SFUEI DAL FRIÛL LIBAR

IL GIORNALE DEL FRIULI LIBERO
inBOX - le vostre storie
inBOX - le vostre storie   | Youtube | Facebook | RSS Feed |

Juventus. Felipe Melo, fenomeno o flop?

“Dio mi darà la corazza”

Ma Felipe resta peccatore

Felipe Melo, 26 anni, è stato espulso nel match con il Livorno

Melo, troppi gialli e secondo stop

in 15 giorni. Zac perde un pezzo

importante. E la Juve si è stancata

MASSIMILIANO NEROZZI

TORINO

Come liturgia prescrive, e lui sta studiando da diacono, Felipe Melo dovrebbe andare in pace: invece, ogni santa domenica, o altra serata consacrata al pallone, va alle crociate. Con entrate robuste, previste dal gioco, e a stizza e parole, molto meno contemplate. Contro gli avversari, e passi, il mondo intero, per darsi la carica, e l’arbitro, il che è una tattica piuttosto ottusa e suicida. Domenica, al cospetto del Genoa, avrà ampia facoltà di espressione: il giudice sportivo l’ha infatti spedito in tribuna, per la squalifica, scontata, dopo il cartellino rosso beccato a Livorno. A poco più di metà campionato, la fedina penale è già imbrattata di troppi peccati: due espulsioni e nove ammonizioni, in 18 partite. L’anno scorso, con la Fiorentina, in 29 gare prese tredici gialli e due rossi. Meno male che s’era dato una regolata, e che non era più un attaccabrighe, come aveva confessato l’ottobre scorso.

La squalifica, la seconda in quindici giorni, leva un pezzo importante del centrocampo a Zaccheroni, proprio mentre il nuovo tecnico quel settore cerca di ricomporre. Che poi stavolta l’espulsione sia parsa un po’ frettolosa, o fiscale, è una beffa relativa: il fatto è che, da inizio anno, Felipe è quasi sempre dentro ai capannelli dei bisticci e delle discussioni. Polemizza con il nemico, e più di una volta gli scappa una parola di troppo all’arbitro: e l’essere un giocatore da battaglia, uno che lotta anche dolorante, non autorizza simili atteggiamenti. A suo tempo, Ciro Ferrara gli parlò più di una volta, e così dovrà fare Zac, mentre anche in società si sono stufati di dover fare omaggi all’avversario di turno.

Nel frattempo, mentre il club ha da tempo congelato le interviste lontano dalle partite, il brasiliano se ne infischia e continua a confessarsi con giornali e siti web della madre patria. «Prego e chiedo a Dio di rivestirmi con una corazza celeste – ha detto ieri al sito “Globoesporte” – e so che lui mi sta osservando. Per questo non ho paura. Il timore lo combatto con il lavoro». La blindatura divina gli servirà per sopravvivere all’annata con la Juve e tentare di vincere il Mondiale. «La Coppa del mondo – ha raccontato Melo – è l’apice della carriera di ogni giocatore. Arrivare in Nazionale è il massimo e disputare un Mondiale è tutto ciò che un calciatore può chiedere». Pensiero permanente, ormai: «Io ci penso anche quando dormo, e ovviamente quando sono sveglio. Ma quando dormo e sono sveglio penso anche alla Juve, perché alla fine è questo club che mi dà il pane».

Immaginarsi i tifosi bianconeri commossi per la considerazione dell’amato vessillo. «E poi è molto semplice: se fai bene nel club, ciò ti fa arrivare in Nazionale. Le due cose vanno insieme». Non sarà così, per fortuna del centrocampista: per come ha finora giocato nella Juve, mediamente, il Mondiale dovrebbe vederselo alla tv, o al massimo giocarselo per mancanza di concorrenza. Anche se Felipe esclude qualsiasi tipo di distrazione: non snobba il club, insomma. «Con me questo rischio non esiste. Non sono proprio quel tipo di giocatore, anche se è impossibile non pensare al Mondiale. Ma io prendo molto sul serio il mio impegno con la Juve». Detto che capita a tutti di giocare male, e a lui è successo un po’ troppe volte considerando il prezzo (25 milioni di euro), nel concetto di serietà rientrerebbero diversi concetti: astenersi da falli gratuiti, o quasi, e dal polemizzare con avversari o arbitro. Con maggiore serenità, potrebbe far vedere le notevoli qualità mostrate a ogni uscita con il Brasile, dove da un anno è uno dei pochi insostituibili. Dunga lo innestò a febbraio 2009, nell’amichevole contro l’Italia, e non lo levò mai più. Non gli resta che fare lo stesso con la Juve, e andare in pace.

TRATTO DA GOOGLE NEWS

Print

Chiavi di ricerca: , , ,

Lascia un commento

Nota: i commenti sono sottoposti a moderazione, la pubblicazione potrebbe essere ritardata di qualche ora