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Udine. In cella presunti sfruttatori di prostitute ungheresi

prostitutee(riportiamo da Messaggero Veneto)

Sfruttamento e agevolazione della prostituzione. Sono le accuse che hanno portato in carcere due ungheresi, Lajos Molnar, 40 anni, e Arpad Onodi, 21. A fermarli è stata la Squadra volante della questura, grazie all’attività di controllo in Borgo stazione.

Durante la serata di venerdì, una pattuglia ha notato due donne, originarie dell’Est, che in piazzale D’Annunzio mostravano, attraverso atteggiamento e gesti, d’essere in attesa di clienti. Dopo un controllo, gli agenti hanno scoperto la nazionalità delle due, ungherese come quella di due giovani controllate dieci giorni prima, in centro, insieme a due connazionali. E hanno collegato gli episodi. Allora, infatti, gli uomini della questura avevano visto due giovani, una delle quali minorenne, accompagnate in centro da due uomini che poi si erano fermati nelle vicinanze a controllare che nessuno disturbasse l’attività delle giovani. Anche in questo caso, infatti, i poliziotti sospettarono lo svolgersi di attività di meretricio, sospetti che hanno trovato conferma venerdì sera. Perchè accanto a piazzale D’Annunzio, gli agenti della questura hanno rintracciato la stessa automobile del controllo precedente. E a guidarla, uno dei due ungheresi protagonisti dell’episodio in centro. Una volta fatti combaciare i tasselli del puzzle, quindi, i poliziotti hanno portato i due ungheresi in questura per ulteriori verifiche.

Ieri, dunque, Molnar e Onodi sono stati arrestati e portati in via Spalato. Nei loro confronti sono emersi gravi indizi riferiti ai reati di sfruttamento e agevolazione della prostituzione. Sul Onodi, inoltre, pesano ulteriori precedenti penali per fatti accaduti nel paese d’origine. Ma non solo. Oltre alle accuse di aver violato la legge contro lo sfruttamento delle prostitute, Molnar è stato anche denunciato per non aver rispettato la norma sul porto d’armi o oggetti atti a offendere. Il quarantenne, infatti, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza di 22 centimetri, dei quali dieci di lama. Venerdì sera, inoltre, assieme alle due donne e due uomini, c’era anche un’altra persona, una minorenne, che al momento non risulta coinvolta nei fatti e che la questura ha affidato a un istituto locale. A seguire il caso messo in luce dalle Volanti, è il magistrato Claudia Danelon.

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