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Nuova moda in Russia: è la “caccia al pirata” somalo (di Massimiliano Ferraro)

Nuova moda in Russa: è la “caccia al pirata” somalo
di
Massimiliano Ferraro

Tempi duri per i pirati somali. Dopo anni di scorribande impunite ai danni delle navi mercantili di passaggio nei mari del Corno d’Africa, i moderni corsari si trovano ora ad essere nel mirino di tremendi nemici: i russi.
In seguito a vari tentativi di assalto alle navi di proprietà di compagnie russe, la Marina Militare di Mosca ha deciso di passare alle maniere forti, abbandonando in mare aperto alcuni pirati fatti prigionieri. E’ ciò che è accaduto poco più di una settimana fa, quando le forze speciali presenti sull’ anti-sommergibile Maresciallo Šapošnikov sono intervenute per liberare una petroliera russa in navigazione verso la Cina. Oltre cinquanta milioni il valore della nave, zero quello dato invece alle vite dei dieci pirati somali, rei di aver provato ad impossessarsi della petroliera per poi chiedere un riscatto.
“Non avevamo ordine di ucciderli né di portarli sulla terra ferma, così li abbiamo lasciati andare…”, ha dichiarato il comandante della Šapošnikov. Frase che, tradotta nella dura legge di quei mari, significa una condanna a morte pressoché certa. Abbandonati al loro destino tra le onde su una piccola barca, senza viveri né strumenti di navigazione, i dieci uomini sono morti di stenti.
Il fatto, che ha suscitato molto scalpore a causa del mancato rispetto dei più elementari diritti umani, è sembrata una pronta risposta al malumore espresso non molto tempo da Dimitri Medvedev. “Quando li prendiamo non si capisce cosa si deve fare”, aveva detto il capo del Cremlino, lamentando la totale mancanza di accordi internazionali sulla piaga della pirateria lungo le coste somale. Un vuoto legislativo che in passato ha permesso ai somali catturati dopo aver tentato l’attacco ad un cargo di passaggio, di non scontare nemmeno un giorno di galera. Di fronte all’impossibilità di trovare un tribunale africano o asiatico disposto a giudicarli seriamente, il più delle volte venivano semplicemente liberati nel primo porto d’attracco.
Solo gli Stati Uniti hanno recentemente provato a trasferire in patria un pirata per metterlo sotto processo davanti ad una corte americana. Ma si tratta di una linea condotta troppo costosa per la Russia, da sempre abituata ad usare con i criminali metodi ben più sbrigativi. “Si potrebbe fare come nel Medioevo, quando si impiccavano”, aveva quindi scherzato Medvedev. Evidentemente però, il comandante dell’anti-sommergibile Šapošnikov non deve aver colto l’ironia ed ha inaugurato un metodo di condanna per i reati di pirateria del tutto nuovo al giorno d’oggi. Un’antica consuetudine marinara diffusa per lo più lungo le rotte caraibiche del settecento e che vedeva l’abbandono in alto mare come alternativa al patibolo.
.“Chiediamo una spiegazione ufficiale dalla Russia in relazione alla morte dei nostri connazionali”, è stata la reazione del governo somalo una volta messo al corrente dell’accaduto. Una voce però decisamente troppo debole per giungere fino al Cremlino, che ha infatti annunciato l’invio di altre tre navi da guerra nella regione.
Ma paradossalmente, le ingenti forze armate dirette nel Corno d’Africa non sono per i pirati l’unico pericolo in arrivo in queste ore dalla Russia. Ci si sono messe anche le agenzie di viaggio, sempre più alla ricerca di divertimenti estremi per soddisfare i capricci dei loro annoiati clienti. Una discutibile offerta turistica rivolta ai supermilionari russi, prevede il soggiorno nelle pericolosissime acque somale per una “spassosa” caccia al pirata.
Secondo il giornale Ananova, la vacanza si svolgerebbe a bordo di uno meraviglioso yacht, dove i villeggianti attenderanno che degli sprovveduti pescatori semi-analfabeti decidano di impossessarsi di quella che a prima vista sembra una facile preda, ma che si rivelerà una vera e propria trappola mortale. Il divertimento starebbe a questo punto nel respingere all’arrembaggio imbracciando fucili mitragliatori e lanciamissili
Basteranno 4 mila euro al giorno e la mancanza di leggi, trasformerà il paradiso dei pirati in un crudele gioco infernale per miliardari.

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