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Comunità montane verso la chiusura La Regione: in arrivo i commissari. Un modo per piazzare amici?

La giunta regionale ha approvato l’emendamento alle variazioni di bilancio che prevede l’abolizione degli enti

Il tema è stato portato all’attenzione della giunta dall’assessore alle autonomie locali Federica Seganti. «Il riordino delle funzioni amministrative sul territorio montano sarà perseguito con estrema determinazione attraverso lo scioglimento degli organi di governo delle Comunità montane e la conseguente nomina dei commissari», ha confermato l’assessore leghista.

E ieri dunque la Giunta del Fvg ha dato il via libera all’iter che porterà all’abolizione degli enti montani.

Fortemente voluto dal presidente della Regione, Renzo Tondo, il commissariamento delle Comunità è visto anche dalla maggioranza di Centrodestra «come lo strumento più adeguato per risolvere i problemi che attanagliano la montagna del Friuli Venezia Giulia». Il centrodestra era entrato in polemica con la giunta di centrosinistra guidata da Illy quando fu proposta l’istituzione della Comunità montana del Carso.

Ora, dunque, si va verso la chiusura con la probabile individuazione di Comuni capofila. I commissari saranno tecnici regionali nominati in un secondo tempo dalla Giunta e il commissariamento delle Comunità – secondo il centrodestra – porterà a sensibili risparmi economici.

L’assessore Federica Seganti ha evidenziato che «se, come dovrebbe, la legge di assestamento entrerà in vigore entro il 31 luglio, già la prima settimana di agosto potrebbe approdare in Giunta regionale la delibera di scioglimento degli organi di governo delle Comunità montane e il collegato decreto del presidente relativo alla nomina dei commissari, completando in questo modo tutto l’iter normativo».

«I commissari – ha spiegato Seganti – non saranno politici eletti ed il loro mandato sarà incompatibile con qualsiasi altro incarico regionale o locale e, com’è ovvio, cesserà nel momento in cui gli Enti locali subentreranno nelle funzioni. Il loro profilo – aggiunge l’assessore – dovrà comunque necessariamente includere un’esperienza di almeno tre anni in qualità di dirigenti nella Pubblica amministrazione».

«Questo processo – ha concluso l’assessore – rappresenta un passo importante sulla strada della razionalizzazione e dell’ottimizzazione di risorse e funzioni, obiettivi finora decantati da molti ma realmente voluti solo da pochi».

(rs mv)

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