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Corte Costituzionale organo politico per eccellenza. Lo sosteneva Alberto di Caporiacco a Punto di Svista. Vediamo perché.

Corte Costituzionale organo politico per eccellenza. Sembra una bestemmia, ma così non è. Analizzandone la sua composizione, Alberto di Caporiacco (ideatore, curatore e conduttore di Punto di Svista, trasmissione andata in onda su Telefriuli di cui la puntata presentata oggi è la numero 21 del 10 ottobre 2009), dimostra che giudici designati da organi politici non possono far altro che prendere decisioni politiche. Con la perla rappresentata dall’inquietante circostanza che 9 giudici costituzionali su 15, al tempo, erano residenti nella Regione Campania. Con un Presidente della Repubblica, l’ineffabile King George Napolitano, casualmente nato a Napoli (Napolitano di nome e di fatto) il 29 giugno 1925. Attenzione a questa data e aspettiamoci di tutto: lingue lunghe alcuni metri pronte a leccare il King per i 90 anni che si appresta a compiere lunedì prossimo.

Ma la Corte Costituzionale è composta da extraterrestri?

Buonasera. Non possiamo fare a meno di parlare di un fatto che ha scosso l’opinione pubblica questa settimana. Ed è il cosiddetto lodo Alfano. Noi, però, lo esaminiamo da un altro punto di… svista, per usare il nome della nostra trasmissione.
E cioè ci andiamo ad occupare di chi ha emesso la sentenza su questo lodo Alfano, che è la Corte Costituzionale.
Corte Costituzionale che è preposta a vigilare su tutte le leggi della Repubblica italiana, naturalmente quando qualcuno chiede il pronunciamento della Corte Costituzionale medesima per una eventuale lesione di costituzionalità. Quindici sono i giudici della Corte che, però, sono espressi da tre organi distinti. Cinque sono nominati dalle magistrature dello Stato (tre dalla Corte di Cassazione, uno dal Consiglio di Stato e uno dalla Corte dei conti). E fin qui potremmo dire: nessun problema perché, appunto, sono dei magistrati e per questo stesso si dovrebbe presumere che fossero indipendenti. Però cinque di questi giudici sono espressione del Parlamento, il quale si riunisce in seduta comune. Con delle maggioranze qualificate elegge questi cinque giudici.
I restanti cinque giudici sono espressione diretta del Presidente della Repubblica il quale, però, è a sua volta una espressione del Parlamento perché tutti sappiamo che il Presidente della Repubblica non è eletto direttamente dal popolo, ma bensì è eletto dalle camere riunite, integrate dai delegati regionali. Quindi sulla base di precisi accordi politici, di maggioranze che si possono formare o si possono disfare, così come anche gli altri cinque giudici – abbiamo visto – eletti dal Parlamento sono frutto di maggioranze, di accordi, talvolta possiamo anche usare un termine divenuto di moda negli ultimi tempi: di inciuci.
Ma allora, se dieci giudici della Corte Costituzionale su quindici sono un’espressione del potere politico, si può parlare di organo che non può prendere delle decisioni politiche quando giudica?
E poi ci sarebbe anche un altro fatto e ve lo dico in chiusura di trasmissione: nove giudici su quindici della Corte Costituzionale sono curiosamente originari e residenti nella Regione Campania. Allora, un organo che dovrebbe rappresentare tutta l’Italia, perché dovrebbe essere espressione di tutta l’Italia, perché nella Costituzione c’è scritto che tutte le regioni hanno uguali diritti e formano lo Stato italiano, in una concezione federalista dello stato qual è quella verso cui stiamo andando, è accettabile che nove giudici su quindici siano espressione della Regione Campania?
Guardate, ve lo dico molto sinceramente: a qualcuno forse queste cose possono andare bene e può dire con molta ipocrisia che questa Corte Costituzionale è regolata in maniera ineccepibile. A noi queste cose, francamente, bene non vanno. Buonasera.

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