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SCIENZA E FILOSOFIA: QUALE FUTURO?

“Il futuro della scienza: c’è posto ancora per la filosofia?”: questo il titolo della relazione che Gennaro Auletta, direttore scientifico del programma di specializzazione “Science and Philosophy” della Pontificia Università Gregoriana di Roma, ha tenuto ieri, giovedì 4 febbraio, a Udine, presso la sala “Paolino d’Aquileia” di Via Treppo 5/B. La conferenza inaugura il ciclo monografico di incontri dedicato al tema: “La scienza fa pensare: da Lucrezio a Russel”, promosso dalla Scuola cattolica di Cultura di Udine. Nei primi tre giovedì di febbraio si susseguono infatti tre conferenze che si propongono di affrontare il tema del rapporto – come presentato nel programma – «tra scienza e filosofia, toccando le grandi svolte della storia del pensiero dall’antichità a oggi». Auletta, nello specifico, si interroga rispetto allo spazio che può trovare la filosofia in una cultura come quella attuale, in cui la dominante assoluta è la scienza. In un intervento denso nei riferimenti, che si muovono tra filosofia, biologia, chimica e psicologia, Auletta rivela le istanze delle due discipline, certo molto diverse: se la scienza procede perlopiù linearmente e con un ritmo serrato – basti pensare alla frenesia entusiasmante delle scoperte scientifiche – ; la filosofia tende invece a un percorso che spesso torna su se stesso, secondo una dinamica quasi concentrica, ed è significativa sul lungo termine. Inoltre alla concretezza del dato scientifico c’è la controparte dell’astrattezza della filosofia, che spesso pregiudica il suo stesso riconoscimento di validità. Tuttavia le due discipline, secondo Auletta, si intrecciano e vincolano secondo una dinamica di reciprocità che le convalida: una avulsa dall’altra sono entrambe improponibili. Perché si possa parlare di una loro fondatezza, infatti, i due termini devono essere necessariamente relazionati: altrimenti la filosofia, slegata dal pensiero scientifico, può ridursi a chiacchiera vana; così, la scienza, sciolta da un sostrato filosofico, si limiterebbe ad essere mera tecnica, inerte meccanica. C’è, dunque, ancora posto per la filosofia? Auletta sembra rispondere decisamente di si, e per fortuna.

Sara Cerneaz

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