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Udinese-Juve, D’Agostino lontano 7 milioni

Il Genoa è sicuro di aver recuperato il terreno perduto

 

Il mediano argentino piaceva ma adesso è destinato all’Ajax

 

Bisognerà valutarlo per poterlo inserire a centrocampo

Nessun incontro ieri a Milano, ormai l’affare pare davvero saltato Il dg Gasparin: «Non sono arrivati neanche 10, ne chiedevamo 17»

 

MATIC

 

MOROSINI

 

PREDIGER

 

MERCATO

 

Difficile una svolta, troppa la distanza tra i due club anche perché da Torino non offrono contropartite

 

«Avevamo chiesto di potere scegliere qualcuno tra De Ceglie, Giovinco e le metà di Paolucci e Marchisio»

 

di PIETRO OLEOTTO

Nessun incontro. Ma tutta la verità. C’è un abisso tra Udinese e Juventus nella trattativa che dovrebbe portare alla cessione di Gaetano D’Agostino. Così ieri invece dell’ennesimo summit tra i due club – smentito anche da Renzo Castagnini, responsabile degli osservatori della Juve e braccio destro del ds Alessio Secco – sono arrivate le puntualizzazioni che chiariscono come sia difficile riallacciare i fili della trattativa, soprattutto entro lunedì, data del raduno dell’Udinese a Montepulciano e data indicata da Giampaolo Pozzo come ultimatum.

«L’offerta non è mai arrivata neanche a 10 milioni di euro», ha svelato ieri il dg Sergio Gasparin, per tutta la giornata bombardato sul futuro di Totò Di Natale (di cui riferiamo nel dettaglio a parte, ndr) e di Gaetano D’Agostino, i due big in uscita da Udine. «Non avevamo chiesto neanche un euro alla Juventus – ha proseguito –, bensì contropartite tecniche: nella fattispecie De Ceglie, Giovinco e le metà di Paolucci e Marchisio, per un totale congruo alla valutazione di D’Agostino». In poche parole Pozzo ha cercato di intascare le proprietà, almeno parziali, di due-tre giovani usciti dal vivaio del club torinese, valutando circa 13 milioni a testa Giovinco e Marchisio, mentre 7 erano i milioni attribuiti al cartellino di De Ceglie e Paolucci.

Insomma, facendo quattro calcoli, con metà Giovinco, De Ceglie e l’altra metà di Paolucci la Juventus si sarebbe presa D’Agostino senza sborsare un euro, ma controllando ancora il destino dell’amata “formica atomica”. Tanto amata – soprattutto dai tifosi, un po’ meno dallo staff tecnico – che l’ipotesi di uno scambio del genere è stato declinato per proseguire su altre basi. «Di fronte al rifiuto della Juve, la trattativa è andata sui termini economici e l’Udinese ha valutato il giocatore almeno 17 milioni», ha proseguito Gasparin.

Una richiesta che è stata considerata eccessiva dal club torinese e che ha fatto “saltare” il tavolo della trattativa, senza che da parte Udinese ci sia stato un ripensamento: «Quando vendi D’Agostino, perdi un giocatore unico in tutta Italia e quindi insostituibile perchè ti porta a cambiare eventualmente anche il modulo: il minimo è che ti venga riconosciuta la valutazione adeguata».

Una valutazione adeguata in termini di contropartite tecniche e in denaro capaci di farti quadrare i conti, anche se le linee base per l’Udinese 2009-2010 sono già state tracciate. Con l’innesto del colombiano Cuadrado sulla destra, in difesa; lo sfoltimento del reparto centrale con il probabile addio a Domizzi; il riscatto di Pasquale a sinistra; un paio di giovani a centrocampo, dove bisognerà valutare Morosini. In uscita Tissone, probabilmente anche Obodo, ci sarebbe posto per il serbo di passaporto slovacco Matic, sul quale tuttavia il Genoa è convinto di aver recuperato il terreno perduto sull’Udinese, mentre in tema di incontristi non trova conferma l’interessamento per il nazionale argentino Sebastian Prediger, 22enne del Colon, seguito nelle scorse settimane e ora nel mirino dell’Ajax. D’Agostino? Piace sempre più agli inglesi, quelli di Liverpool in testa.

(rs mv)

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