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Di Natale, l’Udinese chiede di più al Parma

Totò sarebbe vicino all’accordo coi ducali per 1,3 milioni Il dg Gasparin: «Le società invece sono molto lontane»

 

MERCATO

 

I vertici bianconeri frenano: «C’è una trattativa ma nessun incontro decisivo nelle prossime ore»

 

Pozzo: «Le alternative in caso di cessione ci sono però adesso come adesso non è detto che parta»

 

di PIETRO OLEOTTO

Totò sì, Totò no. Sembra il nome dell’ultimo concorso del Coni, è invece il titolo dell’ultimo tormentone bianconero: la trattativa per la cessione di Di Natale al Parma. «Non c’è alcun incontro in programma nelle prossime ore», ha fatto sapere ieri in serata il dg Sergio Gasparin, prima di raggiungere Milano, dove da oggi entrerà nel vivo ufficialmente il mercato e dove l’Udinese cercherà di piazzare le pedine in surplus, visto che prima della sessione dedicata alle buste erano ben 92 i giocatori controllati dal club.

Insomma, il direttore generale bianconero sta pensando ora come ora più che altro alla “cura dimagrante” e di riflesso alla rosa da consegnare a Marino per il ritiro che comincerà la prossima settimana in terra di Toscana, tanto che la notizia ufficiale riguarda proprio la lettera di convocazione per il capitano: «Di Natale sarà tra i giocatori presenti a Montepulciano entro le 20 di lunedì 6». Un modo per dire che non è certo imminente la firma su un contratto di cessione al Parma, anche se ieri la stessa Ansa, la principale agenzia stampa italiana, dava l’affare per fatto. O meglio: parlava di un accordo praticamente raggiunto tra il procuratore del giocatore, Bruno Carpeggiani, e la società ducale, guidata in queste manovre proprio dall’ex dg bianconero Pietro Leonardi, ora braccio destro del presidente gialloblù Ghirardi. Un accordo tanto vicino che sarebbero trapelate anche le cifre del possibile futuro contratto di Totò a Parma: 1,3 milioni per i prossimi quattro anni.

Fosse così, Di Natale risponderebbe con i fatti alla dichiarazione di Giampaolo Pozzo, pronunciata a margine della presentazione della nuova società che reggerà il basket di vertice a Udine: «Di Natale? Sta a lui decidere cosa fare, ma adesso come adesso non è detto che parta. Dovesse accadere, comunque, ci sono già pronte le alternative».

Il nodo, tuttavia, è un altro ed è legato alla valutazione che l’Udinese fa del proprio numero 10, un po’ come è successo con D’Agostino e la trattativa con la Juventus. Insomma, le due società sono distanti: «E’ vero, i club sono molto molto lontani sull’argomento valutazione. Stiamo parlando di un giocatore importante, di un nazionale, non di uno qualsiasi», ha concluso Gasparin, sottolineando che la trattativa per Domizzi al Parma è «assolutamente slegata» da questo discorso. Nelle scorse ore, infatti, si era fatta largo l’ipotesi di una possibile offerta cumulativa dei ducali per Di Natale e Domizzi, dieci milioni più la comproprietà di Dessena, che tuttavia è controllato dalla Samp e quindi tutt’altro che arruolabile senza un ulteriore accordo con i doriani. Offerta che, alla luce degli orientamenti bianconeri, dovrebbe essere invece “smontata”, anche perchè non rispetta le valutazioni fatte da Pozzo. Se la metà di Dessena vale tre milioni e mezzo milioni, Domizzi ha una quotazione di oltre cinque, il che porta il valore di Di Natale a “soli” otto milioni di euro. L’Udinese invece ne vorrebbe almeno dieci per il solo Totò.

Nelle prossime ore bisognerà lavorare partendo da queste cifre. E il Parma sta già manovrando: vuole prendere l’ex granata-palermitano Dellafiore in difesa per concentrare il resto dei contanti sull’operazione Di Natale, offrendo sei milioni e mezzo più la compartecipazione di Dessena, così l’Udinese potrebbe riscattare completamente il giocatore offrendo Domizzi alla Sampdoria, che cerca il sostituto di Campagnaro.

(rs mv)

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