Calligaris e la sua visione economicistica del mondo della comunicazione: dovremmo parlare inglese e cinese e dimenticare il friulano. Ma perché non presiede l’associazione industriali di Shangai?
12:19 – crisi: fvg; calligaris, no dialetti ma inglese e cinese(ANSA) – TRIESTE, 21 SET – ”Dobbiamo formare i nostri ragazzi per il mondo e dobbiamo insegnare loro l’inglese o il cinese, non parlare di lingue locali o dialetti”: lo ha detto oggi a Trieste il presidente di Confindustria Friuli Venezia Giulia Alessandro Calligaris. ”Quale sara’ – si e’ chiesto Calligaris parlando a un convegno sull’economia del Nord Est – il futuro delle aziende del made in Italy quando le aziende non saranno piu’ competitive con l’intangibilita’ del prodotto? Quale sara’ il valore aggiunto?”. Ecco perche’, secondo il presidente di Confindustria del Friuli Venezia Giulia, ”dobbiamo sapere vendere il nostro prodotto nel mondo, e – ha concluso – formare i nostri ragazzi per il mondo”. (ANSA). YUM-GRT
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Cito testualmente la lettera di un lettore pubblicata dal settimanale locale La Vita Cattolica di Sabato 07 Novembre 2009, perché la ritengo davvero illuminante, su queste questioni, a proposito di FRIULANO e INDUSTRIALI.
«Friulano o inglese? Alternativa stupida.
Le recenti affermazioni di alcuni industriali friulani e non sulla sostanziale inutilità dell’insegnamento del friulano a scuola, visto da essi quale fosse un ostacolo all’insegnamento delle lingue straniere, in particolare dell’inglese, fa tornare di attualità quanto emerso nel convegno internazionale svoltosi l’otto e nove Novembre del 2002 a Udine, e avente per tema «Lingue minoritarie e identità locali come risorse economiche e fattori di sviluppo». Alle pagine 197-205 degli Atti di questo Convegno internazionale, è pubblicata la relazione di Tarcisio Mizzau, all’epoca «Responsabile cultura dell’Associazione industriali di Udine».
A pagina 201 della pubblicazione degli Atti, si può leggere quanto allora affermò Tarcisio Mizzau: «Mi pare giunto il momento di discutere un’obiezione che è circolata, messa in giro da quanti non gradiscono specialmente l’insegnamento del friulano a scuola. Eccola: “Perché studiare il friulano? Meglio l’inglese”. Si noti che lo studio del friulano a scuola viene presentato come generatore di un costo di opportunità, quello della rinuncia all’inglese. Quest’alternativa è un falso, da qualcuno usato in buona fede, per superficialità; da altri in cattiva fede. Nessuno, né la direttiva europea né la legge italiana di tutela delle lingue parlate da comunità ristrette, né atti a livello regionale o amministrativo hanno mai prospettato un’alternativa del genere, peraltro stupida. I nostri ragazzi studiano l’inglese, o altra lingua scelta, assieme al friulano e all’italiano; e probabilmente meglio, conoscendo il funzionamento della grammatica della propria lingua madre».
Consiglio la ristampa degli atti di questo importante convegno internazionale e in particolare la relazione dell’allora «Responsabile per la cultura dell’Associazione degli industriali di Udine», dr. Tarcisio Mizzau, e la consegna della ristampa a tutti gli iscritti, presidente Calligaris incluso.
Remo Brunetti
Cavazzo Carnico»
Personalmente, non ho altro da aggiungere, perché certe strumentalizzazioni politiche sono destinate a sciogliersi come neve al sole.