini (regia di José Luciano Orlando), che saliranno sul palcoscenico attorno all’una della notte. Contemporaneamente, dalle 21 alle 2, alla Galleria comunale d’Arte contemporanea sarà presentato un focus speciale su Nico Vascellari.</p>
<p>VENZONE. Mitologie metropolitane: tra realtà e mito.</p>
<p>E&#8217; il titolo della mostra di Max Hamlet Sauvage che s’inaugura oggi, alle 18, a palazzo Orgnani-Martina, dove sarà visitabile fino al 26 agosto dal martedì alla domenica (10-13 e 15-19).</p>
<p>La contestazione della società opulenta, dei suoi perversi meccanismi psicologici e informativi è la struttura che alimenta la genesi figurativa di Max. Le sue rappresentazioni traggono storia e ispirazione dall’ambiente sofisticato e crudele della jet society e dell’alta borghesia, di Miami come di Barcellona o di Los Angeles. Un linguaggio, il suo, di originale e personale elaborazione degli stimoli provenienti dalle tensioni del surrealismo bretoniano, dai violenti residui dei riporti di Andy Warhol o dalla logica discorsiva del fumetto prefabbricato di Roy Lichtenstein.</p>
<p>SAN VITO AL TAGLIAMENTO.</p>
<p>Spilimbergo fotografia riparte da San Vito. Ieri, infatti, nella chiesa di San Lorenzo è stata inaugurata la mostra Propaganda e arte nella fotografia sovietica negli anni 1920-1940 (fino al 18 ottobre), a cura di Andrey Baskakov, direttore dell’agenzia Soyuz di Mosca. Oggi, invece, alle 17.30, nella corte Europa di Spilimbergo si apre l’esposizione Il ritratto in fotografia nell’800 e nel ’900 – Dagli archivi del Craf (fino al 30 agosto), a cura di Walter Liva. Sempre oggi, alle 19, nella cantina di palazzo di Sopra s’inaugura E dopo il muro (fino al 30 agosto), a cura di Contrasto, mentre villa Ciani di Lestans fino al 30 agosto ci propone Polonia semper fidelis, fotografie di Carlo Leidi, a cura di Walter Liva. Cesare Colombo Life size &#8211; La misura della vita è il titolo della mostra, a cura di Giovanna Calvenzi, che si apre il 10 luglio nel Museo dell’Arte fabbrile e delle coltellerie di Maniago. Lo stesso giorno, a villa Sulis di Costa (Castelnovo), s’inaugura 9 November 1989 und die Tage danach, a cura di Marion Messina. Infine, dal 12 luglio al 30 agosto, il Centro Pasolini di Casarsa ospita Bruno Bruni tra Pasolini e La Gondola.</p>
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