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David Irving a Udine, praticamente blindato

RASSEGNA STAMPA

FONTE MESSAGGERO VENETO

DOMENICA, 13 SETTEMBRE 2009

Pagina 4 – Attualità

 

Irving isolato in albergo, sinistra in piazza

 

Il negazionista a Udine davanti ai fedelissimi: «Ridicolo, non nego l’Olocausto»

 

LA POLEMICA

 

Una settantina di persone ha partecipato all’incontro con lo scrittore Procedure, luoghi e ore sono rimasti top secret fino all’ultimo momento

 

di ANNA BUTTAZZONI

UDINE. Solo, in un angolo della sala che ospiterà la conferenza. Si fa conoscenza di David John Irving, 71 anni, lo storico britannico negazionista, da questa prima immagine. Dopo ore passate a non rivelare dove si trovi e quali siano i suoi spostamenti, si manifesta. Prima incontra i giornalisti, poi i curiosi che ascolteranno le sue tesi. In entrambe le occasioni a colpire è il suo sguardo. Arcigno, pronto a dire la sua verità: «Non ho mai negato l’Olocausto».

L’ufficialità del suo arrivo a Udine, invitato dal circolo di destra “Utinum et Patria” per tenere una conferenza dal titolo “Libertà di pensiero in questa finta democrazia“, era arrivato venerdì sera. Scatenando, come nei giorni in cui la presenza dello storico era solo un’ipotesi, una catena di dure reazioni. Tanto che ieri (come riferiamo nell’articolo a fianco), mentre Irving esplicitava il suo pensiero, a pochi chilometri di distanza, in piazza Giacomo Matteotti, un gruppo di associazioni manifestava contro il suo arrivo. Così come a Tolmezzo, città che era stata immaginata come tappa del suo giro in Friuli.

Già, solo supposizioni. Perchè su tutta la “visita” di Irving a Udine, sono stati fino all’ultimo celati i dettagli, compresi ora e luogo degli appuntamenti. «Non vogliamo creare alcun problema ai cittadini e alle forze dell’ordine e quindi non diffondiamo informazioni per non correre il rischio di manifestazioni», è stata la giustificazione del circolo. Fino alle 15 di ieri, l’unica cosa certa era la presenza di Irving da qualche parte. E, come fatto per chi voleva partecipare alla conferenza, anche per i giornalisti è stato organizzato un punto d’incontro, dal quale poi spostarsi, senza conoscere il luogo d’arrivo. Dal piazzale del Messaggero Veneto in viale Palmanova, quindi, poco prima delle 15, una caravona d’auto, “scortata” da una macchina di esponenti di “Utinum et Patria”, si è spostata verso il luogo dell’incontro, lontano un chilometro scarso, l’hotel Executive di viale Palmanova. Le regole, perchè il circolo le impone, sono chiare: foto e riprese solo durante la conferenza stampa e poi sala proibita a telecamere, macchine fotografiche e telefonini durante l’incontro con il pubblico. D’altronde il presidente del circolo, Alessandro Battistig, lo confessa subito: «I giornalisti non ci piacciono». E a loro, forse antipatici, ma di certo utili se si tratta di far passare un messaggio, vorrebbe far pagare l’ingresso in sala durante la conferenza aperta al pubblico, una settantina di persone, perchè il pubblico paga.

Superata la “prova”, i giornalisti incontrano Irving. Che mette le cose in chiaro: «Per me è difficile, ma non sono antisemita. Non piaccio a molti ebrei ricchi e potenti, perchè mi vedono come un pericolo e una minaccia ai loro interessi. Tanto che, idealmente, hanno cercato di radermi al suolo». E ancora: «Non nego l’Ocalusto, è ridicolo, ma penso venga messo sul mercato come un pacchetto commerciale. Come tutti i pacchetti – sostiene Irving –, tu hai il diritto di aprirlo e di investigare. Non è stato un genocidio e trovo odioso isolare un solo gruppo di persone quando si parla di vittime. I nazisti hanno ucciso gli ebrei – ha continuato Irving –, ma anche noi britannici o gli americani hanno ucciso molte persone durante la Seconda Guerra Mondiale».

Arrestato nel 2005 in Austria con l’accusa di violazione della legge che vieta la ricostituzione del partito nazista, rimasto in carcere per 14 mesi, l’autore del libro “La guerra di Hitler” ha spiegato di aver usato quei mesi per scrivere, 4 mila pagine. E h annunciato che i suoi prossimi libri saranno dedicati a un’autobiografia, alla biografia del capo delle SS Himmler e al terzo volume della biografia di Winston Churchill.

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