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Scuola, la metà delle cattedre appannaggio di professori meridionali

RASSEGNA STAMPA

FONTE MESSAGGERO VENETO

MARTEDÌ, 25 AGOSTO 2009

Pagina 1 – Udine

 

Da ieri (e fino a sabato) l’assegnazione di 1.500 supplenze per la provincia. Solo 65 nomine in ruolo. Esercito di docenti in attesa all’Usp e al Malignani

 

Cattedre, la metà ai prof meridionali

 

Molte rinunce dei friulani per i posti in montagna, più spazio per gli insegnanti arrivati da fuori

di GIACOMINA PELLIZZARI

Circa il 50 per cento dei precari convocati, ieri, nell’Ufficio scolastico provinciale (Usp) per l’assegnazione dei 65 posti in ruolo e per le nomine annuali dei professori di sostegno arriva dalla Sicilia, dalla Puglia e dalla Campania. Complice le iscrizioni dei precari in più province, il fenomeno è in aumento. Tutto ciò si verifica nel bel mezzo della polemica leghista contro i professori meridionali.

Si tratta di scelte motivate dal fatto che «in provincia di Udine – come spiega Mauro Scopa arrivato da Pescara per insegnare sostegno nelle scuole medie friulane – ci sono tante rinunce e quindi la graduatoria scorre più velocemente». Secondo i professori non residenti in regione gli aspiranti insegnanti locali preferiscono insegnare in città o nei grossi centri piuttosto di andare a lavorare in montagna dove ci sono più posti disponibili. «Fanno quattro conti – puntualizza la segretaria provinciale della Flc-Cgil, Franca Gallo – e scoprono che con gli stipendi che prendono non ce la fanno a sostenere le spese di trasferta». Per chi arriva dal meridione, invece, alloggiare in un comune montano può risultare più conveniente rispetto alla città. E così nella lunga lista dei convocati (si stima di assegnare circa 1.500 supplenze) che da ieri a sabato sfileranno nell’aula magna dell’istituto Malignani per ottenere le cattedre annuali c’e anche Nico Bisceglie, partito quattro anni fa dalla Puglia per venire a istruire i ragazzi friulani. «La provincia di Udine – afferma – offre maggiori possibilità rispetto ad altre perché molti rifiutano le sedi più disagiate». E allora non ci si può meravigliare se tra i tecnici per l’edilizia piuttosto che tra gli informatici industriali e gestionali in lizza ci sono solo aspiranti insegnanti dal sud.

A Udine, l’arrivo degli insegnanti meridionali è emerso ieri nell’ambito delle nomine del sostegno perché, chiarisce la sindacalista, sono stati convocati anche i precari iscritti in coda nella graduatoria. Vale a dire coloro che, a seguito della trasformazione delle graduatorie permanenti in graduatorie a esaurimento decisa dall’allora ministro Fioroni, quest’anno hanno ottenuto dal ministro Gelmini, anche per evitare possibili ricorsi al Tar, la possibilità di iscriversi negli ultimi posti in ulteriori tre province rispetto a quella iniziale. È stato allora che, dopo aver analizzato la mappa dei posti disponibili, hanno scelto le province più “ricche”. «Considerato che lo scorso anno erano rimasti liberi numerosi posti di sostegno assegnati poi, anche ai non abilitati, dai dirigenti scolastici scorrendo le graduatorie d’istituto – aggiunge Gallo – l’ufficio scolastico ha convocato anche le code. Da qui la maggior presenza di precari meridionali, circa il 50% dei convocati». In ogni caso, ricorda Gallo, «molti supplenti arrivati dal sud che da anni insegnano nelle nostre scuole sono residenti in Friuli».

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