Berlusconi, flop di audience a Porta a porta
RASSEGNA STAMPA
FONTE IL PICCOLO
GIOVEDÌ, 17 SETTEMBRE 2009
Pagina 2 – Attualità
SOTTO ACCUSA IL DIRETTORE GENERALE DOPO LO SLITTAMENTO DI BALLARÒ
Rai, flop per il premier a Porta a Porta
La fiction di Garko su Canale 5 fa il doppio di audience di Vespa
ROMA Gabriel Garko batte Silvio Berlusconi. «L’onore e il rispetto», la fiction in onda su Canale 5 in concorrenza con Porta a Porta, umilia la performance televisiva del premier, ottenendo il 22,61% di share, pari a cinque milioni settecentocinquantamila telespettatori, contro il 13,47%, pari a 3miliioni 219mila telespettatori, di Raiuno. «Un flop clamoroso, forse il peggior risultato di Raiuno nell’anno», commenta Giorgio Van Stratten, consigliere Rai di minoranza che giudica la scelta del direttore generale di spostare Vespa in prima serata e cancellare Ballarò «non solo inaccettabile sotto il profilo del pluralismo ma anche completamente sbagliata rispetto agli interessi dell’azienda».
E proprio il direttore generale dovrà ora dare spiegazioni sulla contestata puntata con il premier in commissione di Vigilanza, martedì prossimo. La proposta di ascoltare Mauro Masi, Bruno Vespa e Giovanni Floris, il giornalista censurato, è stata avanzata da Fabrizio Morri, il capogruppo del Pd in commissione e subito accetta da Sergio Zavoli, il presidente. Anche Pdl e Lega hanno votato a favore ma a patto che la riunione della bicamerale non sia trasformata in un processo al dg e che vengano affrontati anche altri temi come le nomine di Tg3 e Raitre e il piano industriale dell’azienda.
«Chi si assume adesso la responsabilità dei mancati ricavi, circa 500mila euro, dovuti alla disdetta di importanti inserzionisti che avevano acquistato gli spot all’interno di Tutti pazzi per la tele e Ballarò e che non hanno acettato il cambio con Porta a Porta e il film La caduta?», chiede Nino Rizzo Nervo, altro consigliere Rai di opposizione. Per Rizzo Nervo la puntata di Porta a Porta lascia irrisolti alcuni interrogativi. «La trasmissione era stata presentata come una doverosa scelta del servizio pubblico di fronte a una tragedia come quella del terremoto in Abruzzo, chi l’ha vista ha potuto constatare che si è trattato di un tentativo di propaganda senza contraddittorio su tutti i temi dell’attualità politica. Allora chi ha offerto quello spazio sconvolgendo i palinsesti di due canali? Il direttore di rete? Il conduttore della trasmissione? Il direttore generale? Credo vada fatta chiarezza» aggiunge Rizzo Nervo.
A Berlusconi che aveva attaccato i giornalisti della Rai, replica Paolo Garimberti. «In tutte le democrazia occidentali le tv pubbliche sovvenzionate dal canone criticano governi, coalizioni partiti e singoli politici senza che nessuno gridi allo scandalo», ricorda il presidente della Rai.
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