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Convegno “Eluana, il passato e la speranza. Musica e parole” a Udine a un anno dalla sua morte

Udine – 7 febbraio 2010: Il 6 febbraio 2009 a Udine veniva avviata la procedura di riduzione dell’alimentazione artificiale a Eluana Englaro. Da lì a tre giorni la donna, in stato vegetativo persistente da 17 anni, sarebbe deceduta per un arresto cardiaco causato dalla disidratazione. A un anno di distanza da quelle dolorose e controverse vicende il gruppo consiliare del Pdl udinese ha organizzato un convegno presso la Sala Paolino d’Aquileia dal titolo “Eluana, il passato e la speranza. Musica e parole” per ricordare ciò che quel caso ha rappresentato a livello politico e sociale e per fare un punto sulla situazione dei circa 2700 casi di persone in stato vegetativo in Italia. Un convegno portato avanti con toni pacati e rilassati, tesi ad evitare la polemica, accompagnati da fotografie e video di Eluana e di casi simili al suo.

L’incontro ha visto la partecipazione di voci differenti, provenienti da esperienze di vita e schieramenti politici diversi, ma uguali nella convinzione che la vita possieda una propria dignità in qualsiasi istante della sua esistenza.

Era presente all’incontro Eugenia Roccella, sottosegretario al Ministero della Salute, attualmente impegnata in una commissione parlamentare preposta alla creazione di un disegno di legge sul testamento biologico che eviti altri “casi Eluana”; la Roccella ha sottolineato come l’autodeterminazione individuale in campo medico abbia, a suo dire, evidenti limiti e non possa essere ritenuta valida quando esprime una volontà di morte, «è fondamentale capire che non si può parlare di libertà individuali quando si parla di suicidio» ha continuato la sottosegretario «è dovere dello stato non rendersi complice di un suicidio».

Posizione non distante da quella del vicepresidente vicario del Pdl al Senato, Gaetano Quagliariello, il quale ha fatto notare come un’eventuale implementazione di un testamento biologico che permetta la sospensione delle cure mediche e dell’alimentazione artificiale in caso di stati vegetativi permanenti o di coma irreversibile ridurrebbe la vita umana a una mera questione burocratica. Quaglierello ha poi evidenziato il fatto che in queste questioni debbano essere eliminati eventuali contrasti e ambiguità legislative tra il diritto alla cura e la dichiarazione di volontà e di come sia di fondamentale importanza l’assistenza alle famiglie degli ammalati.

Assistenza” è stata la parola chiave anche nell’intervento dell’On. PD Emanuela Vaio, da sempre sensibile alle tematiche di quella che lei definisce “fragilità”, ossia tutte quelle circostanze che rendono la persona parzialmente o totalmente incapace di intendere e di volere. La senatrice, portavoce di una legge a tutela delle persone in stato vegetativo, coma o colpite dal morbo d’Alzheimer già approvata da Palazzo Madama, ha dichiarato «lo Stato deve eliminare la logica del “vietato vietare” per questioni sensibili come queste, vanno create delle regole apposite per la tutela delle persone in stato di “fragilità”»,l’On. Vaio ha poi continuato «bisogna procedere alla creazione di uno Stato amico, che sostenga gli ammalati e si renda responsabile dell’assistenza delle famiglie che li accudiscono».

Il convegno è poi proseguito con il toccante intervento dei pordenonesi Loredana e Giancarlo Pivetta, genitori di Alessandro, ragazzo in stato vegetativo anch’egli presente sul palco, che hanno dato una testimonianza di prima mano di come sia difficile, ma appagante, prendersi cura con dedizione assoluta di una persona amata in una condizione così particolare. Una testimonianza simile a quella di Francesco Secci, in collegamento telefonico da Fiumicino, marito di Anita, anch’essa in stato vegetativo persistente in seguito alle complicanze date da un aneurisma cerebrale. Nei loro interventi sono emerse le grandi difficoltà pratiche e le incomprensioni con le istituzioni che si riscontrano in questi casi che pongono l’apparato statale ben lontano dallo “Stato amico” proposto dai politici presenti in sala.

Alla conferenza è infine intervenuto anche Fulvio de Nigris, direttore de “La casa dei risvegli” di Bologna, che ha esaminato la delicatezza della questione degli stati vegetativi persistenti sotto il profilo medico-scientifico oltre che etico-morale, anche alla luce degli ultimi studi neurologici su casi di persone in situazioni simili a quella di Eluana Englaro che sembrerebbero dimostrare una certa attività cerebrale quando sottoposti a particolari esami con la risonanza magnetica. In collegamento telefonico ha dato la sua testimonianza anche l’attore Alessandro Bergonzoni, testimonial de “La casa dei risvegli”, che ha sollevato la questione della percezione della normalità e della diversità nei confronti di coloro che sembrano “addormentati”.

A moderare l’incontro sono stati i giornalisti di Avvenire Pino Ciociola e Lucia Bellaspiga.
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