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Valanghe. Troppe morti in montagna, ecco alcuni consigli. Dopo 15 minuti sotto la neve si è spacciati.

07-FEB-10 19:38

VALANGHE: SICURI IN MONTAGNA, CONSIGLI SOCCORSO ALPINO/ANSA

PROBABILITA’ SOPRAVVIVENZA RIDOTTE AL 30% DOPO 15 MIN SOTTO NEVE (ANSA) – ROMA, 7 FEB – “Mai osare troppo”. Tra i tanticonsigli per evitare che un’escursione in montagna si trasformiin una tragedia, come è avvenuto in questo week end con seimorti sulle Alpi, basterebbe rispettare questo sempliceconsiglio che il vicepresidente del Corpo nazionale del soccorsoalpino e speleologico Valerio Zani ripete ogni volta. Perché lamontagna, come spiega spesso Andrea Salmeri, direttore delcentro di addestramento alpino della polizia di Moena, “vaavvicinata prendendo tutte le precauzioni”. Ma quali sono questi accorgimenti che, spesso, fanno ladifferenza tra la vita e la morte?. Innanzitutto, lapreparazione psico-fisica: conoscere la montagna, studiare lecondizioni meteo e il percorso che si intende seguire, avere consé gli strumenti indispensabili (segnalatore elettronico Arva,pala da valanga, sonda), rispettare alla lettera i divieti,sapere esattamente come comportarsi in caso di valanghe, chevanno comunque evitate ad ogni costo. Il perché è chiaro:”l’autosoccorso effettuato dal gruppo stesso – dice il SoccorsoAlpino – è l’unica possibilità che, ancora oggi, vieneritenuta la più valida” visto che le statisticheinternazionali dicono chiaramente che la probabiltà disopravvivenza nel caso di seppellimento totale e senza traumiimportanti è del 92% entro 15 minuti, ma cala drasticamente al30% da 16 a 35 minuti. Spesso dunque quando arriva la squadra disoccorso è già tardi. Prima di partire è dunque fondamentale controllare chel’Arva abbia le batterie cariche e che la sonda da autosoccorsofunzioni, prendere alla lettera le indicazioni dei bollettininivo-meteorologici, scegliere in base a ciò la gita da fare.Una volta in montagna, sottolinea il soccorso alpino, ènecessario valutare ogni singolo pendio che si attraversa, anchese si conosce il percorso, ed in caso di sospetto va eseguito untest del manto nevoso. Va da sé che in caso di distacco, ancheminimo, bisogna sospendere l’escursione. “E’ meglio un’amararinuncia – ricordano i grandi alpinisti – ad una dolorosaritirata”. Anche in caso di travolgimento, la preparazione èfondamentale. Per quanto possibile è infatti necessariomantenere la calma e cercare di galleggiare in superficie, anchese in certe condizioni di neve (valanga a lastroni) ètutt’altro che semplice. In sostanza bisognerebbe riuscire anuotare nella neve. Una volta che la valanga si è fermata, sesi ha la fortuna di essere ancora in superficie e coscienti,bisogna valutare le proprie condizioni, controllare ilfunzionamento corretto dell’Arva per dare l’allarme, capire se icompagni sono stati travolti, verificare se si ha tuttal’attrezzatura e, se nel punto in cui si è staccata la valanga,vi siano ancora ipotetici pericoli di distacco.(ANSA).

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