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Le gaffes di Renzo Tondo rilevate da Alberto di Caporiacco a Punto di Svista. Ma oggi, alla Serracchiani andrebbe meglio?

Nella puntata numero 17 di Punto di Svista andata in onda il 12 settembre 2009, Alberto di Caporiacco si occupava del presidente della Regione di allora Renzo Tondo, valutandone i risultati amministrativi alla luce di azioni compiute alla ripresa dell’attività dopo la pausa estiva. Tondo compì alcune mirabolanti gaffes, ma non è che l’attuale presidente Debora Serracchiani sembri capace di conseguire risultati migliori, stritolata com’è tra impegni romani e stravaganti consociativisimi, incompatibilità, commistioni e… mangiatoie che coinvolgono alcuni suoi colleghi politici di partito nella Regione Friuli-Venezia Giulia. Se Punto di Svista (trasmissione ideata, curata e condotta dal nostro direttore su Telefriuli), stiamo pur certi che di Caporiacco non le avrebbe risparmiate a nessuno.

C’era una volta un re che giocava a dama per non finire sotto scacco.

Buonasera. Questa sera parliamo del presidente della Regione Renzo Tondo il quale, sabato scorso, nell’ambito della manifestazione Bianco e Nero tenutasi a Udine, ha sfidato in simultanea 25 concorrenti al gioco della dama, in piazza San Giacomo a Udine. Brillantissimo il risultato conseguito dal presidente che ha vinto 21 incontri, ne ha pareggiati 2 e ne ha persi appena 2.
Ecco, ma se il presidente Tondo ha fatto questa cosa rilevante, purtroppo dobbiamo dire che – da quando sono riprese, diciamo così, le attività politiche dopo la pausa estiva, ha inanellato almeno cinque perle che francamente ci fanno un pochino dubitare sulla efficienza ed efficacia amministrativa. Ne parliamo brevemente.
La prima è di pochissimi giorni fa. C’è stata la presentazione della manifestazione Friuli Doc a Udine, manifestazione organizzata dal Comune di Udine, ma anche con il sostegno della Provincia, della Regione e di molti altri enti e organismi e brillava per assenza la Regione Friuli-Venezia Giulia, nel senso che la Regione non ha mandato neanche un usciere a rappresentarla a questa conferenza stampa.
La seconda di queste perle: c’è stato un duro attacco da parte di organi di stampa – L’Espresso, Io donna (che è un supplemento del Corriere della Sera) – sulla questione della tutela della lingua friulana. L’ennesimo attacco secondo il quale questa tutela si concreterebbe in tutta una serie di sprechi. Ci si aspettava che, come rappresentante dei friulani – chi più di lui lo potrebbe fare – il presidente della Regione dicesse qualche cosa in difesa del popolo friulano e dei suoi diritti e c’è stato un silenzio assordante da parte del presidente Tondo su questa questione.
La terza questione riguarda un invito con gaffe: c’è stato un tavolo economico che è stato convocato dal presidente Tondo su iniziativa dei sindacati. Gli artigiani, per esempio, che rappresentano gran parte del tessuto produttivo di questa regione, non sono stati invitati.
Quarta di queste perle: il rinnovo dei vertici – annunciato, ancora effettuato – di Autovie Venete: Santuz, che era uomo di Illy, si diceva fosse un grande elettore di Illy, verrà riconfermato ai vertici, ma addirittura l’amministratore delegato di Friulia Marescotti, altro uomo vicino a Illy, entrerà a far parte del consiglio di amministrazione di Autovie Venete.
La quinta e ultima riguarda l’alluvione del 4 settembre. Voi sapete che ci sono state tre ore di pioggia intensissima nell’Alto Friuli che hanno provocato ingenti danni. Bene, di fronte alle richieste dei sindaci la Regione non è riuscita a far fronte come voleva e allora si è rifugiata nel richiedere lo stato di calamità naturale allo Stato italiano. Probabilmente però c’è qualche cosa a monte da dire, cioè non sono state fatte prima delle opere di consolidamento e messa in sicurezza di strutture per cui basta una pioggia di tre ore consecutive per mandare in tilt tutto il sistema. Ma, in questo caso, non si è ritenuto di far meglio che chiedere aiuto a papà Stato. Papà Stato con il quale però si guerreggia per quanto riguarda le compartecipazioni Inps.
Voto complessivo al presidente Tondo: come giocatore di dama 9, come politico – ci dispiace dirlo – alla ripesa delle attività dopo la pausa estiva, 5 meno meno. Buonasera.

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