PortaleFVG

ULTIMISSIMA - RESTA AGGIORNATO

↑ Grab this Headline Animator

ilGiornaledelFriuli.net L'informazione aggiornata in tempo reale e gratuita con più di 159mila pagine on line e più di 546mila lettori abituali. Il più diffuso e interattivo quotidiano on line del Nord Est con testa e mani libere. PER LA VOSTRA PUBBLICITA', PER RICHIEDERCI SERVIZI SPECIALI E OGNI ALTRA ESIGENZA TELEFONARE AL NUMERO UNICO 348 0057659. Indirizzo unico di posta elettronica direttore@ilgiornaledelfriuli.net. Indirizzo di Posta Elettronica Certificata postmaster@pec.ilgiornaledelfriuli.net

Io non mi sento Luca Ciriani, ma per fortuna o purtroppo lui lo è… Consentiamogli democraticamente di esserlo

L'immagine ritrae il nostro direttore Alberto di Caporiacco, definito "non socialmente reinseribile" dal Tribunale di Sorveglianza di Trieste con ordinanza 20.5.2014, esibire l'accredito stampa ottenuto come direttore del nostro quotidiano on line per partecipare al concerto di Redipuglia diretto dal maestro Riccardo Muti. Con buona pace, appunto, del Tribunale di Sorveglianza di Trieste.

La coltellata del direttore Alberto di Caporiacco, uomo non socialmente reinseribile…

LA COLTELLATA di ALBERTO di CAPORIACCO

Riportiamo qui di seguito, in corsivo, una notizia di agenzia.

Il sindaco di Stregna afferma pubblicamente di non sentirsi italiano e la frase non passa inosservata al consigliere regionale di FdI-AN, Luca Ciriani, che chiederà formalmente alla Giunta Serracchiani “di fare chiarezza su una affermazione rilasciata da un pubblico ufficiale. Intanto il sindaco farebbe bene a levare se stesso, la sua maggioranza e tutti i cittadini di Stregna dall’imbarazzo presentando le proprie dimissioni”.

Il sindaco di Stregna può sentirsi chi vuole – scrive dunque Ciriani in una nota – ma dal momento che è stato eletto e ha prestato giuramento nel nome del popolo italiano, avrebbe fatto meglio a dire ai cittadini già in campagna elettorale cosa si sente, senza prendere in giro prima l’elettorato e ora i cittadini che, in nome della Costituzione italiana, è chiamato ad amministrare. In nome della chiarezza della sua identità farebbe bene a fare un passo indietro.

Non solo una tale dichiarazione ha un pericolo in sé – chiosa Ciriani – ma evidenzia l’inadeguatezza di una persona ad amministrare una intera comunità. Non siamo di fronte a uno scivolone dettato dall’inesperienza, ma davanti a una lucida presa di posizione.

A prescindere dal fatto che LUCA CIRIANI nemmeno conosce il testo del giuramento di un Sindaco, che è il seguente:

“Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le Leggi dello Stato, di adempiere ai doveri del mio Ufficio nell’interesse dell’Amministrazione per il pubblico bene.”
E a prescindere inoltre dal fatto che il Sindaco di STREGNA LUCA POSTREGNA è un italiano in quanto di cittadinanza italiana automaticamente, secondo lo ius sanguinis, ma nonostante questo è liberissimo di non sentirsi italiano senza per questo violare alcuna legge o essere automaticamente ‘infedele’ alla Repubblica o ‘disobbediente’ alla Costituzione e alle Leggi dello Stato.
Sarebbe infatti sufficiente leggere l’illuminante testo della canzone di GIORGIO GABER “IO NON MI SENTO ITALIANO” (MA PER FORTUNA O PURTROPPO LO SONO) per affermare il primato dell’intelligenza gaberiana sull’idiozia altrui e per capire che cosa Gaber intende affermare e che è chiaro per tutti, meno che per Luca Ciriani.
Ma nonostante questo, noi vogliamo bene a LUCA CIRIANI. Una persona mediamente intelligente non può essere d’accordo con LUCA CIRIANI, ma un vero democratico è pronto a dare la vita perché LUCA CIRIANI possa continuare liberamente a dimostrare di essere LUCA CIRIANI.
Qui di seguito, il testo di GIORGIO GABER.
parlato: Io G. G. sono nato e vivo a Milano.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono. Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell’inno nazionale
di cui un po’ mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
se arrivo all’impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.

Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po’ sfasciato.
E’ anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che tutto è calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c’è un’aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui mi incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos’è il Rinascimento.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.

Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c’è un’altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido “Italia, Italia”
c’è solo alle partite.
Ma un po’ per non morire
o forse un po’ per celia
abbiam fatto l’Europa
facciamo anche l’Italia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

Print Friendly
Chiavi di ricerca: , , , ,

ULTIMISSIMA - RESTA AGGIORNATO

↑ Grab this Headline Animator

Lascia un commento

Nota: i commenti sono sottoposti a moderazione, la pubblicazione potrebbe essere ritardata di qualche ora

Giornale del friuli