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Fratel Coniglietto Renzi, puntata numero due. L’ingresso in campo di un nuovo personaggio, Alberto Felice De Toni. Per tutti Felicione, il Rettorone pasticcione dell’Università degli studi del Friuli o di Udine, come preferite (di Alberto di Caporiacco)

direttoreC’era una volta Fratel Coniglietto Renzi, assediato dalle aquile friulane al Teatro Giovanni da Udine non più tardi di sei giorni fa, sabato 17 ottobre. Pare che Renzie, oltre ad esercitare le sue indubbie qualità trasformiste e acrobatiche (entrando dal retro e uscendo dalle finestre dei bagni), di molto si sia successivamente lamentato con i gestori dell’ordine pubblico.

Pare, insomma, che quella ‘zona rossa’ che doveva tenere lontano i manifestanti – che brandivano cartelli quali “Giù le mani dal Friuli” – fosse effettivamente progettata, ma non abbia funzionato. Fratel Coniglietto ha trovato il coraggio e fatto la voce grossa e al questore di Udine Cracovia altro non è restato se non attrezzarsi in vista di simili episodi.

Infatti, per una singolare vocazione a mettersi nei casini, il Pd (che è poi Renzi) ci riprova e stavolta lo fa in maniera se possibile ancora più sfacciata, ovvero tentando di occupare l’Università del Friuli (o di Udine se preferite) con la sua… Festa cittadina, ammantandola di una parvenza culturale e studiando una parata di onusti di cariche pubbliche a palazzo Garzolini (sede del vecchio Toppo Wasserman, via Gemona 92 per essere precisi).

Lo fa con l’avvallo e beneplacito di Alberto Felice De Toni, meglio noto come Felicione il Rettorone Pasticcione. L’attuale rettore, oltre che un simpatico gioviale gaudente e collezionista di cariche (in passato Agemont e perfino lo abbiamo ritrovato per un periodo quale presidente di Telefriuli), facendosi beffe del Regolamento d’ateneo che vieta la concessione di sale e spazi a partiti politici, ha deciso di infischiarsene di possibili proteste e rimostranze, ‘appaltando’ sostanzialmente l’Università al Pd che la userà per svolgere la sua Festa, seppur ammantata di valenze culturali-istituzionali.

Com’è, come non è, insomma, bandiere e simboli di partito saranno sdoganate all’interno dell’Università che, se mai al suo interno dovesse avere bandiere, queste obbligatoriamente dovrebbero essere autonomiste e friulaniste, in ricordo di una lunga battaglia per l’ottenimento di un sacrosanto diritto per il popolo friulano.

Dicono che Cracovia oggi ce l’avrà dura a tenere lontano dalla zona rossa, dilatata sino a Piazzale Osoppo, aquile friulane e altri manifestanti. La gente, quella friulana, non va mai provocata con manifestazioni di ottusa arroganza. Sia detto a chiare lettere che rifiutiamo ogni tipo di omologazione, sia quella che vuole imporci l’Italietta di Renzi, sia quella che vuole imporci una sorta di partito unico che tutto occupa, cariche e spazi. Diciamo un preciso, fermo e chiaro no.

E al Rettorone pasticcione consigliamo di rassegnare le dimissioni e di andare a gaudere altrove, canticchiando “Gaudeamus igitur, iuvenes nos sumus…”

Alberto di Caporiacco

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