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Safilo, Honsell cerca un lavoro per 110 cassintegrati

RASSEGNA STAMPA

FONTE MESSAGGERO VENETO

VENERDÌ, 21 AGOSTO 2009

Pagina 2 – Udine

 

Il sindaco sta verificando se può impiegarli nei servizi sanitari e nelle scuole. Mercoledì il primo confronto

 

Safilo, Honsell cerca un lavoro ai 110 cassintegrati udinesi

 

di GIACOMINA PELLIZZARI

Il sindaco, Furio Honsell, tende la mano ai cassintegrati Safilo residenti in città. Il primo cittadino sta cercando di coinvolgere anche altri enti per offrire un’occupazione ai 110 operai rimasti senza lavoro dopo la chiusura dello stabilimento di Precenicco e la riduzione dell’attività a Martignacco. Tutti sono stati convocati mercoledì, alle 9, in sala Ajace, assieme ai sindacati e ai tecnici di Provincia e Regione.

 

L’obiettivo è quello di dare una risposta concreta alle famiglie colpite dalla crisi economica attraverso gli strumenti messi a disposizione da Provincia e Regione. Da qui la prevista illustrazione delle bozze di progetto sui lavori socialmente utili che prevedono l’impiego dei cassintegrati in alcuni servizi pubblici.

Ma c’è di più perché in queste ore Honsell sta studiando la normativa per verificare se nei progetti possono essere coinvolti altri enti in grado di offrire opportunità di lavoro concrete ai cassintegrati. Non a caso ha girato il quesito alla Regione. D’intesa con la presidente della casa di riposo “La Quiete” Ines Domenicali, infatti, il sindaco ha chiesto a Trieste se l’Azienda per i servizi alla persona (Asp) può presentare un progetto per i lavori socialmente utili. «L’area degli enti pubblici è ampia – spiega il sindaco – e il Comune di Udine vuole fare da ponte per coinvolgere altre realtà». Tra queste Honsell inserisce pure le scuole che a seguito dei tagli dei bidelli potrebbero aver bisogno dei lavoratori socialmente utili per garantire la sorveglianza degli alunni. La rosa degli enti è ampia va dall’Inps, al Tribunale, dalla Camera di commercio alle carceri.

Una volta valutate le esigenze di manodopera, l’obiettivo resta quello di individuare i percorsi di formazione organizzando corsi specifici in grado di aprire le porte al mercato del lavoro.

Questo è anche l’auspicio delle organizzazioni sindacali che da mesi sollecitano il monitoraggio delle esigenze lavorative in Friuli per mettere a punto un percorso formativo mirato capace di assorbire le 750 maestranze Safilo rimaste senza lavoro. Tra queste, secondo l’autocensimento effettuato dagli stessi operai, 110 risiedono in città. «Quella di mercoledì – avverte Honsell – sarà solo la prima riunione operativa alla quale ne seguiranno sicuramente altre».

La crisi Safilo ha costretto il Friuli a pagare un prezzo molto elevato visto che il gruppo, anche in presenza di una ripresa del mercato, non ha alcuna intenzione di potenziare l’attività produttiva ancora in corso nello stabilimento di Martignacco dove, al momento, lavorano 220 persone. Allo stesso modo, la multinazionale dell’occhiale non ha alcuna intenzione di riaprire lo stabilimento di Precenicco.

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