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Incontro a Bibione “L’esodo degli istriani e dalmati dopo la II guerra mondiale e la tragedia delle foibe”

 

Si è svolto a Bibione, in provincia di Venezia, un convegno sull’esodo istriano per l’organizzazione dei Lions Clubs International.

 

 

Più precisamente l’idea è venuta al “Distretto 108 TA2 ” del noto organismo, insieme al Lions Club di Concordia Sagittaria (VE), di Lignano Sabbiadoro (UD) e di San Michele al Tagliamento ’incontro era “L’esodo degli istriani e dalmati dopo la II guerra mondiale e la tragedia delle foibe” e si è tenuto venerdì 25 ottobre 2013, alle ore 20.30, presso la sala congressi del Savoy Beach Hotel di Bibione.

 

La serata è iniziata con un video clip di Simone Cristicchi su “Magazzino 18”. E’ pure un “Musical-civile” con canzoni inedite, che sta riscuotendo un grande successo al teatro Rossetti di Trieste. Cristicchi racconta l’esodo biblico degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, partendo da un luogo “simbolo”: il Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste. Lì ci sono migliaia di masserizie abbandonate. Furono quasi 350 mila le persone che all’indomani del trattato di pace del 1947, abbandonati i propri beni, preferirono avventurarsi verso un’Italia disastrata, affamata e diffidente, piuttosto che restare estranei nella Jugoslavia di Tito, una terra di violenze e soprusi che non riconoscevano più. Questa è una storia ancora poco conosciuta, rimossa, forse perché scomoda.

 

L’evento di Bibione, aperto al pubblico, è stato presentato da Giorgio Gorlato, esule da Dignano d’Istria, che ebbe il padre infoibato. Poi ha parlato l’ingegnere Silvio Cattalini, esule di Zara. Già vice-presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia, Cattalini è lo “storico” presidente provinciale del Comitato di Udine della medesima ANVGD.

 

Il professor Elio Varutti è stato chiamato a parlare del Centro di Smistamento Profughi di Udine e delle attività didattiche organizzate all’Istituto “B. Stringher” del capoluogo friulano su tali temi storici. Varutti, udinese, da bambino giocava con i figli dei profughi istriani e dalmati, dato che la sua famiglia abitava in via delle Fornaci, vicino al Campo Profughi, che fu attivo fino al 1960. E’ autore di un libro sul Campo Profughi di Udine, edito dall’ANVGD nel 2007.

 

Al convegno hanno partecipato alcuni rappresentanti delle famiglie istriane e dalmate insediatesi dal secondo dopoguerra a Bibione, dopo l’esodo. Francesco Tromba, da Rovigno ha raccontato la tragedia della sua famiglia e di suo padre Giuseppe, portato via di sera dai titini nel 1943 e ucciso nella foiba di Vines, come gli raccontarono le persone del posto nel 2007. Fabio Ceppi, da Capodistria, ha riferito degli insediamenti di esuli istriani a Bibione nel 1957, con poderi ed attività agricole, decollate negli anni sessanta. “Go passà due anni al Campo Profughi de Opcina ù non posso”.

 

E’ intervenuto alla serata Gianni Carrer, vice sindaco di San Michele al Tagliamento (VE) e in sala era presente pure Massimo Brini, vice sindaco di Lignano Sabbiadoro (UD).

 

Il convegno è stato organizzato da Fabiano Barbisan, presidente del Lions Club di Concordia Sagittaria, assieme a Paolo Boldrin, presidente del Lions Club di San Michele al Tagliamento

 

 

 

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