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Storia di una bufala. La finta morte di Bruno Pizzul

pizzulSu Facebook, oggi, ore 1.34, viene creato ad hoc un gruppo ADDIO BRUNO PIZZUL.

Marica La Bella ha scritto
alle 1.34
Addio Bruno.. sei stato la voce del calcio italiano
rimmarrai per sempre nei nostri cuori
Matteo Dozzo ha scritto
alle 9.45
ciao bruno ci mancherai
A questo punto sono le ore 10.24 e riceviamo un sms in cui ci comunicano che Bruno Pizzul è morto. Effettuiamo una rapida ricerca su internet e scopriamo che ci sono numerosi siti che affermano un tanto, in particolare su yahoo rinveniamo le tracce di uno scambio di messaggi tra… testimoni oculari. Una signora o ragazza afferma che una ambulanza si è fermata sotto casa di Bruno. ‘Dicono sia morto’ o qualcosa di simile. Persino Wikipedia ha già aggiornato la pagina.
In perfetta buona fede pubblichiamo la notizia della morte di Bruno Pizzul. Le funzionalità del nostro giornale consentono qualsiasi modificazione nel giro di un istante, ma non avevamo fatto i conti con gli ‘spider’ e le ‘indicizzazioni’ di Google News che intercettano la nostra notizia e la rendono disponibile sul motore di ricerca se uno digita ‘Bruno Pizzul’.
Ciò nel giro di alcuni… millisecondi (potenza di internet).
Infatti già alle 10.34 lo stesso nostro collaboratore via sms ci dice ‘Notizia morte Pizzul va verificata’, fino a ‘freddarci’ alle 10.46 con un ‘Pizzul è vivo’.
Come a dire che Pizzul è… morto per 22 minuti. Immediatamente, da scrupolosi giornalisti, rimuoviamo la notizia (che quindi è stata on line neppure 20 minuti) e la sostituiamo con ‘E’ una bufala la notizia della morte di Pizzul’.
Ma intanto vediamo cosa succede sul gruppo Facebook ADDIO BRUNO PIZZUL
Maria Luisa Epiro ha scritto
alle 10.07
Ma che dite……
Sul sito della gazzetta dello Sport non c’è nulla!
Roby Roberto ha scritto
alle 10.58
ahahahahah e voi ci credete ahahahahahhh
Chiara Zoccarato ha scritto
alle 11.09
E’ TUTTO VERO PURTROPPO.. ACCENDETE LA TV,O GUARDATE
LE NOTIZIE4 DI GOOGLE!!!
A questo punto il nostro giornale aveva già rimosso e postato la nuova notizia che svelava la ‘bufala’ della quale anche noi siamo stati vittima, pubblicata già alle 10.46.
In conclusione, chi vuole capire come sia nato tutto ciò, non può far altro che contattare l’utente di Facebook Marica La Bella.
Cosa che noi peraltro abbiamo fatto senza per il momento ricevere alcuna risposta.
Esaminiamo invece cosa sarebbe accaduto nella redazione di un giornale cartaceo tradizionali, quelli che inquinano (inchiostri, gas di scarico dei furgoni che trasportano i giornali) e recidono milioni di alberi per approvvigionarsi di carta necessaria per stampare il giornale.
Avrebbero avuto, dalle 10.24 di stamattina, 13-14 ore di tempo, prima di andare ‘in macchina’ (ossia in stampa), per verificare la notizia in ogni singolo dettaglio.
Ecco la differenza tra web giornalismo e stampa tradizionale. Noi abbiamo commesso un unico errore, quello di non aver fatto i conti con Google News che ci ha ‘ripreso’ ed enfatizzato la nostra prima notizia pochi secondi dopo che l’avevamo pubblicata.
E poco conta che noi, 20 minuti dopo, l’abbiamo rimossa.
E adesso con chi ce la pigliamo? Con Google? Con Internet? Col Grande Fratello?
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9 Commenti

  1. Faccio finta di soprassedere sui toni (maleducati) delle vostre risposte. Ma non posso soprassedere sul modo in cui la vostra redazione gestisce il cosiddetto flusso delle notizie e su come accertate le vostre fonti. Voi dite che avete cancellato prontamente la notizia dopo esservi resi conto della sua falsità. E va bene, fin qui ci siamo, peccato che ad alcuni lettori mettere in dubbio addirittura di aver pubblicato quella notizia e già qui mi pare che il dono dell’umiltà non sia presente da parte vostra.

    In secondo luogo sulla fonte della notizie: non c’è differenza tra giornalismo “antico” (vostra citazione) e giornalismo online. Tutto si basa sulla verità del fatto, sulla pertinenza e sulla continenza che sia web, tv o carta stampata. Voi invece non vi siete accertati della fonte, non avete verificato con altre fonti l’attendibilità della notizia e avete pubblicato un articolo con il titolo BRuno Pizzul è morto, dando per vera e scontata la notizia, salvo rettifica dopo mezzora. Il modo giusto di fare giornalismo (e scusate, vi arrabbierete, ma faccio sì il maestrino) sarebbe stato corretto scrivere che alcuni siti Internet danno notizia della morte del giornalista invece di dare tutto erroneamente per scontato. Ma invece per voi evidentemente fonti primarie dell’informazione sono i siti internet, i blog e quant’altro.. E la verifica alla base della vostra professione, ve la siete dimenticata a casa?

    Cordiali saluti

    RISPOSTA DELLA REDAZIONE

    Ci pare di dare grande prova di cortesia ed educazione ospitando i suoi interventi (e questo non è il primo). Dubitiamo che lei troverebbe la stessa cortese e ripetuta ospitalità altrove.
    Se non c’è più traccia della notizia significa che siamo stati bravi a farla sparire affinché la stessa non arrecasse danno. O ci imputa anche questo?
    Noi abbiamo ritenuto la notizia attendibile, l’abbiamo pubblicata, abbiamo sbagliato, ci siamo corretti.
    Non siamo il primo giornale a sbagliare, non saremo l’ultimo. Ci conforta la percentuale di errore: 1 su 12mila notizie sin qui pubblicate.

  2. “Il giornale del Friuli. net (quello che, per inciso, vive di copia e incolla dal Piccolo)”… complimenti per la reputazione!

    bora.la/2009/10/14/bruno-pizzul-e-morto-o-forse-no-garantisce-wikipedia/

    RISPOSTA DELLA REDAZIONE
    Non riteniamo che bora.la sia un giornale degno di assegnare patenti di reputazioni al nostro.
    Mediti invece lei sul nostro concetto di democrazia. Dove le sarebbe consentito di inserire commenti a raffica senza alcuna censura?

  3. Scusate, ma sostenere a parziale scusante che “nel giornalismo si deve anche rischiare”, è inaccettabile. Rischiare è un conto, dare una notizia falsa un altro.
    Apprezzo che abbiate rimediato all’errore, che abbiate prontamente rimosso la notizia falsa e che abbiate spiegato per filo e per segno com’è andata, e tante altre cose di cui vi si può dare atto.
    Però dovreste essere onesti e non continuare a difendere una posizione non difendibile. Nessuno vi getta la croce addosso, però avete sbagliato. Se ve ne foste usciti con uno “scusate, abbiamo fatto una cazzata a lanciare la notizia senza verificare, non accadrà più”, non ci sarebbe stato nulla di male. Può capitare, anche se non dovrebbe.
    Ma è il concetto di difesa che è sbagliato: non importa quante persone abbiano letto la notizia falsa o che essa sia rimasta in linea tutto sommato per poco tempo. Il concetto è che la notizia era falsa e non l’avete verificata. Punto. Comunque, buon lavoro, questo errore vi servirà da lezione e farete sempre meglio. A patto che ne prendiate atto con onestà intellettuale.
    Un’affezionata lettrice

    RISPOSTA DELLA REDAZIONE
    Certo che ne prendiamo atto con onestà intellettuale, quella che riconosciamo lei che altrettanto onestamente deve ritenere che, se non ci fosse Google News nessuno si sarebbe accorto del nostro errore, peraltro prontamente rimediato nel giro di 20 minuti.
    Il fatto che si possa sbagliare e che un nostro errore desti tanto clamore non è altro che la conferma che, partendo in tutta umiltà il 25.11.2008 con il primo numero, siamo arrivati a un punto tale che siamo sotto gli occhi di tutti. Siamo cresciuti e dobbiamo stare molto attenti in quanto diamo fastidio e abbiamo molti nemici.
    Quelli, tanto per fare un esempio, che si permettono di scrivere che l’attentatore di Milano ha urlato ‘Via l’Italia dall’Afghanistan’ per poi smentirlo un paio d’ore dopo e dicendo, ‘No, non è vero. Ha solo detto qualche incomprensibile frase in arabo’. Posso citarle l’Ansa, il Corriere della Sera. Basta? Credo di sì.
    Anzi no. La responsabilità di un web giornalista è infinitamente superiore a quella di un giornalista della carta stampata. Spero che onestamente lei ce lo possa riconoscere.

  4. Ultima Ora:
    Il Papa è morto, è stato Berlusconi a sparargli…

    l’ho letto su facebook, dev’essere vero per forza!

    RISPOSTA DELLA REDAZIONE
    Penultima Ora:
    Feltri dice ‘C’erano intese tra governo e quirinale perché la consulta facesse passare il lodo Alfano’
    l’ho letto su il giornale, dev’essere vero per forza!

  5. Che voi abbiate tenuto la notizia online per venti minuti o l’intera giornata è indifferente. Rimane il fatto che avete dato per morta una persona basandovi su un gruppo creato su facebook, quando per una testata edita in friuli non sarebbe stato difficile accertarsi del fatto presso fonti informative un tantino più autorevoli. Pessimo esempio di giornalismo a cui la vostra tempestiva correzione pone solo parzialmente rimedio.

    RISPOSTA DELLA REDAZIONE
    Questo è il suo giudizio.
    Ha dei rimedi?
    Il rimedio lo prevede la legge sulla stampa all’art. 8
    Quando viene pubblicata una notizia non veritiera il soggetto leso può chiedere la rettifica.
    Noi non solo abbiamo rettificato, abbiamo rimosso alla radice.
    Forse si è già scordato che fonti di informazione ben più autorevoli della nostra, non più tardi dell’altro ieri, affermavano con sicumera che l’attentatore di Milano avesse pronunciato, prima di farsi saltare in aria, ‘Via dall’Afghanistan’, fatto poi clamorosamente smentito con dietrofront.
    Non mi pare si sia sollevato alcun vespaio.
    Smentisco poi che abbiamo dato per morta una persona basandoci su un gruppo facebook, la voce girava con insistenza per Udine e ribadisco che un giornale ‘quotidiano’ risponde di ciò che è scritto sul giornale quando l’edizione è ‘chiusa’ e per ‘chiusa’ intendo finita. La notizia, come tutto il giornale, era in progress, la nostra prima pagina cambia almeno 20-30 volte in un giorno.
    Forse prima di dare, dall’esterno, lezioni di giornalismo, bisognerebbe imparare come funziona un quotidiano on line. Potremmo non pubblicare niente, avvertire i nostri lettori e dire: troverete il giornale bell’e impaginato ad esempio alle ore 21 di ogni giorno e tenere tutto in ‘stand by’.
    Preferiamo rischiare e informare. Talvolta capita di sbagliare. Sinora ci è capitato 1 volta su 12mila articoli pubblicati.
    Ci scusi… La notizia poi ci risulta letta da 29 persone… il danno lo ha fatto Google News indicizzandola sui suoi server, fatto che ci vede completamente non responsabili in quanto Google News pizzica liberamente tutto quello che ritiene di pizzicare.

  6. Effettivamente sì, siete proprio dei giornalisti scrupolosi…

    RISPOSTA DELLA REDAZIONE
    Che quando sbagliano sanno riconoscere i loro errori e rimediare in 20 minuti. Protesti se del caso con Google News che indicizza tutto e mantiene sui suoi server anche quando il responsabile del sito rimuove.
    Un giornale quotidiano è quello che ha ‘una edizione al giorno’ (lo dice la parola stessa). L’edizione può dirsi conclusa solo quando compaia un’avvertenza per il lettore, oppure una scritta ‘aggiornamento delle ore…’
    Logico che poi l’edizione sia superata da un aggiornamento successivo, ma questa è la normale prassi metodologica di un quotidiano on line che si differenzia da quello cartaceo. Un po’ come televideo che spesso si corregge, nel senso che notizie prima pubblicate poi spariscono, mutano ordine e vengono rimosse perché ritenute inadeguate, non importanti etc. etc.
    Un giornalista non potrà mica rispondere del fatto che Google News ‘fotografa’ tutti i siti mondiali in tempo reale e memorizza, riproduce e tiene disponibile tutti gli articoli pubblicati da un quotidiano on line anche se gli stessi, per scelta insindacabile del direttore che è l’unico responsabile di un quotidiano ai sensi di legge, vengono rimossi?
    Siamo noi che pubblichiamo e non rispondiamo dei ‘rimbalzi’ che delle nostre notizie fanno altri siti come Google News.
    Possiamo solo dire (e lo abbiamo detto spendendo quasi l’intera giornata) che la notizia l’abbiamo tenuta in rete per 20 minuti d’orologio. E invece se ne sta parlando ormai da 8 ore…
    Ci sembra una splendida esagerazione che testimonia dei tempi inquieti e isterici (dati i comportamenti di qualcuno) nei quali ci tocca di vivere.

  7. siete finiti sul corriere della sera, ecco come si fanno un milione di visite!:

    corriere.it/cronache/09_ottobre_14/morto_pizzul_bufala_internet_72cebb3c-b8ba-11de-9ba8-00144f02aabc.shtml

    QUEL MESSAGGIO – Spulciando in Rete, c’è un messaggio “sospetto” che appare tra le pagine di “Yahoo! Answers” (data: 13 ottobre). «Mamma mia… è morto Bruno Pizzul! – scrive un utente – Abito nella zona di casa sua.. Mezz’ora fa l’hanno portato via in ambulanza! La voce è che sia morto.. mamma mia sono sconvolto… era un grande». Tra gli utenti il dibattito si fa acceso: c’è chi dà credito alla notizia, chi la smentisce seccamente. Fatto sta che la “bufala” ci mette poco a diffondersi sul Web: da Facebook, dove gli ammiratori del giornalista pubblicano le loro commosse frasi di addio, a Google News, che “pesca” in automatico l’articolo (poi rimosso e rettificato) del “Giornale del Friuli libero”. «Non ho la più pallida idea di chi possa aver messo in rete questa notizia – commenta – ridiamoci su!». Ah, un’ultima cosa: «Ringrazio coloro che si erano già preoccupati di mandare le condoglianze…». Per chiuderla con un sorriso

    RISPOSTA DELLA REDAZIONE
    Lo sappiamo. Abbiamo sbagliato ed emendato il nostro errore nel giro di 20 minuti e 29 visualizzazioni, una smentita più rapida non crediamo sia possibile.

  8. Non capisco questo atteggiamento. Francamente penso che un errore ci possa stare anche se questo nn toglie che una notizia vada sempre verificata; in ogni caso la notizia è stata trattata con professionalitàdalla redazione con conseguente e immediata rettifica. Errare humanum est.

  9. dei bravi giornalisti verificano SEMPRE l’attendibilità della notizia, non è possibile fidarsi di un cretino che inventa una cosa dal nulla!! Avete fatto una figura di m… con tutta l’Italia, siete stati l’unico giornale a dare la notizia…vergogna!!

    RISPOSTA DELLA REDAZIONE
    La notizia è stata on line 23 minuti (10.29 – 10.52)
    La notizia non è più presente
    La notizia è stata letta da 29 persone
    Le notizie di correzione sono state lette rispettivamente da 1.041 persone (‘E’ una bufala…’) e da 232 persone (‘Storia di una bufala’).
    Di fronte a questi fatti francamente chi si deve vergognare è lei e la prossima volta, se possibile, si firmi magari con nome e cognome.

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