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Una lettera a Matteo Renzi del presidente dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana Diego Navarria

                               Carlino, 16 ottobre 2015

Signor Presidente del Consiglio Matteo Renzi,

Ritenendo di interpretare il sentimento dei Sindaci dei Comuni di lingua friulana, vorrei tanto che, venendo in Friuli, potesse prendere coscienza di trovarsi in una terra in cui vive un popolo, quello friulano, di circa un milione di persone dei quali circa 600 mila parlano la lingua friulana, lingua minoritaria riconosciuta dall’Europa, dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato, come un valore, un diritto ed un’opportunità.

Se la minoranza friulana (che in Regione è maggioranza) è pienamente riconosciuta dalle leggi, non lo è di fatto nella pratica poiché né il Governo da Lei presieduto, né l’Amministrazione regionale mette in atto le azioni necessarie per la sua tutela e valorizzazione, non garantendole nemmeno parità di diritti rispetto ad altre minoranze, come stabilito dalla Costituzione della Repubblica. I campi in cui si è manifestata finora l’azione di minorizzazione della lingua sono molteplici. Possiamo citare gli interventi nella scuola e in genere nella politica linguistica dove le azioni non sono impedite di diritto ma di fatto quasi bloccate da finanziamenti corrispondenti a briciole infinitesimali del bilancio.

Ma vorrei, Presidente Renzi, che si rendesse conto che ultimamente è stata proprio la maggioranza con cui governa che non ha rispettato i diritti dei friulani. Dei tanti, mi riferisco a due soli episodi: la legge elettorale Italicum che vorrebbe dividere in modo arbitrario il popolo friulano, contravvenendo ai diritti delle minoranze riconosciuti anche a livello europeo e la legge di riforma della Rai. La prima lettura del Senato su quest’ultima prevede trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua tedesca e ladina per la Provincia di Bolzano, in lingua ladina per la provincia di Trento, in lingua francese per la Regione Valle d’Aosta e in lingua slovena per la regione Friuli-Venezia Giulia. Come vede non viene presa in considerazione la lingua friulana che gode del medesimo riconoscimento costituzionale delle altre.

Quando in agosto denunciai il vulnus, l’on. Gianna Malisani si impegnò a presentare un emendamento, come puntualmente fece, perché la Camera potesse rimediare. Ora, Presidente Renzi, la doccia fredda: l’onorevole stessa mi scrive che purtroppo in Commissione ha dovuto ritirare l’emendamento per il parere negativo dato dal Governo da Lei presieduto. Perché Presidente questa incomprensibile ostinazione a negare diritti al Friuli? Vorrei sperare non sia per un problema di costi, visto il suo annuncio di tagli di tasse e considerato che l’investimento nell’informazione, nella lingua e nella cultura è portatore di sviluppo.

Apprezzo l’impegno dell’on. Malisani che ha annunciato ora la presentazione di un ordine del giorno per tentare un salvataggio in extremis ma sono convinto che Lei, Presidente, potrà prendere coscienza che qui abita un popolo portatore di valori, di diritti e di riconosciuta capacità di autogoverno, in due casi: o questa “speciale” condizione del Friuli Le viene rappresentata dagli amministratori regionali oppure dovrà essere dimostrata dal popolo friulano.

Diego Navarria

Presidente dell’Assemblea della Comunità Linguista Friulana

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1 Commento

  1. c’è chi scrive al premier Renzi illudendosi di poter trovare in questo governo non eletto qualche sensibilità per la Costituzione, l’autogoverno, l’identità anche linguistica dei nostri popoli …

    portale sulla comunità linguistica friulana: http://www.furlan.eu

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