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                              IL GIORNALE DEL FRIULI

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17-18 aprile 2012, in breve da Pandora, il pianeta della politica regionale

(ACON) Trieste, 17 apr – RC – Disposizioni generali che
regolino la partecipazione della Regione a società di capitali.
Così i contenuti del provvedimento al vaglio dell’Aula, come
presentati dalla consigliera Mara Piccin (LN), relatrice di
maggioranza:

Si stabilisce che la Regione possa partecipare a società
esclusivamente in conformità agli obiettivi di politica regionale
stabiliti dagli atti di programmazione generali e secondo un
principio di strumentalità al perseguimento delle finalità
istituzionali e alla realizzazione di interessi di rilievo
regionale, ivi comprese le società che concorrono a promuovere lo
sviluppo economico della regione ovvero in società che producono
servizi di interesse generale; non è ammessa la partecipazione
diretta, nemmeno con quote di minoranza, in società aventi per
oggetto produzione di beni o di servizi non strettamente
necessari per perseguire le proprie finalità istituzionali.

Viene per la prima volta disciplinato il sistema di governo che
la Regione esercitata sulle proprie partecipate, anche
indirettamente per il tramite delle società capogruppo,
prevedendo al presidente della Regione un potere di designazione
dei rappresentanti regionali negli organi societari, e un potere
di indirizzo strategico della Regione nei confronti delle società
attraverso la definizione di obiettivi strategici; obblighi
informativi periodici in capo a queste ultime nei confronti del
socio pubblico.

Ai fini di trasparenza e omogeneità, è prevista una legge
regionale di autorizzazione che stabilisce l’entità iniziale
della partecipazione ed eventuali condizioni di partecipazione.
Allo stesso modo, la dismissione, anche parziale, di quote
societarie e lo scioglimento volontario delle società regionali
vengono autorizzati con legge regionale.

La scelta dei soci privati nelle società cui partecipi al Regione
deve avvenire con procedura di evidenza pubblica.

Il numero dei componenti degli organi delle società controllate
dalla Regione (anche in via indiretta, e con obbligo da parte di
quest’ultima di promuovere analoghe iniziative nelle società in
cui non sia titolare di quote di controllo) è fissato
coerentemente alla complessità gestionale dell’attività,
rinviando a una delibera di Giunta regionale l’individuazione di
un indice variabile di complessità gestionale; è stato posto
comunque un tetto preciso al numero di componenti eleggibile
complessivamente da parte dei soci pubblici.

Anche per la determinazione dei compensi degli amministratori si
demanda alla Giunta regionale l’elaborazione di un indice
variabile di complessità gestionale, attraverso parametri
rappresentativi delle grandezze economiche e organizzative
dell’impresa, in funzione del contenimento e dell’adeguatezza dei
compensi stessi. La misura massima dei compensi è determinata
dalla Giunta tenuto conto delle specifiche caratteristiche delle
società. Rimane il già previsto tetto massimo di tali compensi,
nella misura della retribuzione spettante ai direttori generali
delle Aziende sanitarie regionali di fascia A. Per i consiglieri
non investiti di particolari cariche, è riconosciuta
esclusivamente la remunerazione dell’attività di partecipazione
ai lavori dell’organo collegiale attraverso il riconoscimento di
gettoni di presenza. Per quelli investiti di particolari
incarichi, è stato stabilito che i fringe benefit non possano
superare il 10% del trattamento retributivo lordo annuo,
estendendo la previsione anche ai direttori generali delle
società medesime e che possono esser loro riconosciute indennità
di risultato solo in presenza di comprovato miglioramento della
situazione economico-finanziaria della società rispetto alla
media degli ultimi due esercizi precedenti e in misura non
superiore al 30% rispetto al compenso complessivo.

***

(ACON) Trieste, 17 apr – RC – Riconfermata la norma che limita
la possibilità di effettuare aumenti di capitale, trasferimenti
straordinari, aperture di credito, rilascio di garanzie a favore
delle società partecipate non quotate che abbiano registrato, per
tre esercizi consecutivi, perdite di esercizio ovvero che abbiano
utilizzato riserve disponibili per il ripianamento di perdite
anche infrannuali, a eccezione delle operazioni realizzate a
fronte della realizzazione di programmi di investimento ovvero
dello svolgimento di servizi di pubblico interesse, prestati in
condizioni di oggettiva non remuneratività, in attuazione di
convenzioni, contratti di servizio o di programma.

Sulla base di comunicazioni periodiche delle società regionali,
sul sito della Regione (oltre che su quelli delle singole
società) sarà pubblicato l’elenco delle società partecipate,
anche attraverso Friulia Holding, indicando la ragione sociale,
la misura della partecipazione, la durata dell’impegno, l’onere
complessivo destinato a capitale sociale previsto per l’anno sul
bilancio regionale; gli incarichi conferiti nelle società alle
quali la Regione partecipa e l’ammontare dei relativi compensi
sulla base di quanto dichiarato dalle singole società; le
generalità e il curriculum vitae degli amministratori di nomina
diretta, o comunque indicati dalla Regione, e dei direttori
generali nelle società alle quali la Regione partecipa; la durata
dell’incarico degli amministratori e dei direttori generali; il
dettaglio dei compensi spettanti agli amministratori e dei
direttori generali, incluso l’eventuale emolumento spettante per
speciali incarichi e l’eventuale indennità di risultato, nonché
l’eventuale valore stimato dei fringe benefit.

È stato ribadito il principio di non cumulabilità degli incarichi
e si introduce la richiesta al candidato alle cariche di vertice
negli organi di amministrazione delle società che abbia ricoperto
incarichi di amministratore in società a totale o parziale
capitale pubblico negli ultimi cinque anni, di dichiarare i
risultati di esercizio conseguiti dalle società amministrate in
tale periodo.

Si stabilisce che nelle società totalmente partecipate o
controllate, anche indirettamente, dalla Regione il personale sia
reclutato e gli incarichi sano affidati attribuendo rilevanza
alla capacità professionale e dando attuazione ai principi di
trasparenza, pubblicità e imparzialità. Con riguardo alle società
controllate, anche indirettamente, dalla Regione è stato
stabilito, altresì, che la stessa promuova l’attivazione di
meccanismi di mobilità del personale assunto con contratto a
tempo indeterminato, con obbligo delle società medesime di
verificare, prima di accedere al mercato l’eventuale
disponibilità di soggetti idonei nell’ambito delle altre società
controllate, nel rispetto dei contratti di lavoro.

In una apposita sezione, sono state definite e disciplinate in
tutti gli aspetti qualificanti le società strumentali della
Regione, con particolare riguardo all’esercizio del controllo
analogo sulle stesse da parte del socio Regione, eventualmente in
forma associata previe intese con gli altri eventuali soci,
avendo riguardo a tutte le componenti rilevanti, dal potere di
nomina, a quello di indirizzo penetrante, a quello di vigilanza.

Sono state indicate tutte le società nelle quali la Regione
intende mantenere la propria partecipazione, le società rispetto
alla quali sarà attuata la dismissione e quello rispetto alle
quali la Regione ha avviato processi di razionalizzazione e
riorganizzazione, sempre nel medesimo intendimento di fornire
all’azione delle amministrazioni pubbliche maggior efficienza ed
economicità.

Da ultimo, sono state inserite disposizioni per la fase
transitoria al fine di non creare difficoltà interpretative e
vuoti di disciplina.

***

(ACON) Trieste, 17 apr – RC – Il presente progetto di legge -
ha spiegato il relatore di maggioranza, Franco Baritussio (Pdl) -
in coerenza con i principi dell’ordinamento nazionale e
comunitario di tutela della concorrenza, di trasparenza delle
procedure e di contenimento dei costi, ha la finalità di
individuare disposizioni generali che regolino la partecipazione
della Regione a società di capitali. Si tratta di una novità in
quanto, finora, nell’ordinamento regionale la materia delle
partecipazioni non ha mai avuto una disciplina organica, ma si è
caratterizzata dalla presenza di numerose norme speciali
contenute in provvedimenti eterogenei, non sempre peraltro
coerenti tra loro. Il testo, quindi, oltre a introdurre una
disciplina di carattere generale, si propone di semplificare e
aggiornare la legislazione regionale.

Baritussio ha poi ricordato come, inizialmente, i testi fossero
due (uno della Giunta e uno della Lega Nord), poi unificati da un
Comitato ristretto formato in I Commissione. Quanto
all’articolato, il consigliere si è soffermato sulle modifiche
apportate in sede di prima approvazione, senza dimenticare che
ulteriori punti saranno approfonditi in Aula.

La relatrice di maggioranza Mara Piccin (LN) ha affrontato la
questione sottolineando l’aspetto della razionalizzazione e del
contenimento della spesa degli apparati pubblici, aspetto che
trova attuazione nell’identificare le società partecipate dalla
Regione che si ritiene di dover dismettere come quote, con la
motivazione – che la Piccin definisce di non poco peso e di
responsabilità – che può riassumersi in “mancanza di pubblico
interesse”.

Il testo – ha proseguito la consigliera – si compone di diverse
parti, relative rispettivamente: alla disciplina generale della
partecipazione alle società, con riferimento alle finalità della
partecipazione, alle varie fasi di vita delle società, ai suoi
organi, alla trasparenza; al personale; alle società strumentali
della Regione; all’individuazione delle società da mantenere e da
dismettere e di quelle che vengono in vario modo riorganizzate;
alla regolazione della fase transitoria; all’abrogazione di
numerose disposizioni.

***

(ACON) Trieste, 17 apr – RC – Gli obiettivi di riordinare la
partecipazione della Regione a società di capitali e di
aggiornare la disciplina generale di settore sono necessità
condivise, ma a cui si arriva tardivamente. Così il primo
relatore di minoranza, Franco Brussa (PD).

Più che una scelta – ha detto il consigliere – sono la
conseguenza di quanto avvenuto a livello nazionale con il riesame
della normativa vigente in materia di società pubbliche, in
adeguamento ai principi comunitari in materia di concorrenza.

I lavori in Commissione, per Brussa hanno dimostrato come Giunta
e maggioranza abbiano idee poco chiare sulle partecipate
regionali. Dimostrazione evidente l’elenco delle partecipate
regionali, allorché, dopo il reinserimento della Banca popolare
etica e del Polo tecnologico di Pordenone, ha finito per essere
la fotografia dell’esistente.

La Giunta – ha proseguito – ha scelto la via legislativa, e non
quella amministrativa, previo confronto con il Consiglio
regionale, per determinare quali debbano essere le partecipate
regionali. Questo ha fatto sì che non si conoscano, di fatto, né
le motivazioni di certe scelte né la mission delle società
partecipate, e ciò nonostante il presidente Tondo abbia affermato
la volontà di rivedere le finalità di alcune partecipate, Friulia
e Mediocredito in primis.

Brussa ha quindi sottolineato alcuni dei passaggi già in
Commissione fonte di giudizio negativo da parte del PD: quando si
stabilisce che gli atti di determinazione e di attuazione degli
obiettivi programmatici della Regione e delle società partecipate
possono essere motivatamente sottratti alla pubblicazione sul
sito istituzionale e alla loro diffusione: non esistono nella
Amministrazione regionale, se non già specificatamente stabiliti
dalla legge, atti che possano essere secretati, specie se questi
riguardano l’attività istituzionale della Regione medesima;
quando si assegna al presidente della Regione, e non già anche al
Consiglio regionale, come avviene oggi, il potere di nomina o di
designazione dei rappresentanti regionali degli organi societari;
quando si prevede addirittura che siano anche i singoli assessori
competenti, e non
esclusivamente la Giunta, a esprimere gli indirizzi strategici
della singola società.

Un discorso a parte, poi, riguarda i componenti degli organi
societari e i loro compensi. La Giunta si è riservata di
elaborare, in via successiva alla legge, un indice in base al
quale stabilire, caso per caso, il numero dei componenti. Si
tratta di una scelta contraria alla necessità del contenimento
della spesa pubblica. Simile, del resto il discorso per Promotur
e Agemont: dopo aver previsto con legge di trasformarle in
Agenzia, anziché prevederne un amministratore unico, si è andati
a confermare presidenti, Consigli di amministrazione e direttori
generali.

Dopo Piero Colussi (Citt), pure lui relatore di minoranza, le
motivazioni di Igor Kocijancic (SA-PRC) a definire il
provvedimento “un risultato modesto” dopo le dichiarazioni rese
dal presidente Tondo, il 27 settembre 2011, di una vera e propria
radicale svolta riformatrice da operare nell’ultimo rush di
legislatura, che conteneva anche una sottolineatura sulla
necessità di riordino della partecipazione della Regione a
società di capitali, tema peraltro già contenuto nel programma
elettorale del presidente con riferimenti espliciti a Friulia
Holding.

Per Kocijancic, si arriva all’Aula con un prodotto che non può
essere definito se non un adeguamento formale alle decisioni
assunte a livello nazionale in materia di società pubbliche, e a
livello europeo per quanto concerne i principi comunitari in
materia di concorrenza. Inoltre, il testo di oggi è profondamente
diverso da quello inizialmente presentato dalla Giunta regionale
ed è una presa d’atto di riorganizzazioni già avvenute con altri
provvedimenti specifici (vedi Agemont e Promotur) o di
dismissioni già avvenute de facto (Fiera di Trieste).

Da valorizzare in positivo, invece, il reinserimento, operato
anche in virtù delle audizioni, di Banca Popolare Etica e Polo
tecnologico di Pordenone, e la cessione gratuita, con quote
proporzionali, al Comune di Gorizia e al Comune di Savogna
d’Isonzo delle partecipazioni della Regione alla società
Aeroporto Amedeo Duca d’Aosta di Gorizia SpA, scelta che è
condivisa anche da gran parte dell’opposizione, che aveva
caldeggiato tale soluzione già in fase di discussione della legge
finanziaria.

A seguire, è iniziato il dibattito generale sul provvedimento.

***

Udine, 17 apr – ‘Noi ci siamo’ è il titolo-slogan della XII
Assemblea regionale delle organizzazioni di volontariato del
Friuli Venezia Giulia.

Evento, che si terrà sabato 21 aprile a Palmanova, al quale la
Regione, come ha affermato l’assessore regionale all’Istruzione,
Università e Ricerca, Roberto Molinaro, affida grande importanza
perche si pone l’obiettivo di coinvolgere e mettere in rete le
realtà che lo animano.

Anche nella convinzione che, sempre il volontariato, è un
elemento fondante della coesione sociale.

Proprio in un periodo nel quale la società, non soltanto
italiana, attraversa un momento di crisi, anche dei valori, per
Molinaro il contributo di solidarietà e partecipazione che
possono fornire i volontari e le loro forme di organizzazione è
davvero rilevante.

Nel Friuli Venezia Giulia sono circa 1300 le associazioni di
volontariato iscritte al registro regionale, ma si calcola che
attualmente il numero complessivo di tali sodalizi sia salito a
1600.

Si tratta di dati, che per l’assessore evidenziano la consistenza
del movimento volontaristico, che si sta rafforzando sempre di
più soprattutto nel settore del welfare e della salute (circa 400
associazioni).

Un capitale importante, dunque, per la nostra comunità, che -”è
fatto di relazioni, le quali sono il fondamento della coesione
sociale”.

L’Assemblea regionale, ha specificato Molinaro, avverrà in un
momento particolare per il settore: è infatti stato rinnovato il
Comitato di gestione, ovvero l’organizzazione attivata dalle
fondazioni bancarie alla quale le stesse hanno confermato il loro
sostegno per i prossimi due anni.

Mentre anche la Regione, che al volontariato ha destinato
quest’anno un milione di euro, farà la sua parte.

Inoltre è in fase di predisposizione la nuova legge regionale sul
volontariato, che potrà prevedere strumenti adatti a favorire il
settore.

L’Assemblea regionale delle organizzazioni, come ha ribadito
Giorgio Volpe, vice presidente del Comitato regionale del
volontariato, sarà un momento di confronto e di dibattito tra il
volontariato e le istituzioni, per valutare il ruolo che il
settore dovrà interpretare nella società, verso il cambiamento in
atto.

Un ruolo essenziale, se si considera che a fare maggiormente le
spese rispetto alla crisi economica in corso, sono le fasce più
deboli della società, così come dovranno essere ridotti servizi
ai quali proprio il volontariato potrà sopperire.

Una riflessione, quella sui contenuti del volontariato, che si
sta sviluppando anche a livello nazionale.

Le assise di Palmanova rappresentano il primo appuntamento tra le
Regioni d’Italia in vista della VI Conferenza nazionale che si
terrà a L’Aquila il 5 e 7 ottobre.

Il programma dell’Assemblea di Palmanova è quindi stato
dettagliato da Alba Paoletti e Domiziana Vanzilli, sempre del
Comitato regionale.

I lavori dell’Assemblea, al Meeting point San Marco di Palmanova,
saranno aperti dai saluti delle autorità, e della relazione
dell’assessore Molinaro. Seguita da una serie di contributi di
pedagogisti e sociologi, sui rapporti tra volontariato, società,
servizi, capacità di relazionare e di creare coesione sociale. E,
nel pomeriggio, da una serie di work shop di carattere tecnico
sul movimento del volontariato.

Le conclusioni, dopo l’intervento del vicepresidente del Comitato
regionale, Volpe, saranno dell’assessore Molinaro.

***

Roma, 17 apr – Il Governo nazionale ha ritenuto opportuno
cancellare la quota IMU, l’Imposta municipale sugli immobili,
destinata allo Stato sugli alloggi Ater: una decisione maturata
in Commissione Finanze e Tesoro del Senato, ed ora all’attenzione
della Camera dei deputati, che porta l’aliquota applicabile alle
case Ater allo 0,38 per cento (salvo determinazioni in più o in
meno da parte dei Comuni) rispetto allo 0,76 per cento.

La notizia è stata confermata oggi a Roma, nel corso dei lavori
degli “Stati generali” della Federcasa, l’associazione che
riunisce le Ater di tutte Italia e numerosi enti locali che
gestiscono patrimoni edilizia pubblici, ai quali è intervenuto
l’assessore regionale ai Lavori pubblici Riccardo Riccardi.

“Le indicazioni che giungono dal Parlamento, è già condivise dal
Governo – ha dichiarato Riccardi, alla presenza, tra gli altri,
del presidente della Commissione Finanze, sen. Mario Baldassari,
e del responsabile nazionale di Federcasa, Emidio Ettore
Isacchini – fa così guardare con maggiore tranquillità anche ai
bilanci delle Ater del Friuli Venezia Giulia”.

Riccardi, intervenuto agli Stati generali con gli assessori
regionali all’Edilizia di Liguria, Giovanni Boitano, e Lazio,
Teodoro Buontempo, ha rilevato che grazie all’approvazione
dell’emendamento, “la ragione ha prevalso, andando ad abbattere
quella era una vera e propria ‘imposta sul bisogno’”.

“L’applicazione dell’IMU da parte dello Stato sull’edilizia
residenziale pubblica sarebbe stata una contraddizione, oltre che
un pericoloso precedente”, ha osservato ancora l’assessore
regionale del Friuli Venezia Giulia, presente oggi a Roma assieme
ai presidenti Ater di Tolmezzo (e responsabile AssoAter FVG),
Paolo Pittini, e di Pordenone, Claudio Serafini, al
vicepresidente di Trieste, Tullio Pantaleo, ed al consigliere
Ater di Udine Graziano Pizzimenti.

“Siamo tutti consapevoli della necessità di far quadrare la
finanza pubblica – ha osservato Riccardi – ma l’applicazione
dell’imposta non poteva essere ridotta ad un solo e semplice
esercizio contabile, senza tener conto dei risvolti sociali che
ciò avrebbe comportato”.

Ad esempio, secondo alcune proiezioni elaborate da Ater Udine, la
disapplicazione della quota dello Stato sull’IMU porterebbe
l’Azienda territoriale udinese a pagare non più 1,543 milioni di
euro, bensì “sole” 324 mila euro: una differenza di 1,2 milioni
di euro utilizzabili per le esigenze di edilizia residenziale
pubblica nel Medio e Basso Friuli.

“Di fronte ad una domanda sociale sempre più forte ed acuta in
tutta la nostra regione – ha affermato l’assessore – è ora
necessario concentrarsi sui veri tempi dell’edilizia pubblica,
evitando in Friuli Venezia Giulia sterili polemiche ed
anacronistiche contrapposizioni, dando corpo ad una riforma che
consideriamo indispensabile per garantire una casa a chi ne avrà
bisogno nel prossimo futuro”.

“Nel primo trimestre 2012 le richieste alla Regione di contributo
per l’acquisto della prima casa sono calate di ben il 66 per
cento”, ha infine evidenziato Riccardi.

Occorre dunque rispondere a quelli che oggi nella capitale sono
stati definiti da Isacchini come i “nuovi bisogni” in termini di
edilizia residenziale pubblica, ampliando in particolare quel
“mercato degli affitti”, anche e forse soprattutto in ambito
Ater, che oggi in tutta Italia non presenta una grande offerta,
come ha illustrato il direttore generale del Censis, Giuseppe
Roma, pur a fronte di due “marker” importanti per il prossimo
futuro: tra il 2010 ed il 2020 la popolazione italiana aumenterà
di più di 3 milioni di persone; circa 800 mila degli attuali 5
milioni di italiani che stanno pagando un mutuo denunciano
soverchie difficoltà a rispettare le rate da pagare.

***

(ACON) Trieste, 17 apr – COM/AB – L’audizione organizzata dalla
II Commissione Attività produttive sulle difficoltà di accedere
al credito bancario da parte delle imprese suscita perplessità ed
interrogativi.

Lo mette in evidenza il consigliere regionale dell’UDC Alessandro
Tesolat, che aggiunge.

Alla presenza di tutti gli attori del settore è emerso un quadro
difficile e contraddittorio. Difficile perché la crisi è
tutt’altro che passata, contraddittorio perché le imprese, il
mondo della cooperazione, i Confidi hanno indicato tra i problemi
principali che bloccano il nostro sistema produttivo la
difficoltà, che spesso diventa impossibilità, di ricevere
finanziamenti da parte delle banche.

Al contrario, il rappresentante del sistema bancario ha
snocciolato dati che negano l’esistenza del problema. Anzi va
rilevato che diversi interventi sulla stampa di presidenti di
banche locali hanno, in questi mesi, annunciato un aumento degli
impieghi a favore del territorio e delle imprese.

Quindi, da un lato il sistema bancario viene accusato di non
assumersi responsabilità verso il territorio, dall’altro le
banche affermano il contrario.

Assumendo che entrambi i soggetti stiano dicendo la verità,
sorgono alcune domande da presentare alle banche, perché i dati
forniti vanno comunque analizzati e contestualizzati. La prima
domanda riguarda le caratteristiche degli impieghi, ovvero ci si
deve chiedere a quali aziende vadano i finanziamenti delle
banche. Ad esempio qual è il trend delle erogazioni degli ultimi
anni alle piccole e micro imprese, cioè il tessuto produttivo
della nostra Regione? La seconda domanda riguarda il costo dei
finanziamenti concessi: quali sono i guadagni delle banche? È
vero che gli spread sono di 4,5 punti, mentre solo tre anni fa i
punti mediamente erano 2? La terza domanda riguarda l’equilibrio
tra raccolta e impieghi: ovvero quali sono le richieste
accessorie che le banche fanno ai soggetti che chiedono
finanziamenti? È vero che si chiede ad esempio l’apertura di
conti correnti personali o lo spostamento di quelli aziendali,
cioé la costituzione di depositi a latere dei finanziamenti? La
quarta domanda riguarda i progetti di investimento presentati
dalle aziende: è vero che non vengono valutati solo in base alla
loro fattibilità, ma che vengono richieste forti garanzie
personali ai loro presentatori?

Sono poche domande, una risposta permetterebbe di capire con
quali modalità e in che misura il sistema bancario regionale si
stia muovendo a favore del nostro territorio.

***

(ACON) Trieste, 17 apr – COM/AB – “Abbiamo presentato una
proposta di legge per abbattere i tempi della burocrazia nel
settembre 2010. Definisce tempi rapidi e certi per le pratiche,
con l’indicazione perentoria della data di inizio e di
conclusione del procedimento. Prevede sanzioni per gli uffici che
non rispettino le consegne. Delinea indennizzi fino a mille euro
per i cittadini, in caso di mancata osservanza dei tempi da parte
degli uffici. È una norma completa, esaustiva, preziosa. Però si
è incagliata in Commissione. Chi la rallenta? Un consigliere del
Pdl”.

Mara Piccin, consigliere regionale della Lega Nord, si dice
“sorpresa dal blitz del collega del Pdl Roberto Marin, che
intende presentare una proposta di legge identica alla nostra.
Saremo felici di accogliere eventuali suggerimenti e migliorie,
ma non sentiamo proprio il bisogno di discutere due norme
praticamente identiche”.

Secondo Piccin “forse l’aria di primavera può spingere qualcuno a
uscire dal torpore, ma che senso ha appellarsi al taglio della
burocrazia, se poi si preparano leggi in fotocopia che ingolfano
la macchina amministrativa? Ben vengano ulteriori spunti per
approfondire e perfezionare, ma serve la volontà di mettere al
più presto in calendario la discussione della proposta di legge”.

Piccin ricorda che “la nostra legge fissa dei limiti molto
restrittivi per espletare le pratiche, con un termine generale di
30 giorni che può essere prorogato solo in caso di adozione di
uno specifico regolamento. La Regione dovrà quindi, con legge o
regolamento, confermare o rideterminare, con specifica
motivazione, tutti i termini di conclusione dei procedimenti
amministrativi superiori ai trenta giorni previsti
rispettivamente da leggi o regolamenti regionali”,

Fin qui i tempi. E se qualcuno non ottempera ai suoi doveri?
“Introduciamo – spiega infine – le responsabilità dirigenziali,
che dovranno rispondere per le loro manchevolezze. Ma il
cittadino penalizzato percepirà un indennizzo fino a mille euro
per il disagio. Così, chi subisce un disservizio viene almeno
risarcito”.

***

(ACON) Trieste, 17 apr – COM/AB – “Il Comune e la Provincia di
Udine continueranno a restare all’interno della nuova Società
consortile che verrà a crearsi a seguito della trasformazione del
Consorzio Friuli Innovazione. A questi enti si aggiungeranno
anche la presenza della Regione attraverso Friulia Holding Bic
incubatori che subentreranno nelle quote detenute da Agemont e
Mediocredito non appena il Consorzio si trasformerà in Spa e del
Polo Tecnologico di Pordenone che prenderà parte delle quote
dell’Università di Udine”.

Lo ha reso noto il consigliere regionale del Pdl Alessandro
Colautti che ha presentato sia un emendamento, accolto, con il
capogruppo Daniele Galasso alla legge sulle Società partecipate,
sia un ordine del giorno anche questo accolto dalla Giunta
regionale.

“Siamo riusciti – spiega Colautti – a superare una situazione di
stallo relativa alla ventilata impossibilità di Comune e
Provincia di restare all’interno della compagine societaria a
seguito della trasformazione del Consorzio Friuli Innovazione in
Società Consortile. Con l’emendamento – Al fine di sostenere la
ricerca scientifica, tecnologica e l’incubazione e sviluppo di
imprese innovative e la partecipazione degli Enti locali del FVG
in società che svolgano dette attività o in soggetti gestori di
parchi scientifici tecnologici, senza fini di lucro, è
considerata di preminente interesse pubblico e pertanto rientra
nelle finalità istituzionali di detti enti – abbiamo superato
questo impasse in virtù della nostra competenza legislativa
esclusiva in materia”.

“Considerata l’importanza che riveste il sistema regionale dei
Centri per l’innovazione nella creazione di una diffusa cultura
d’impresa, e la rinnovata volontà politica dell’Amministrazione
regionale di sostenere e verificare l’attività di tali Centri, si
è ritenuto – continua Colautti – di assicurare la presenza della
Regione nel sistema dei Centri attraverso Friulia Bic incubatori
che subentreranno nelle quote del Consorzio detenute da Agemont e
Mediocredito”.

“Con l’ordine del giorno – precisa Colautti – siamo andati oltre:
attraverso la disponibilità dell’Università di Udine di cedere
parte della sua partecipazione, entrerà nella società consortile
il Polo Tecnologico di Pordenone e finalmente i Centri per
l’innovazione si metteranno in rete e superando una condizione
localistica, per raggiungere quella massa critica sufficiente a
dare una risposta adeguata alla creazione di una nuova
imprenditoria innovativa”.

***

(ACON) Trieste, 17 apr – COM/MPB – Il capogruppo dell’Italia
dei Valori in Consiglio regionale Alessandro Corazza ha
presentato un’interrogazione alla Giunta sulla vicenda
riguardante l’iniziativa “Alvei Puliti” promossa dalla Regione
Friuli Venezia Giulia, trasformatasi in uno scempio ambientale
soprattutto in Val Rosandra (Trieste).

L’interrogazione (peraltro già depositata all’indomani degli
accadimenti ma, non avendo ancora trovato risposta in Aula, è
stata quindi riproposta) riguarda la prima fase dell’intervento
regionale di prevenzione “Alvei puliti 2012″ che ha avuto luogo
durante il fine settimana del 24 e 25 Marzo scorso a opera della
Protezione civile della Regione e che ha riguardato diversi
fiumi, tra cui tratti del torrente Rosandra. Alcuni cittadini
nonchè esperti ambientali hanno denunciato proprio in questa zona
veri e propri “scempi ambientali”, quali abbattimenti di alberi
vecchi almeno quarant’anni e con modalità di taglio discutibili,
con la conseguenza di ridurre la foresta a galleria ripariale che
garantiva ombreggiamento e ossigenazione alla fauna che vi
viveva, compromettendo la nidificazione di diverse specie di
uccelli, nonchè danneggiando irreparabilmente i siti riproduttivi
degli anfibi.

“Vogliamo sapere dall’assessore all’ambiente Luca Ciriani -
spiega Corazza – in che modo risponde sotto il profilo politico a
tale azione irresponsabile effettuata in evidente assenza di
un’opportuna regia e controllo, e che ha compromesso l’habitat
naturale e la fauna della zona”.

Corazza pone l’accento anche su un’altra questione a cui la
Giunta è chiamata a rispondere. “Perchè – chiede il consigliere -
per un intervento che dovrebbe essere di manutenzione ordinaria
si è fatto invece ricorso alla Protezione civile, con uno
straordinario dispiegamento di mezzi e forze? (Si parla di più di
200 volontari soltanto in Val Rosandra, che hanno dato la propria
disponibilità in buona fede).

“Inoltre – aggiunge Corazza – pare che non sia stata neppure
svolta la dovuta valutazione di incidenza, prescritta dalle norme
europee, sull’intervento nei siti di importanza comunitaria e
nelle zone di protezione speciale in modo da valutare
preventivamente gli eventuali rischi per l’ambiente e la fauna
locale.

“Non vorrei – conclude Corazza – che tutta questa situazione
fosse solo il riprovevole risultato di un’operazione di facciata
a danno del territorio per la quale l’assessore dovrà prendersi
le sue responsabilità, fino in fondo, venendo in Aula e
rispondere”.

***

Trieste, 17 apr – Il governatore del Friuli Venezia Giulia,
Renzo Tondo, ha ricevuto oggi a Trieste Adriano De Maio, dallo
scorso febbraio presidente di Area Science Park in sostituzione
di Corrado Clini, chiamato al ruolo di ministro dell’Ambiente.

Tondo ha evidenziato l’opportunità di una riorganizzazione del
sistema della ricerca e ciò sia ai fini di un miglioramento della
sua efficacia per lo sviluppo del nostro territorio, quanto per
il fatto “che ormai non siamo più nelle condizioni di sprecare
alcuna risorsa”, come ha sottolineato a sua volta l’assessore
all’Università e Ricerca Roberto Molinaro, presente al colloquio
assieme al direttore generale di Area, Enzo Moi.

De Maio ha parlato del proliferare delle istituzioni che fanno
ricerca in Italia e, pur affermando che “ricerca ed innovazione
sono uno degli elementi portanti dello sviluppo”, ha anche
spiegato quanto sia importante il consolidamento delle strutture
di punta, tra cui spicca Area Science Park.

In quest’ottica il nuovo presidente si è già mosso per dare al
Parco scientifico di Padriciano nuova visibilità ed un nuovo
ruolo sia a livello nazionale che estero, ed ha chiesto a Tondo
di affiancarlo nell’azione di lobby da portare avanti a questo
scopo anche in previsione del prossimo Piano nazionale per la
Ricerca.

Ricordando che innovazione, internazionalizzazione ed
infrastrutture sono stati i tre pilastri del suo programma
elettorale, il presidente ha dichiarato di apprezzare l’approccio
di De Maio nella gestione del nuovo mandato e la sua apertura nel
confronto con le istituzioni.

“Se l’invito a nuove strategie ed alla razionalizzazione viene da
una persona della sua esperienza e con le sue relazioni non
possiamo che condividere questo percorso” ha osservato il
presidente, mentre Molinaro ricordava che il Friuli Venezia
Giulia è da tempo in sintonia con la visione di De Maio
sull’importanza dell’innovazione in tutti i settori.

“Il nostro è un territorio piccolo – ha detto Tondo – e deve
darsi qualche elemento in più per essere competitivo in Italia e
nel mondo, un obiettivo per cui è importante il capitale privato.

Una realtà di cui sono perfettamente consapevoli le imprese, ha
notato il governatore, ricordando che partecipano ai bandi della
Regione pur sapendo che si faranno carico della maggior parte
della spesa.

***

Milano, 17 apr – Anche quest’anno sono numerose le aziende del
Friuli Venezia Giulia presenti al Salone del Mobile di Milano e
la loro partecipazione parla, nel complesso, di una realtà
imprenditoriale in grado di rispondere piuttosto bene all’onda
lunga della crisi.

Lo conferma l’assessore regionale alle Attività produttive
Federica Seganti, che questa mattina ha voluto essere al fianco
degli operatori dei settori della sedia e del mobile nel giorno
di apertura della rassegna.

“Sono circa 120 le aziende del Friuli Venezia Giulia in fiera con
più marchi e distribuite in diversi stand, un riassetto rispetto
l’anno scorso, quando erano singolarmente più numerose, che
conferma una maggiore propensione all’aggregazione” rileva
l’assessore, notando che la fotografia che se ne ricava è di un
buon stato di salute dei due settori.

“Proposte nuove, nuovi prodotti e materiali innovativi”
caratterizzano, secondo Seganti, la proposta delle aziende
presenti ad una rassegna che, dopo quelle di Colonia e Parigi, è
la più importante d’Europa.

Una vetrina internazionale di tutto rispetto per gli imprenditori
della nostra regione ed in particolare per quelli che confermano
come a far da traino al loro lavoro sia essenzialmente l’export.

“Tutti esportano dall’85 per cento in su del loro prodotto -
dichiara infatti Seganti – perché il mercato nazionale è in
contrazione”.

Il quadro complessivo che se ne ricava attesta una generale
propensione alla crescita, con aziende che già nel 2010
registravano un incremento rispetto al 2009, per migliorare
ancora produttività e vendite nel 2011.

“Ed è la situazione peggiore – spiega l’assessore – perché a
Milano sono presenti anche imprese che hanno incrementato le
vendite dell’8 – 10 per cento nel 2010 per fare ancor meglio lo
scorso anno”.

Secondo Federica Seganti, che oggi ha potuto valutare di persona
sia l’affluenza ai vari stand che i passi fatti dalle imprese per
guadagnare posizioni sui mercati, il loro è un successo frutto di
un impegno costante, in cui “fa la differenza la capacità di
saper proporre il prodotto giusto al momento giusto sempre in
un’ottica di qualità e di innovazione”.

***

(ACON) Trieste, 17 apr – AB – Il Consiglio regionale ha
approvato anche gli articoli dal 4 al 7 della legge sulla
partecipazione della Regione a società di capitali, con
emendamenti prevalentemente tecnici. Il 4 interessa la
costituzione delle società e la partecipazione, il 5 la
dismissione dalle partecipazioni, il 6 la scelta dei soci e il 7
l’esercizio delle prerogative di socio nelle varie società.

***

(ACON) Trieste, 17 apr – AB – L’Aula ha svolto il dibattito -
ma non le repliche e il voto – sull’articolo 8 della legge sulla
partecipazione della Regione a società di capitali, norma che
riguarda i compensi degli organi societari. Ha quindi chiuso i
lavori, che riprenderanno domani alle 10.00 con al primo punto
all’ordine del giorno il Question Time.

***

(ACON) Trieste, 17 apr – COM/MPB – Il consigliere regionale
Piero Camber (Pdl) esprime soddisfazione per la cancellazione
della parte statale dell’IMU sugli alloggi Ater e considera
lungimirante la posizione assunta dalla Regione.

“La notizia che il Governo ha cancellato la quota IMU destinata
allo Stato sugli alloggi Ater induce a un doveroso ringraziamento
ai deputati e senatori del FVG che, con il loro pressing, hanno
indotto l’Esecutivo a far proprio un principio già concretizzato
dal Legislatore regionale – dichiara Camber.

“Con la legge regionale 3/2012 – fa notare il consigliere – e con
l’emendamento che ho presentato al comma 14 dell’art.5, in Friuli
Venezia Giulia si è infatti stabilito che gli alloggi assegnati
all’edilizia residenziale pubblica siano da considerarsi, a tutti
gli effetti, come unità immobiliari e relative pertinenze adibite
ad abitazione principale.

“L’aliquota IMU quindi applicata dall’Ente comunale triestino
doveva essere quella del 3,8 per mille. Proprio come stabilito
ora nella Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

“Qualche volta la lungimiranza può essere contagiosa – commenta
Camber -. E fa risparmiare, per la sola Trieste, oltre 3 milioni
di soldi pubblici destinati a chi ne ha maggiormente bisogno”.

***

(ACON) Trieste, 17 apr – COM/MPB – “Come era purtroppo
prevedibile, l’Aula ha approvato una disciplina delle nomine
negli organi esecutivi delle società partecipate che conferisce
il potere di nomina in via esclusiva e su base fiduciaria al
presidente della Regione. Prendiamo atto dunque che neppure in
una fase così delicata della vita politica del Paese e della
nostra Regione si vuol comprendere la necessità di tenere
separate politica e amministrazione”.

A dirlo sono gli esponenti del Gruppo Cittadini-Libertà Civica in
Consiglio regionale, che sottolineano come tale “separazione sia
tanto più importante nei confronti delle società partecipate e
che sarebbe stata garantita da un nuova procedura di nomina degli
amministratori centrata sul ruolo di filtro della costituenda
Autorità di garanzia indipendente. Autorità alla quale sarebbero
stati affidati i compiti di esaminare i curricula e predisporre
l’elenco dei candidati idonei.

“Oltre al voto contrario del Pdl e di altri consiglieri di
maggioranza, si è manifestata la netta avversità alla nostra
proposta del Partito Democratico – fanno notare gli esponenti dei
Cittadini.

“Alle obiezioni sollevate in particolare da parte del capogruppo
del Partito Democratico Gianfranco Moretton, secondo il quale la
nostra proposta sarebbe vecchia, inutilmente complicata e
costosa, ci sentiamo in dovere di replicare che di costoso c’è
evidentemente solo la rinuncia a nominare, quando è il proprio
turno, secondo logiche, quelle sì, vecchie e che nulla hanno a
che fare con merito, competenza e trasparenza”.

***

Udine, 18 apr – Un lungo lavoro compiuto tra il 2005 e il 2009
che si sostanzia in un “Quaderno” con più di 266 mila opere
catalogate in regione sarà al centro della giornata dedicata alla
14ma edizione della “Settimana della cultura”.

L’assessore regionale alla Cultura Elio De Anna e il direttore
regionale per i Beni Culturali e paesaggistici Giangiacomo
Martins terranno venerdì 20 aprile alle 11 a Udine nella sede
della Regione, sala Pasolini, un incontro dedicato ai progetti
per lo sviluppo della conoscenza in rete dei Beni Culturali del
Friuli Venezia Giulia.

Oltre al quaderno dedicato alle attività di catalogazione
partecipata, in quell’occasione verrà anche illustrato il
protocollo d’intesa tra il Ministero per i Beni culturali e la
Regione Friuli Venezia Giulia.

Nell’opera di censimento – consultabile anche on line
all’indirizzo www.sirpac-fvg.org – sono inseriti 86 progetti di
catalogazione compiuti in tutto il territorio regionale tra il
2005 e il 2009. Tra i beni presi in considerazione figurano
reperti archeologici, opere di pittura e scultura, fotografie
collegate alle esperienze dell’emigrazione, audiovisivi
conservati nelle mediateche, fino alle multiformi espressioni
degli artisti contemporanei. Fanno parte del grande catalogo
anche i beni della cultura materiale: oggetti tradizionali,
manufatti in legno, arnesi dei vecchi mestieri presenti nei musei
e nelle raccolte locali, spesso collegati a interviste che
rievocano saperi e abilità di chi li ha utilizzati e prodotti.

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