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Serracchiani: «No al partito degli ex»

«Lanciamola alla segreteria regionale»

L’eurodeputata: smettiamola di guardare l’Italia dallo specchietto retrovisore

 

MORETTON

 

VERSO IL CONGRESSO

 

La politica udinese infiamma la platea al cinema romano Capranica Nuovi scontri sui temi dell’intervista che ha rilasciato a Repubblica

di DOMENICO PECILE

UDINE. «Basta guardarci dallo specchietto retrovisore. Basta con il partito degli ex». Debora Serracchiani riveste i panni della moralizzatrice del Pd il giorno dopo essere stata “impallinata” dalla componente D’Alema-Bersani che non aveva gradito la sua intervista a “La Repubblica”. Sale sul palco del cinema Capranica, a Roma, per portare il suo contributo all’iniziativa promossa da Valter Veltroni per il suo ritorno dopo le dimissioni da segretario del Partito democratico. E alza il tiro delle cose che sta ripetendo dal giorno del suo esordio nell’agone politico nazionale in occasione del convegno nazionale dei circoli. Ripete cioè che non è più tempo di tornare indietro. Bacchetta chi non vuole proseguire sul cammino del rinnovamento del partito. Sprona il Pd ad accelerare sulla via del rinnovamento. E intanto in Friuli Venezia Giulia dentro il Pd spunta il “partito” di quanti la vorrebbero al vertice della segreteria regionale.

Basta guardare indietro, guardare al passato: il Pd deve riuscire «a smettere di guardare se stesso e il Paese dallo specchietto retrovisore. Non dobbiamo più vederci come degli ex», ha tuonato l’europarlamentare a Roma. Serracchiani ha precisato poi che «nessuno chiede di rinunciare a qualcosa, chiediamo semplicemente di sentirci democratici e basta». Quindi, ha ripreso il tema che tanto ha fatto discutere ieri sulle personalità di apparato: «Voglio un partito strutturato e territoriale, fatto di circoli e di base, che non è l’apparato e chi sa capisce…». Ma, soprattutto, per Serracchiani, «ora è il momento di darci credibilità perchè non dobbiamo solo resistere ma governare il Paese», e quindi «dobbiamo dare risposte chiare e nette che finora sono state rinviate. Questi i temi principali: la legge elettorale, «la regina delle riforme», da non tirare fuori dal cassetto solo quando conviene. La laicità, la giustizia e le intercettazioni, la sicurezza, l’evasione fiscale che «non deve essere una virtù». Ma, prima di tutto – incalza – il Pd deve assumere una posizione chiara e avanzare una proposta concreta sul tema del conflitto di interessi, perchè »abbiamo molto da rimproverarci se siamo ancora qui a parlarne». E in un’intervista rilasciata a Sky Tg24, aveva ribadiito che all’inizio era “Darioscettica”, ma poi «gli ho visto fare una ottima campagna elettorale, gli ho visto prendere in mano il Pd in un momento difficile e non è da tutti metterci la faccia».

Intanto, come accennato, cresce la pattuglia dei sostenitori in Friuli Venezia Giuli che la vogliono prossima segretaria regionale, soprattutto tra gli ex Margherita. Tra loro ci sono i consiglieri regionale Gianfranco Moretton, Franco Brussa, Franco Iacop, Sergio Lupieri, i parlamentari Ettore Rosato, Ivano Strizzolo e Flavio Pertoldi. Dice il capogruppo in Regione, Moretton: «Se ci fosse la sua disponibilità a candidare alla segreteria regionale dopo che ha dichiarato il suo sostegno al mio amico Franceschini daremo corpo al progetto del Pd di mescolare le diverse storie e culture di provenienza e ancora di più al necessario rinnovamento nella continuità per fare emergere la nuova classe dirigente del futuro basata sull’età, ma anche sulla freschezza delle idee per innovare la regione Fvg».

E anche ieri si sono registrate nuove prese di posizione a favore e contro al Serracchiani. In particolare, rivolgendosi a lei Enzo Carra ha affermato di augurarsi «che tu voglia distinguere tra i tuoi ammiratori perché tra essi ci sono truci manganellatori». Di diverso parere Silvia Costa che prende invece le difese dell’europarlamentare giudicando «francamente inaccettabili i toni e la supponenza», di molti dei sui detrattori nel commentare l’intervista dell’altro ieri.

(rs mv)

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