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A Bologna manifestazione di riscatto popolare con Berlusconi (intervento di Stefano Cecotti)

La notizia che il presidente Berlusconi sarà a Bologna alla grande manifestazione di riscatto popolare contro le bugie di Renzi e il governo della sinistra trova, noi giovani di FI, entusiasti. Nel Berlusconi che scende in piazza ritroviamo il leader carismatico del ’94, un liberal-conservatore coraggioso e combattivo, il capo della destra italiana, nulla a che vedere con il grigiore democristiano di certi teorici della moderazione ad oltranza, del compromesso elevato a valore.

La piazza di Bologna segnerà la rinascita della coalizione di Centro-Destra trovando unite le tre forze politiche reali (Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia) della nuova destra italiana, reali come consistenza elettorale e come identità politica: il conservatorismo liberale di FI, la destra sociale di FDI e il sano populismo della Lega (vera forza popolare del Nord Italia) gettano a Bologna le basi per una futura coalizione di governo.

Su quali basi? Non certo sul moderatismo insipido degli Alfano (non a caso alleati di Renzi e ormai mera appendice del PD) ma su un progetto che potrebbe richiamare il ’94. Le alleanze sono le stesse FI-Lega-AN nel ’94, FI-Lega-FdI-AN oggi. La spinta rivoluzionaria liberal-conservatrice potrebbe, noi riteniamo dovrebbe, essere la stessa del ’94, anzi, se possibile radicalizzata.

Berlusconi optando per la piazza anti-Renzi di Bologna opera una scelta netta, alternativa allo spirito del Nazareno, rompe con il recente passato di una FI sterilizzata dai tatticismi di Verdini, fa di FI nuovamente un movimento di lotta per una vera rivoluzione liberale in Italia. La mossa del presidente Berlusconi sposta decisamente FI a destra e delinea la futura alleanza con Lega e FDI condannando così l’NCD, di un Alfano completamente succube di Renzi, all’irrilevanza.

FI vive un momento non facile, sarebbe sciocco negarlo, ha perso molti consensi e, almeno dai sondaggi, non è più il primo partito del Centro-Destra. Ciò ci deve interrogare e spronare ad un impegno ancor maggiore sul territorio per riportare gli elettori a FI. E tuttavia FI resta decisiva per le sorti del Centro-Destra, ancor più decisivo il ruolo del presidente Berlusconi. Impensabile una coalizione di Centro-Destra senza il protagonismo di FI e il ruolo primario di Berlusconi. Ciò non significa che Berlusconi debba essere il candidato premier, anzi è probabile (ragioni anagrafiche lo suggeriscono) che non lo sarà, ma certamente Berlusconi ne sarà il regista, il padre nobile, il confederatore. Chi sarà il leader? È ancora presto per dirlo, Salvini ha dalla sua i sondaggi, ma ci sono ancora tante incognite. Si parlò di Marina Berlusconi (e sarebbe un’ottima soluzione), si potrebbe pensare ad un imprenditore, ad un giovane sindaco o governatore dimostratosi capace e brillante; circola l’ipotesi Zaia …

Ma prima che di nomi è necessario parlare di idee, idee politiche per ripensare la cultura di governo della destra in Italia. Ecco perché Bologna è fondamentale. Decisiva la scelta di Berlusconi, scelta che già da sola dice una idea di coalizione e di programma. Scendere in piazza con la Lega di Salvini e gli eredi dell’MSI non è scelta neutrale, è scelta di campo netta e chiara, è scelta di destra. Una coalizione FI-Lega-FDI avrà necessariamente un programma radicale su economia, tasse, sicurezza, immigrazione, etc. La Lega e Fratelli d’Italia hanno le idee molto chiare al riguardo e si sono oramai collocati con precisione nello scacchiere politico europeo indicando nella Le Pen, in Putin e nel premier ungherese Orban (solo per dire tre nomi tra i più noti) gli interlocutori internazionali cui guardare. FI milita nel partito popolare europeo il quale però, ultimamente, ha perso molto del suo tradizionale spirito conservatore cristiano. Di certo Berlusconi non incarna e non ha mai incarnato in Italia lo spirito democristiano ne FI può mettersi al seguito della Merkel, anzi se FI ha perso molti consensi lo deve proprio all’impressione data (prima con segretario Alfano e poi con il Nazareno) di non essere più quella del ’94 ma una nemesi della DC (un centro che guarda a sinistra). Ora questo ruolo, di centro che guarda a sinistra, è stabilmente di Alfano e FI ha ritrovato l’anima liberal-conservatrice.

Nella nascente coalizione con Lega e FDI Berlusconi saprà riportare la centralità politica di FI facendone un soggetto espressione della migliore cultura conservatrice occidentale: è dal ’94 che Berlusconi indica come propri modelli il presidente Reagan e lady Thatcher! Questi devono essere i riferimenti ideali di FI per ritornare ad essere fermento rivoluzionario liberal-conservatore, per fare la Rivoluzione conservatrice in Italia.

Essere in coalizione non significa omogeneizzazione del pensiero, la Lega continuerà ad avere le proprie specificità e così la Meloni. FI dovrà essere soprattutto il partito della gente che produce, che lavora, il partito della libertà, della libertà economica contro leggi e leggine che soffocano l’iniziativa privata, della libertà d’impresa, della libertà in tutti i campi della società civile (scuola, servizi, sanità) contro la pretesa statalista. Libertà educativa per le famiglie, libertà di cura per i malati, libertà d’impresa per chi investe, libertà dall’oppressione fiscale. Ecco un altro campo dove FI potrà dare il meglio di sé, la lotta contro un fisco predatorio e iniquo, contro un’idea di Welfare State che attenta alla proprietà privata. Ripensare il Welfare in senso non statale, ecco un contributo di FI.

Se FI saprà essere forza veramente reaganiana e non democristiana in breve tempo tornerà ad essere la prima forza del Centro-Destra perché riconquisterà le menti e i cuori di quei milioni di cittadini che dal ’94 si riconoscono in Berlusconi. Una FI thatcheriana, assieme a Lega e FDI, sarà il nuovo Centro-Destra vincente per tornare alla guida del Paese. Chi siederà a Palazzo Chigi al posto di Renzi? Marina? Salvini? La Meloni? Un outsider dal mondo dell’impresa? Vedremo.

Intanto partiamo da Bologna per la rinascita della destra di governo in Italia. Noi ci saremo!

Stefano Cecotti

Forza Italia Udine

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