Grecia e aiuti a fondo perduto (lettere al direttore)
Gentile Direttore,
non so se la mia riflessione possa essere catalogata e archiviata nelle banalità, ma io credo che ogni genere di aiuto a fondo perduto, privato, pubblico o statale, sia un cattivo esempio. Mi riferisco ora alla grave situazione della Grecia. Per negligenze o cattiva gestione di uno Stato, un intero continente sta subendo danni enormi, inquantificabili. Non so fino a che punto sia corretto mettere in ginocchio intere nazioni a causa di una o due. La proposta che ritengo congrua anche se impopolare e contestata è la seguente: l’Europa ti aiuta con miliardi di euro e tu ci dai alcune isole del tuo arcipelago. Con la gestione delle isole, chi sgancia i quattrini potrà rientrare dall’esborso. Idem per il ns mezzogiorno d’Italia. La Cassa del Mezzogiorno ha stanziato dal 1952 qualcosa come 140 miliardi di euro. Qualcuno mi sa dire che fine hanno fatto? Sapete a che punto siamo? Che il Mezzogiorno chiede altro denaro e naturalmente a fondo perduto.
In Europa sta accadendo lo stesso, un fenomeno simile al cane che si morde la coda.
Marco Chierici
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Troppo bella questa lettera sig. Chierici, non intendo essere sarcastico nei suoi confronti, e nemmeno voglio anticipare la risposta del direttore. Credo, in ogni caso, che egli si dirà senz’altro d’accordo con la sua proposta, ad un patto: che, per quanto riguarda il sud Italia, sia di questo tenore, “et maneat semper Amen”.