Sta scoppiando la pace tra Berlusconi e Fini?
Berlusconi e Fini forse vicini ad un accordo di non belligeranza, ad una sorta di armistizio.
Le avvisaglie di questa riappacificazione s’individuano nei seguenti elementi:
1. Slitta a novembre (e non a settembre come si ventilava) la convocazione dei probiviri del Pdl, il collegio che dovrebbe giudicare Bocchino, Granata e Briguglio per le loro dichiarazioni, studiandone la compatibilità con il partito. Si post-data la convocazione, per cercare la mediazione ed una nuova intesa.
2. Il premier avrebbe promesso “stop” al pressing sulla famiglia dei Tulliani: niente retroscena o insinuazioni sull’ascesa economica della compagna di Fini, Elisabetta Tulliani o dei suoi parenti (il fratello in primis, ndr).
Ieri il ministro della Giustizia, Angelino Alfano e l’avvocato del premier, Nicolò Ghedini, si sono dati appuntamento a Palazzo Grazioli, nella residenza romana del Cavaliere. In una stanza vicina a quella del capo del governo, i due hanno cercato una convergenza per modificare le norme già approvate in Senato: il tutto per andare incontro ai finiani e, soprattutto, alle papabili osservazioni che il presidente della Repubblica potrebbe avanzare sul processo breve. Processo breve che dovrà garantire, inoltre, a Silvio Berlusconi un verosimile scudo giudiziario. Secondo i risultati rilevati da Euromedia, i consensi popolari del presidente della Camera Fini starebbero crollando in modo consistente: meno venti punti di share in pochi mesi.
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