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Finanziaria regionale, monta la protesta dei sindaci

GIOVEDÌ, 12 NOVEMBRE 2009

 

Pagina 10 – Regione

 

FINANZIARIA ALL’ESAME DELLE AUTONOMIE. OGGI L’APPROVAZIONE DEFINITIVA IN GIUNTA

 

Tagli ai Comuni, la protesta dei sindaci

 

Bolzonello: «Mancano 104 milioni». Gherghetta: «Inaccettabile». Salta l’intesa

 

TRIESTE Federica Seganti afferma che i tagli agli enti locali sono del 5,3%. Ma per Sergio Bolzonello, Furio Honsell ed Enrico Gherghetta ribattono che quei tagli, contenuti nella Finanziaria 2010, sono ben più consistenti e arrivano a toccare il 18%. La manovra regionale, che pareggia a 4,3 miliardi di euro e sarà oggi definitivamente approvata in giunta, arriva in Consiglio delle Autonomie Locali. Ma non supera l’esame e non ottiene l’intesa: ci sono solo 19 votanti e i 10 favorevoli non bastano per raggiungere la maggioranza richiesta, a fronte di 7 contrari e 2 astenuti.

Seganti illustra il provvedimento e parla di 450 milioni di trasferimenti con un taglio di 36 milioni, rispetto all’anno passato, pari al 7,2%. «Grazie all’assorbimento del fondo investimenti straordinari nel 2010, rimane invariato il fondo ordinario, l’incentivazione ai servizi associati, la copertura del comparto e restano sostanzialmente invariati gli oneri per vari rimborsi del personale dei Comuni. Va sottolineato – aggiunge l’assessore – che il sistema delle autonomie ha ricevuto un’assegnazione straordinaria pari a 10 milioni di euro nell’assestamento di bilancio 2009 per cui, in sintesi, la riduzione dei trasferimenti si attesta al 5,3%». Ma i sindaci di Pordenone e Udine e il presidente della Provincia di Gorizia hanno fatto conti diversi. «Ci sono 104 milioni in meno per il 2010 – afferma Bolzonello – con un taglio del 18%. Ci vengono chiesti tagli strutturali ma, a fronte di questi sacrifici, quali riforme strutturali la Regione propone nell’immediato?». I tagli sono inaccettabili per Honsell che non vede riconosciute le funzioni sociali dei Comuni mentre Gherghetta chiede la copertura per i centri per l’impiego e il riconoscimento (oltre 5 milioni di euro) dei diritti di motorizzazione incassati dal ministero.

Gli enti locali ottengono comunque qualche rassicurazione come l’eliminazione del conguaglio che, a fronte di entrate ridotte, sarà sicuramente negativo e che, spiega il presidente del Consiglio delle Autonomie Attilio Vuga «avrebbe pesato come un macigno sulle spalle dei Comuni», per un cifra attorno ai 40 milioni di euro.

L’assessore Sandra Savino apre anche alla possibilità, chiesta in particolare dal sindaco di Gorizia Ettore Romoli, di utilizzare l’avanzo di amministrazione per le spese correnti e non solo, come previsto attualmente, per quelle di investimento. Infine verrà valutata la possibilità di un trasferirmento straordinario, in assestamento di bilancio, per finanziare le varie situazioni di criticità segnalate dalle autonomie, in primis la copertura dei costi del comparto unico (35 milioni) e quelli per le funzioni trasferite che impattano soprattutto i bilanci provinciali, per un ammontare attorno ai 20 milioni. L’Anci, che ieri ha riunito il comitato esecutivo, parla di «sforzo della Regione che ha recuperato risorse importanti per gli enti locali rispetto al taglio iniziale dei trasferimenti che superava il 18%». «Ma non possiamo non nascondere – afferma il presidente Gianfranco Pizzolitto – che si parla di almeno 40 milioni di euro che non entreranno nella casse dei Comuni». Per il consigliere regionale del Pd, Franco Iacop, la mancata intesa denota «l’incapacità di questa giunta di costruire una vera collaborazione con il sistema delle autonomie locali».

Roberto Urizio

 

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