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25 Febbraio 2010: Disastro ambientale ai danni del fiume Lambro

Gentile Direttore,

i peggiori aggettivi  e le più volgari qualifiche andrebbero scrupolosamente cercate sul dizionario italiano per definire i colpevoli del disastro ambientale ai danni del fiume Lambro, e di conseguenza al Po e all’Adriatico, tutti già sufficientemente avvelenati dalla mano dell’uomo. Tonnellate di combustibile, versate volontariamente da uno o più imbecilli, avranno conseguenze disastrose alla flora e alla fauna per centinaia di chilometri. Considero questi gesti tra i peggiori per gravità che un essere umano stupido possa compiere ai danni del pianeta; il nostro unico pianeta. Ma scrivo per lanciare un segnale alla classe politica: rivedere le condanne per questi reati. Un anno fa per disastro ambientale colposo fu inflitta al titolare di una piccola azienda una condanna a un anno e otto mesi. Quel cretino rovesciò sul terreno attorno alla sua azienda migliaia di liquidi altamente tossici.

Chi si rende responsabile di atti simili, solitamente con conseguenze incalcolabili, dovrebbe essere condannato, non ad un anno e otto mesi, ma a cinquant’anni e otto mesi. La condanna non  dovrebbe essere scontata comodamente davanti alla tv di una cella, ma lavorando tutti i giorni per risanare l’ambiente. L’umanità intera deve sapere che i nostri figli ci malediranno per aver lasciato  loro un pianeta terra ridotto ad una fognatura tossica  irrimediabilmente compromessa.

Marco Chierici

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