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Unabomber, la difesa scagiona Zernar

«Non manomise il lamierino, sapeva che sarebbe stato scoperto». Oggi la sentenza

 

VENEZIA. Ezio Zernar non creò nessuna prova per incastrare Unabomber, fece il suo lavoro alla luce del sole e, quando si ipotizzo la manomissione, scattò un ‘blitzkrieg’ (guerra lampo) della Procura di Venezia che non venne a capo di nulla se non di impedire un’autentica inchiesta.

È la tesi che l’avvocato Emanuele Fragasso, in cinque ore di arringa, ha sostenuto per difendere il poliziotto del Laboratorio di indagini criminalistiche di Venezia accusato di aver manomesso un lamierino di un ordigno trovato intatto ed attribuito ad Unabomber. Una manipolazione che, secondo l’accusa del pm Emma Rizzato, che ha chiesto quattro anni di carcere, sarebbe servita a incastrare l’ingegnere di Azzano Decimo Elvo Zornitta. Il professionista, parte civile nel processo con l’avv. Maurizio Paniz, ha chiesto 2,5 milioni di euro di risarcimento.

Fragasso ha chiesto invece l’assoluzione «perchè il fatto non sussiste o perchè Zernar non ha commesso il fatto».

Il legale della difesa ha proceduto quasi per punti “smontando” prima l’indagine a carico del poliziotto, quindi l’imputazione ed ancora il movente e le perizie.

L’indagine. La Procura di Venezia indaga tempestivamente Zernar nel momento in cui viene ipotizzata la manomissione; è il 16 gennaio 2007. Il poliziotto viene sentito dal Procuratore capo e dal sostituto e immediatamente gli viene contestata la costruzione della falsa prova. Un errore per Fragasso perchè Zernar, che si dichiara innocente e collabora, andava pedinato e intercettato per capire realmente l’accaduto.

Il ruolo dei Ris. Sentito davanti ai vertici locali di polizia e carabinieri e dei Ris di Parma con secretazione degli atti tutto finisce sui giornali: Zernar è già colpevole, sostiene Fragasso. I Ris – ricorda – sono poi chiamati a indagare su Zernar (un loro maggiore è perito del pm) quando questi erano stati messi in concorrenza con il poliziotto nel corso dell’indagine Unabomber.

Zernar e il Lic. Fragasso ricorda che per l’accusa e la parte civile Zernar è colpevole perchè responsabile del Lic. Ma la difesa avverte che il ruolo del poliziotto era solo tecnico, le responsabilità erano tutte sui vertici della Procura che nel tempo ha fatto e cambiato le regole ma mai ha dato un incarico specifico al poliziotto.

La caccia alla fama. Il movente di Zernar, secondo l’accusa, è la ricerca della gloria. Ma, ribatte Fragasso, altri potevano puntare alla manomissione per lo stesso motivo. Zernar poi sarebbe stato folle a costruire una prova del genere. Sapeva che sarebbe finita nella mani dei Ris, della Scientifica e dei periti della difesa più quelli dei Gip in sede processuale. Per Fragasso sarebbe stato un autogol pensare di farla franca anche perchè c’era altro da manipolare che avrebbe dato garanzie.

Le perizie. Per Fragasso fallaci quelle in incidente probatorio con un perito del Gip che va a caccia di notizie in internet. Fallaci quelle della parte civile perchè incomplete. Ma anche quella della difesa che dice: non si possono avere certezze. Nessuna certezza di prova – conclude Fragasso – nessuna condanna per un poliziotto con 20 anni di carriera esemplare alle spalle.

Oggi in tarda serata la sentenza.

(rs mv)

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1 Commento

  1. Secondo l’avvocato Fracasso ci sarebbe lo zampino dei servizi segreti.

    Secondo me dietro a tutto ci sono gli extraterrestri.

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