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Il pm: al G8 istigò a mentire, due anni a De Gennaro

Genova, dure richieste del pm Zucca per l’ex capo della polizia e per l’ex dirigente della Digos di Genova. La sentenza arriverà a settembre

 

Le intercettazioni provarono il tentativo di far sparire le bottiglie

Secondo l’accusa chiese al questore di dare una versione diversa sui fatti della Diaz nel 2001

 

LE MOLOTOV

GENOVA. La condanna a due anni di reclusione per l’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro e ad un anno e quattro mesi per l’ex dirigente della digos di Genova Spartaco Mortola è stata chiesta dal pubblico ministero Enrico Zucca al processo per istigazione alla falsa testimonianza.

Secondo l’accusa, De Gennaro, attuale direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), e Mortola avrebbero fatto pressioni sull’ex questore Francesco Colucci affinchè mentisse durante il processo per la sanguinosa irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001.

In quasi tre ore di requisitoria il pubblico ministero ha illustrato le ragioni di diritto e ha replicato alla memoria della difesa sulla irrilevanza delle intercettazioni usate nel processo. E ha pressato molto sulla posizione, sul ruolo che De Gennaro ricopriva.

Nel calcolo della pena chiesta per l’attuale direttore del Dis l’accusa ha considerato equivalenti le attenuanti generiche con le aggravanti perchè l’ex capo della polizia era un superiore in grado al momento del fatto. La pena base di partenza infatti è tre anni a cui è stato tolto un terzo previsto dal rito abbreviato. Per Mortola invece il pm ha considerato sussistenti le attenuanti generiche più lo sconto previsto dal rito.

«Una richiesta che ci aspettavamo – ha commentato l’avvocato Franco Coppi, difensore di De Gennaro – visto quanto scritto nella richiesta di rinvio a giudizio. Il pm ha esposto le sue convinzioni, che per noi restano non condivisibili. Per noi, infatti, non c’è stata alcuna istigazione alla falsa testimonianza».

L’udienza, celebrata dinanzi il giudice delle indagini preliminari Silvia Carpanini, è proseguita con le arringhe delle parti civili. Nel processo si sono costituite tre vittime picchiate alla Diaz e l’associazione Giuristi democratici. Gli avvocati si sono associati alle richieste del pm e hanno chiesto cinquemila euro di provvisionale per il danno subito.

Il 15 luglio parleranno le difese, mentre la sentenza è attesa per settembre.

Il processo nasce dopo le ritrattazioni dell’ex questore di Genova Francesco Colucci (accusato di falsa testimonianza), al processo per l’irruzione alla scuola Diaz. Ad avvalorare la tesi dell’accusa, tutta una serie di telefonate tra Mortola, intercettato per il suo presunto coinvolgimento nella sparizione delle due molotov trovate alla Diaz, e Colucci. Le conversazioni intercettate avrebbero fornito ai magistrati le prove che De Gennaro voleva far modificare a Colucci le sue precedenti dichiarazioni, come puntualmente avvenne durante l’udienza. Per l’ex questore di Genova è scattata l’accusa di falsa testimonianza. Colucci ha scelto di farsi processare con rito ordinario.

 

(rs mv)

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