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Centrosinistra candida con naturalezza in Campania l’inquisito Vincenzo De Luca

De Luca accetta il lodo Di Pietro

“Se condannato mi dimetto”

di Conchita Sannino

“Sono fiducioso e carico”. Vincenzo De Luca chiude con un velo di ottimismo la giornata romana, dopo un incontro al vertice con il segretario Pd Pierluigi Bersani, e soprattutto dopo il “patto” ormai quasi siglato con l’alleato che era più recalcitrante, il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro.

Con l’Idv, spiega infatti De Luca, “la situazione si va chiarendo”. Il veto che l’ex pm Tonino ha posto sul sindaco, rinviato a giudizio a Salerno per truffa e concussione, potrebbe infatti cadere di fronte all’impegno chiesto ieri da Di Pietro e pubblicamente assunto dal sindaco. Se arriverà una condanna definitiva ti dimetterai?, gli chiede, in sintesi, Di Pietro. E De Luca: “Ovvio. Se la condizioneè questa, non c’è problema”. L’opera di disgelo avviene quasi in diretta.

“Sinceramente – comincia al mattino Di Pietro, durante un’intervista a Repubblica tv – sull’appoggio o meno alla candidatura di De Luca in Campania non ci dormo la notte. Non so davvero cosa fare, lo dico con il cuore in mano. Anche perché alcuni miei quadri giù in Campania mi dicono che De Luca è un ottimo amministratore, ma ci sono ipotesi accusatorie contro di lui, che riguardano la pubblica amministrazione. Come faccio con un partito che fa della legalità la sua bandiera a impegnarmi così tanto su questo fronte? Mi verrebbe quasi di fare una proposta a De Luca: ma se poi ti dovessero condannare, tu ti dimetteresti? Io quando mi hanno rinviatoa giudizio l’ho fatto. E infatti avverto molto questo problema. Ma lui che farebbe?”.

Passa un’orae De Luca risponde positivamente a quella mano tesa. “Se le condizioni sono queste, che problema c’è. Se avrò una condanna definitiva certo che mi dimetto”, replica il candidato Pd. “Noi siamo per la legalitàe il rispetto dei magistrati. Anche perché in ballo, c’è il futuro della Campania. Dobbiamo impegnarci tutti se non vogliamo consegnare la Campania alla camorra, altro che la mia truffa all’Inps per dare la cassa integrazione a 200 lavoratori”.

TRATTO DA GOOGLE NEWS

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1 Commento

  1. …. il che significa, dati i tempi della giustizia italiana, in particolare nelle regioni del Sud, ove i tribunali sono stracarichi di lavoro e con sempre minori risorse, che SE si arriverà ad una eventuale sentenza di condanna definitva, SE non sono state nel frattempo promulgate amnistie, all’epoca il dott De Luca avrà superato gli ottanta anni, e per tale motivo non avrà alcuna sanzione reale, anzi non ci si ricorderà nemmeno il motivo per cui è stato inquisito.
    Siamo proprio un paese a legalità limitata. ” ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di province ma BORDELLO, rimpiango la DC ed il vecchio PC .

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