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Martedì 16 marzo alle 18 in sala Ajace è in programma il convegno dedicato all’inquinamento atmosferico QUALITÀ DELL’ARIA NELLE SCUOLE, AL VIA LA SECONDA FASE DELL’INDAGINE Le nuove analisi condotte dal gruppo di ricerca europeo, che coinvolgono le scuole primarie Zorutti, Mazzini, Girardini e Friz, sono in programma dal 15 al 20 marzo

Con la seconda fase di analisi, in programma la prossima settimana dal 15 al 20 marzo, prosegue l’indagine sul “modello Udine” di studio dell’inquinamento nell’ambito del progetto dell’Unione Europea “Hese Int”. La ricerca, che coinvolge ricercatori di tre paesi europei – Danimarca, Francia e Svezia, con l’Italia rappresentata dai pediatri del servizio di Allergo-Pneumologia dell’università di Udine –, coinvolgerà quattro scuole primarie della città: Zorutti, Mazzini, Girardini e Friz, già oggetto di una prima sessione di analisi effettuate nella prima settimana di marzo. Proprio il servizio di Allergo-Pneumologia dell’ateneo friulano ha superato i restrittivi criteri di ammissione grazie anche alla presenza di un laboratorio di funzionalità respiratoria all’avanguardia in Italia.
“L’Europa ha voluto puntare su questa indagine perché i bambini passano gran parte del loro tempo a scuola – spiega Mario Canciani, consigliere comunale e responsabile del servizio di Allergo-Pneumologia dell’università di Udine – e perché è verificato che le scuole hanno spesso elevati livelli di inquinanti. A differenza delle abitazioni private, infatti, non sono sempre pulite a fondo, la ventilazione non è ottimale e la manutenzione non è sempre fatta a dovere”. Le scelta degli edifici scolastici da inserire nell’indagine è caduta su istituti posizionati in zone diverse, alcune più appartate, altre più vicine a strade trafficate, per avere un quadro generale rappresentativo dello stato di salute delle scuole udinesi.
In ciascun istituto saranno effettuati esami sulla qualità dell’aria e sarà misurata la presenza di inquinanti (polveri sottili e ultrasottili, allergeni, batteri e composti volatili) all’esterno e all’interno dell’edificio. Ai bambini, al personale e ai genitori sarà somministrato un questionario sui sintomi respiratori e sulla presenza di eventuali fattori di rischio familiari o ambientali. Saranno quindi selezionati con sorteggio cinque alunni delle classi quarte e quinte da sottoporre a visite cliniche  e strumentali per verificare la presenza di segni di irritazione da agenti ambientali. I campioni raccolti verranno inviati a due laboratori, in Danimarca e in Svezia, dove sarà effettuato il dosaggio di alcuni marcatori di infiammazione che potrebbero aiutare a identificare l’eventuale presenza di fattori di rischio ambientali. L’obiettivo è  di ottenere dati sulla presenza di allergeni e inquinanti negli ambienti scolastici e valutare l’impatto che possono avere sullo sviluppo di malattie respiratorie.
“In questo modo conosceremo meglio le condizioni ambientali delle scuole frequentate dai nostri bambini – sottolinea Canciani – e potremo anche fornire all’amministrazione comunale e agli altri enti locali degli strumenti pratici per intervenire nelle situazioni più a rischio”. Dell’equipe medica che sta conducendo l’indagine fa parte anche Dan Norback dell’università di Uppsala (Svezia), il più importante ricercatore europeo sull’inquinamento. Proprio Norback sarà protagonista, insieme a Canciani e all’assessore alla Qualità della città Lorenzo Croattini, di un convegno dedicato al tema “Inquinamento atmosferico e malattie – Cosa si sa e cosa si può fare”, in programma martedì 16 marzo alle 18 in sala Ajace. L’incontro, organizzato dal Comune di Udine e dall’associazione Allergie e Pneumopatie Infantili, ha già ricevuto l’adesione di Amici di Beppe Grillo, Bilanci di giustizia, circolo Endas Bioetica, Cordicom, Italia Nostra, Legambiente e Wwf.

Udine, 12 marzo 2010

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