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Quando andare in ferie diventa un incubo. Succederà così anche quest’anno? Alberto di Caporiacco nel 2009 a Punto di Svista diceva che…

Puntata n. 12 di Punto di Svista (8 agosto 2009). Manca ormai poco alla ‘grande estate’. Succederà così anche quest’anno con chilometri di coda sulla A4, che ha iniziato a diventare una autostrada a tre corsie almeno in una porzione limitata di essa? Leggiamo, vediamo ed ascoltiamo cosa diceva il nostro direttore nella trasmissione da lui ideata, curata e condotta, andata in onda a Telefriuli.

Quando andare in ferie diventa un incubo.

Buonasera. E’ tempo di vacanze, ma per molti italiani e anche per molti stranieri questo è un tempo d’inferno. L’inferno rappresenta il passaggio a Nord Est. Voi sapete che noi costituiamo la porta per gli stranieri, per entrare in Italia, ma diventiamo anche la porta d’uscita per tutti quegli italiani che vanno, ormai è di moda, in vacanza in Croazia.
E per andare in vacanza in Croazia o per entrare in Italia bisogna assolutamente passare per la famigerata autostrada A4, quella che è ancora a due corsie nonostante ci siano lavori già progettati per renderla finalmente a tre corsie.
Bene, ma allora che cosa succede? Succede che ci sono chilometri di coda impressionanti, succede che il Passante di Mestre, appena costruito, è andato già in tilt e i correttivi, alcuni sono stati presi, ma rischiano di esulare da quello che è il più importante degli aspetti: le autostrade, le autostrade italiane sono autostrade a pagamento, ovvero chi entra deve corrispondere un pedaggio. Quindi si stipula, né più né meno, che un contratto di servizio: io utente entro in autostrada, ho diritto che mi venga erogato un servizio e questo servizio è percorrere un tratto stradale a una velocità sostenuta perché, come sappiamo, le corsie sono separate, c’è il guardrail in mezzo che assicura, o almeno dovrebbe garantire, sicurezza e io devo poter riuscire a compiere il mio percorso senza impazzire con code terrificanti.
Bene, non si capisce per quale motivo il rimedio numero uno non è stato mai preso in considerazione. Se io vado a teatro so che ci sono 500 biglietti, supponiamo. Se io arrivo 501.esimo non ho la possibilità di entrare nel teatro perché ci sarà un signore che mi dice: “Tu non entri perché i biglietti sono esauriti, il teatro è completo”. Bene, perché con il denaro pubblico – che spesso viene sprecato – non sono mai stati fatti degli studi sulla sostenibilità del carico autostradale per determinate tratte? Per quale motivo non si capisce, non è dato sapere quanti veicoli (numero massimo) possono simultaneamente rimanere sull’autostrada A4?
Oltretutto si potrebbero fare anche degli studi casello per casello, quindi tratta per tratta. Non si capisce per quale motivo, in condizioni di traffico esagerato, non ci sia la possibilità di chiudere l’autostrada e quindi di deviare il flusso di traffico su percorsi alternativi. E le strade alternative non è che manchino, ce ne sono e potrebbero in qualsiasi modo attenuare almeno un pochino l’impatto di traffico che in questi giorni le nostre strade devono sopportare.
E’ un semplice rimedio, questo, ma non si capisce per qualche motivo non venga neanche preso in considerazione. Buonasera.

 

 

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