SFUEI DAL FRIÛL LIBAR

IL GIORNALE DEL FRIULI LIBERO
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sabato 4 luglio, vi segnaliamo

TRIESTE.

Una mostra sontuosa quella che si inaugurerà (ingresso su invito) oggi alle 18.30 al Museo Revoltella di Trieste e dedicato alla diavolessa di Parigi: 250 opere tra disegni, dipinti, stampe, libri, lettere e fotografie che raccontano Leonor Fini (1908-1996), argentina di origine, ma che poi a Trieste ha vissuto i primi vent’anni, ricevendo l’iniziale imprinting artistico. A 26 anni dalla personale organizzata a Ferrara, ci ha pensato Maria Masau Dan, direttrice del Revoltella nonché curatrice di questo allestimento (sotto il titolo Leonor Fini. L’Italienne de Paris), a colmare un vuoto su una straordinaria pittrice che in Italia è stata snobbata per cinquant’anni. «Questa è una mostra sofferta – ha spiegato ieri mattina Masau Dan nel corso della conferenza stampa – in certi momenti pensavamo di non farcela, anche se l’assessore comunale alla Cultura, Massimo Greco, ci spronava a non mollare. Per sei mesi infatti non abbiamo avuto interlocutori, il punto di partenza è stato l’archivio Fini a Parigi, ma la situazione non si sbloccava. Abbiamo così deciso di fare un salto di qualità, contattando i galleristi americani e siamo rimasti sbalorditi dalla loro risposta affermativa e immediata. Per capirci: la Galleria CFM di New York ci ha prestato 80 pezzi!». E così magicamente anche con i collezionisti italiani le cose si sono semplificate. Oggi Leonor Fini è considerata un’artista moderna, l’immagine scelta per il logo della mostra la si può vedere per esempio in un video di Madonna. Il mercato dell’arte valuta le sue opere a cifre molto elevate, non solo in Francia, paese dove è sempre stata molto amata, ma anche negli Stati Uniti. «È stata un’artista dalle mille facce – ha spiegato Masau Dan – con una capacità tecnica collaudata, si è confrontata con qualsiasi stimolo linguistico. Da Achille Funi per esempio ha imparato l’affresco. Studiava i modelli antichi, guardando a Piero della Francesca». La mostra ha due obiettivi. Ricostruire nel dettaglio le origini della vocazione artistica di Leonor Fini e indagare sui suoi difficili rapporti con la critica italiana. In mostra anche alcune opere di quand’era pittrice in erba, mentre tra quelle degli anni Venti ci sono degli inediti scoperti in diverse collezioni private triestine. Da Parigi alcuni capolavori dei primi anni Trenta e dalla Camera dei Deputati di Roma è arrivato ieri il Ritratto del giovane scrittore Andrè de Mandiargues. Non mancano i ritratti degli anni ’40 e ‘50, dalla contessa Mitti Corti Colonna a Margot Fonteyn, da Stanisalo Lepri ad Anna Magnani. Ci sono i capolavori surrealisti come La pastora delle sfingi e i dipinti dell’ultimo periodo della sua carriera, come Rasch Rasch, meine Puppen warten! Il catalogo, il primo edito dopo la sua morte, sarà disponibile dalla prossima settimana. La mostra resterà aperta fino al 27 settembre.

UDINE. FOLKEST.

All’indomani della grande serata con i Jethro Tull, aperta dal sorprendente (?!? per l’amor del cielo…) Ray Wilson, Folkest torna oggi in castello a Udine. Nell’ambito di UdinEstate dunque un’altra occasione per la musica d’autore. Inizio alle 21.15. L’apertura sarà affidata a un sensibile interprete e compositore, vecchio amico di Folkest, il carinziano Ed Schnabl, che presenterà il suo quinto album, un disco con quattordici nuove canzoni intitolato All the things we say today: si tratta di una guida per un viaggio a Heartland, la terra del cuore, alla quale ci conduce insieme con Roby Colella alla pedal steel guitar, il batterista Aram Zarikian, la vocalist svedese Johanna Tham, la violoncellista Marie Orsini-Rosenberg, la viennese Nina Bernert alla fisarmonica e Peter Jocham, che fa cantare il suo basso fretless.

Subito dopo, ecco sul palco un altro straordinario nome di Folkest 2009: Roger McGuinn. Nato a Chicago il 13 luglio 1942 come Jim McGuinn, fondò, nei primi metà anni Sessanta, il gruppo che più avrebbe influenzato la storia della musica americana: The Byrds. Considerati fra i fondatori del folk-rock e del country-rock, erano nati originariamente come trio con il nome di Jet Set, con Jim McGuinn che in seguito assumerà il nome di Roger, David Crosby e Gene Clark, ai quali si aggiunsero ben presto Chris Hillman e Michael Clarke. La musica dei Byrds è stata un’autentica rivoluzione sonora per l’impasto sonoro e per la suggestione delle parti vocali, improntati su cori anche a cinque voci, con ricorso al falsetto. Dylan molto deve ai Byrds per aver portato i suoi brani in classifica e avergli mostrato la strada dell’elettrificazione del folk.

Dopo il folgorante successo ottenuto nel 1965 con il disco singolo Mr. Tambourine man, venne la straordinaria Turn!, Turn!, Turn!, scritta da Pete Seeger, utilizzando parole tratte dal libro biblico dell’Ecclesiaste, che diede il titolo all’omonimo album. McGuinn è anche autore di successo: tra le molte sue composizioni, oltre a Eight miles high, non possiamo dimenticare So you want to be a rock’n’roll star, che ridivenne una hit grazie all’interpretazione di Patti Smith, e Ballad of Easy rider, celeberrima title-track dell’omonimo film con Peter Fonda e Jack Nicholson, autentico manifesto di un’intera generazione. Oggi McGuinn ha deciso di abbandonare le mega-produzioni e il falso mondo dello star-system, che aveva sempre sopportato a malapena, ritagliandosi una fetta di mercato nei grossi club americani e nei folk-festival di tutto il mondo. Ed è stato anche in prima fila nello schierarsi lo scaricamento selvaggio della musica da Internet, aprendo un sito (Folk Den) dal quale poter attingere a un numero impressionante di sue versioni di brani tradizionali scaricabili legalmente.

Infine, nel segno di quella trasversalità di generi che è una delle ragioni del successo ultratrentennale di Folkest, sempre oggi a Toppo concerto del Trio Coltri/Menduto/Morelli, che presenta l’interessantissimo, dissacrante e provocatorio El petùn del Diàul (Folkest Dischi).

 

 

OSOPPO. REGGAE SUNSPLASH.

Oggi è la giornata dell’European reggae contest: dalle 19 sul palco Jahvai, Vavamuffin, Junior Tshaka, Mellow Mood e Mystic MC. Dalle 22.30 le stelle: Linton Kwesi Johnson e Sud Sound System.

TOPOLO’. STAZIONE TOPOLO’-POSTAJA TOPOLOVA.

Verso le cinque della sera, dopo il saluto delle autorità, ci sarà la prima esecuzione di The Topolò-Abitanti Railway (La ferrovia Topolò-Abitanti), brano musicale composto da Dario Savron, originario di Abitanti, nell’Istria slovena, paese unito a Topolò da una serie di interventi artistici e di esplorazioni realizzati dalla Stazione a partire dal 2006. Il brano viene eseguito da un sestetto formato da flauto, clarinetto, fisarmonica e da tre percussionisti di Topolò. Savron è docente di percussioni al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.

Ci sarà ancora luce quando Gian Luca Favetto, una delle voci più note di Radio Rai, scrittore, giornalista di Repubblica e grande affabulatore, narrerà della volta in cui il Giro d’Italia, improvvisamente, decise di passare per Topolò. Un fatto reale o una leggenda? Solo il tempo per chiederselo che già la notte si aprirà con un grande interprete della danza contemporanea, Pi Keohavong, laotiano, formatosi negli Stati Uniti, alla Eric Hawkins Dance Company di New York, e componente, dal 1997 al 2004, dei Momix. Da alcuni anni Pi ha sviluppato progetti come solista. One. The circle of life è il titolo della performance di questa sera.

Pi Keohavong sarà accompagnato dalle musiche, eseguite dal vivo, di Giovanni Bresil ed Emanuel Donadelli, e inaugurerà così la sua collaborazione con la Stazione che lo vedrà, quest’anno, curatore del cantiere per bambini/e e ragazze/i.

Nella notte, dalla Posta di Topolò, partiranno i segnali Morse lanciati dal clarinetto e dal sax di Angelo Di Giorgio. Tre i brani in programma: di Fernando Mencherini Crazy jay blue per clarinetto solo; di Angelo Di Giorgio Porosìa ne hapsirén pa kohe, opera audiovisiva che si avvale delle immagini video di Paolo Comuzzi su opere pittoriche di Carlo Patrone; di Jacob Ter Veldhuis The garden of love per saxofono soprano e nastro registrato.

In una stanza del paese, oggi e domani, si svolgerà la prima parte di Appunti per Topolò 2009, un’indagine sensoriale realizzata da Carlo Andreasi nei boschi notturni di Topolò con l’ausilio di carta fotosensibile, registratore audio e telecamera. La seconda parte del progetto sarà realizzata da Andreasi, sempre nei boschi circostanti Topolò, proprio nella notte tra oggi e domani.

Info: 334-9752517; www.stazioneditopolo.it.

MONFALCONE. ONDE MEDITERRANEE.

MONFALCONE. Dopo le migliaia di persone che lo scorso anno hanno riempito la città dei cantieri, giungendo da tutta la regione e pure oltre, anche quest’anno Onde mediterranee ha nel suo calendario una notte speciale. La Notte bianca mediterranea, che si svolgerà oggi a partire dalla prima serata, è stata fortemente voluta, oltre che dall’associazione Onde mediterranee, dall’Ascom di Monfalcone e mandamento: per l’occasione la città vedrà tutti i negozi aperti in occasione dell’inizio dei saldi estivi mentre il palcoscenico di piazza della Repubblica e il centro cittadino saranno animati da una ricca serie di eventi. Dalle 19 si potrà accedere al mercatino e ai chioschi etno-gastronomici, mentre i più piccoli saranno intrattenuti con i consueti appuntamenti di giocoleria e di animazione. Per potersi tuffare appieno nella vita serale e notturna della città, negli acquisti, nelle tante occasioni di incontro e divertimento, l’Apt di Gorizia offrirà un collegamento con il bus navetta gratuito che partirà dai parcheggi dell’ospedale San Polo e del centro commerciale Emisfero (via Pocar) verso il centro cittadino, dalle 20.30 alle 3.30 (partenza ogni 10-15 minuti circa).

La musica in grande stile inizierà attorno alle 22 con Enrico Capuano e la Tammuriata Rock: musica e solidarietà, saltarelli e tammurriate fusi sapientemente con il rock epico anni ’70 e integrate con testi al vetriolo che parlano di emigrazione, commistione, melting pot e luoghi comuni, in una miscellanea intrigante e molto peculiare. La formazione napoletana è in tournée per presentare il nuovo album Fuori dalla stanza e per festeggiare i primi vent’anni di attività. Oltre 100 concerti in tutta Italia dopo la grande performance del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma: a Monfalcone, insomma, divertimento e presa di coscienza in un binomio inconsueto.

Alle 23.45 parentesi di cabaret con Fabrizio Casalino, showman esilarante, noto ai più per le sue partecipazioni a Bulldozer (Rai2), Colorado (con Beppe Braida e Rossella Brescia) e Mai dire…, condotto da Mr. Forest (Italia 1). Dopo le risate con Casalino il pubblico potrà ricordare, commuoversi e cantare fino a tarda notte con il progetto Ci ritorni in mente. Musiche e parole dedicate a Lucio Battisti, con Alberto Fortis, Andrea Mirò e Marco Ferradini (regia di José Luciano Orlando), che saliranno sul palcoscenico attorno all’una della notte. Contemporaneamente, dalle 21 alle 2, alla Galleria comunale d’Arte contemporanea sarà presentato un focus speciale su Nico Vascellari.

VENZONE. Mitologie metropolitane: tra realtà e mito.

E’ il titolo della mostra di Max Hamlet Sauvage che s’inaugura oggi, alle 18, a palazzo Orgnani-Martina, dove sarà visitabile fino al 26 agosto dal martedì alla domenica (10-13 e 15-19).

La contestazione della società opulenta, dei suoi perversi meccanismi psicologici e informativi è la struttura che alimenta la genesi figurativa di Max. Le sue rappresentazioni traggono storia e ispirazione dall’ambiente sofisticato e crudele della jet society e dell’alta borghesia, di Miami come di Barcellona o di Los Angeles. Un linguaggio, il suo, di originale e personale elaborazione degli stimoli provenienti dalle tensioni del surrealismo bretoniano, dai violenti residui dei riporti di Andy Warhol o dalla logica discorsiva del fumetto prefabbricato di Roy Lichtenstein.

SAN VITO AL TAGLIAMENTO.

Spilimbergo fotografia riparte da San Vito. Ieri, infatti, nella chiesa di San Lorenzo è stata inaugurata la mostra Propaganda e arte nella fotografia sovietica negli anni 1920-1940 (fino al 18 ottobre), a cura di Andrey Baskakov, direttore dell’agenzia Soyuz di Mosca. Oggi, invece, alle 17.30, nella corte Europa di Spilimbergo si apre l’esposizione Il ritratto in fotografia nell’800 e nel ’900 – Dagli archivi del Craf (fino al 30 agosto), a cura di Walter Liva. Sempre oggi, alle 19, nella cantina di palazzo di Sopra s’inaugura E dopo il muro (fino al 30 agosto), a cura di Contrasto, mentre villa Ciani di Lestans fino al 30 agosto ci propone Polonia semper fidelis, fotografie di Carlo Leidi, a cura di Walter Liva. Cesare Colombo Life size – La misura della vita è il titolo della mostra, a cura di Giovanna Calvenzi, che si apre il 10 luglio nel Museo dell’Arte fabbrile e delle coltellerie di Maniago. Lo stesso giorno, a villa Sulis di Costa (Castelnovo), s’inaugura 9 November 1989 und die Tage danach, a cura di Marion Messina. Infine, dal 12 luglio al 30 agosto, il Centro Pasolini di Casarsa ospita Bruno Bruni tra Pasolini e La Gondola.

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