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Tragedia di Viareggio. «L’asse del carro era arrugginito»

Si allunga sempre più il triste elenco E i gravissimi sono tanti

Si aggrava il bilancio: 17 le vittime nell’inferno della stazione. Commissione d’inchiesta

 

MORTI ALTRI DUE BIMBI

 

IL DISASTRO DI VIAREGGIO

 

Il dolore e le indagini

VIAREGGIO. Un asse del treno fessurato e parzialmente corroso dalla ruggine, dunque, già da tempo compromesso: è la principale ipotesi al vaglio della Procura di Lucca, che sta indagando sulla strage di Viareggio, che ha causato 17 morti. I magistrati hanno disposto accertamenti sulle operazioni di manutenzione, compresa la congruità degli ultimi controlli agli ultrasuoni eseguiti sull’asse. Ma gli investigatori, che pure confermano la pista del cedimento strutturale, sottolineano che «il quadro è complesso e le indagini saranno approfondite anche su tutte le altre ipotesi possibili». L’ha riferito in Parlamento il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, che ha costituito una propria commissione d’inchiesta composta da tre tecnici.

Il ministro, infatti, ha reso noti i risultati del primo rapporto informativo dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie che è partito dalla ricostruzione della dinamica dell’incidente che ha coinvolto il treno 50325 di Trenitalia Spa, verificatosi alle 23.49 del 29 giugno.

Nella stazione di Viareggio i periti hanno riscontrato «tracce di scavalco» sulla rotaia destra, nel senso di marcia del treno: dopo 15 traverse (circa nove metri) la ruota di sinistra del primo dei 14 carri è caduta all’interno del binario. In seguito allo «svio» il carro ha urtato il marciapiedi: il treno ha quindi proseguito per tutta la stazione di Viareggio (circa 500 metri) fino a fermarsi con le prime cinque cisterne ribaltate verso sinistra. L’incendio è stato causato dalla fuoriuscita di gas dalla cisterna del primo carro, di proprietà della società Usa Gatx Rail.

Le prime indagini si sono concentrate su una «sala montata» (vale a dire il complesso composto dall’asse e delle ruote) del carro. L’asse è risultato tranciato nella parte che sporge dalla ruota – detta «fusello» – poco prima della «boccola», la quale consente all’asse stesso e alle ruote di girare. La sezione di rottura, ha detto Matteoli, ha evidenziato una «cricca (cioè una fenditura, ndr) estesa, che ha portato la sezione esistente a ridursi notevolmente fino al totale cedimento». La superficie di rottura, poi, «presenta un aspetto liscio con tracce di ruggine», il che farebbe pensare ad una lesione preesistente. L’ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti – che ha comunque sottolineato la sicurezza dei treni italiani -, ha insistito su questo punto. «Si è spaccato un asse, ma non si è spaccato lì, ha avuto una storia di fessurazioni progressive che in non so quanto tempo ha portato ad avere una superficie resistente di lavoro in quel momento che è un terzo dell’intera superficie della sezione dell’asse». A suo avviso, proprio i tempi in cui è avvenuto questo fenomeno sono «l’elemento di indagine che deve essere fatto». La Procura di Lucca indaga per disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e incendio colposo. «Al momento il fascicolo è a carico di ignoti», ha detto il procuratore Aldo Cicala, che ha già affidato una serie di perizie. «Quello della manutenzione non è l’unico aspetto da chiarire», aggiunge il procuratore generale della Toscana Beniamino Deidda: «Le indagini sono a tutto campo, lavoriamo affinchè tutti i responsabili siano individuati».

Intanto, sale a 17 il bilancio ufficiale, ma ancora provvisorio, delle vittime della strage: tra queste anche altri due bambini. Ma il bilancio pare inesorabilmente destinato a salire: dei 28 feriti ricoverati in vari ospedali del centro-nord Italia, circa l’80% è in gravissime condizioni, con ustioni sulla quasi totalità della superficie corporea. Da questo punto di vista saranno decisive le prossime ore, ma le previsioni sono pessimistiche: il conto dei morti, alla fine, potrebbe essere anche molto superiore. Particolarmente complicata, viste le condizioni dei corpi, è la loro identificazione. Alcuni sono stati riconosciuti con sicurezza, per altri ci sono alcune indicazioni, per altri ancora solo la prova del Dna potrà svelarne l’identità. Tre medici legali sono a lavoro per cercare di dare un nome ai cadaveri, per poter arrivare, con il nullaosta della magistratura, all’organizzazione dei funerali che potrebbero svolgersi nel fine settimana. L’identificazione dei corpi dovrebbe infatti necessitare di 48-72 ore.

«Mi auguro siano funerali di Stato» ha auspicato, visibilmente commosso, il sindaco Luca Lunardini, «certo saranno in un luogo adeguato all’intensità dell’evento». Le salme sono state portate tutte all’ospedale della Versilia, ad eccezione di quello della bambina morta al Bambin Gesù di Roma.

Oggi in giornata dovrebbe anche essere ripristinato il traffico ferroviario, almeno su un binario. Rimane off limits invece via Ponchielli, la strada investita dall’esplosione: oltre alle due palazzine crollate, uno è stato abbattuto ed altri, probabilmente, lo saranno per motivi di convenienza.

(rs mv)

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