Giganteschi Ray Manzarek e Robbie Krieger of the Doors (Grado, 10 luglio 2011)
C’era grande attesa dopo l’esordio pistoiese, caratterizzato da un entusiasmo incredibile. I due Doors, Ray Manzarek e Robbie Krieger, avevano infatti suonato il 9 luglio all’insegna di un’euforia smodata del pubblico e più di qualche pecca organizzativa. Addirittura con l’esigenza di interrompere più volte il concerto in quanto le transenne contenitive erano state divelte.
A Grado l’organizzazione è stata decisamente migliore, anche se logisticamente non si è potuto non avvertire il disagio di stare in piedi, accalcati, nell’afa più totale. Ma non siamo certamente noi a decidere quali concerti siano ritenuti ‘posati’, con pubblico ordinatamente seduto in poltroncine,
alcune delle quali pure numerate, ed altri no.
Un esempio: il nostrano Zucchero, in molti dei suoi brani, è ‘ruggente’ al pari di quei monumenti rappresentati dai Doors, eppure a Villa Manin tutto si è svolto il 7 luglio in maniera estremamente ordinata, con pubblico comodamente seduto.
Ma veniamo al ritorno dei nostri eroi, preceduti da una intro dei Carmina Burana, utilizzata l’altr’anno anche da Alice Cooper, altra leggenda del rock.
Manzarek e Krieger suonano come se la carta d’identità non esistesse. Più tonico il tastierista, mentre Robbie ha ormai l’aspetto di un simpatico vecchietto pelle e ossa ma capace di cavare suoni indescrivibili dalla sua chitarra. Per Ray le primavere sono 72, per Robbie ‘appena’ 65, ma il tempo è stato davvero maggiormente generoso per il primo. I nostri si presentano accompagnati dal cantante Dave Brock, preso di peso da una delle tante cover band dei Doors, i Wild Child.
La somiglianza con il compianto Jim Morrison c’è, soprattutto nella timbrica vocale, anche se l’impianto di amplificazione non si dimostra talvolta adeguato e il cantante finisce sopraffatto dal volume sonoro degli strumenti. Ad ogni buon conto, un gran bel vedere, anche se c’è da stropicciarsi gli occhi nel vedere i Doors vecchi e Jim ancora… giovane.
Completano la band Ty Dennis (batteria) e Phil Chen (basso).
Si comincia alle 22, con una buona mezz’ora di ritardo, ma il pubblico non resterà deluso. Ray e Robbie suoneranno per un’ora e tre quarti filate, compreso l’unico bis Light My Fire e nonostante una scaletta piuttosto accorciata rispetto a quella proposta alla stampa.
Adrenalina pura sin già dalle prime note e in tutti (molti trentenni tra il pubblico) c’è la consapevolezza che questi, ai loro tempi, fossero almeno 30 anni avanti.
Dalle note trasuda psichedelia pura e i collegamenti con altri gruppi storici tornano alla mente. Su tutto, in ogni caso, l’unicità della melodica dei Doors, davvero una pagina musicale da leggere e rileggere all’infinito.
Non sono mancate Roadhouse Blues, Break On Through, Strange Days, una infinita versione di When The Music’s Over, Peace Frog, Blue Sunday, Love Me Two Times, Alabama, Touch Me. Peccato per la mancata esecuzione di Riders Of The Storm e The End, quest’ultima nemmeno prevista in scaletta.
(Ray Manzarek and Robbie Krieger of The Doors, Grado, Diga Nazario Sauro, domenica 10 luglio 2011), org. Azalea
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bianca, volevi forse dire, imperdibile! O sbaglio?
non sono stata al concerto di grado ma a quello di pistoia:
SPERO TANTO LI INVITINO DI NUOVO DA QUALCHE PARTE IN QUESTA VECCHISSIMA EUROPA. CI SONO VOLUTI 40 ANNI PER SENTIRLI DAL VIVO!
IMPERDONABILE